Bertolacci, allarme azzurro: “Gli stranieri hanno più fame degli italiani”

Bertolacci, allarme azzurro: “Gli stranieri hanno più fame degli italiani”

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Andrea Bertolacci, centrocampista del Genoa classe 1991, sta vivendo una delle sue migliori stagioni in Serie A, che gli è valsa anche la chiamata in nazionale da parte di Antonio Conte, con tanto di esordio da titolare in gara ufficiale nel match pareggiato contro la Bulgaria, offrendo nel complesso anche una prestazione sufficiente. Avrebbe dovuto partecipare anche alla partita amichevole contro l’Inghilterra, ma è stato fermato da un infortunio che lo ha costretto a fare ritorno a Genova dove è rimasto a riposare in virtù anche della squalifica in campionato. Questa mattina, ha parlato, della polemica legata agli oriundi e in generale dei giovani azzurri poco propensi al lavoro.

POCA FAME – I giovani italiani devono essere più seri, concreti, continui. Gli oriundi non devono diventare un problema. Tutte le Nazionali europee li valutano e li fanno giocare. Se vogliamo limitarne l’utilizzo cerchiamo di essere superiori, di essere bravi, dobbiamo farci trovare sempre pronti. Comunque io sono sempre favorevole a tutte le innovazioni che possono migliorare il mondo del calcio. Molti si perdono perché si illudono che tutto sia molto, troppo facile in questo mondo. Soprattutto quando hanno la fortuna di approdare in un grosso club. Gli stranieri no, non fanno così. Sono più concreti, hanno più voglia e… fame. Ecco perchè ce sono così tanti in Italia. Sicuramente una delle loro debolezze è l’eccessiva sensibilità alla pressione mediatica e a quella dei tifosi. Gli stranieri sono più impermeabili, riescono a gestire meglio queste situazioni. Non si fanno coinvolgere più di tanto”.

CONTE – Bertolacci ha poi proseguito apprezzando i metodi di lavoro di Antonio Conte: “Io posso solo ringraziarlo – ha detto – per la fiducia che mi ha concesso finora. Il posto di titolare contro la Bulgaria mi ha consentito di conquistare un traguardo importante: una degna vetrina in Nazionale, in una gara ufficiale, alla mia terza convocazione in maglia azzurra. Gli allenamenti intensi? E’ giusto così, allenarsi bene aumenta la possibilità di dare il meglio in partita”.

FUTURO –Roma? Potevo tornarci 4 anni fa, per il momento mi concentro sul Genoa. Sono abituato a ottenere un obiettivo per volta. Meglio una squadra collaudata o una da ricostruire? Sono due soluzioni molto diverse ma ugualmente interessanti. È difficile fare previsioni: bisogna vedere cosa accadrà quando si presenterà l’occasione giusta”.