Borussia Dortmund-Bayern Monaco: ecco perché Der Klassiker è “La Partita” (Parte 1)

Borussia Dortmund-Bayern Monaco: ecco perché Der Klassiker è “La Partita” (Parte 1)

bayderndortmund

Archiviata la sosta dovuta agli impegni delle nazionali, in questo weekend è nuovamente tempo di calcio giocato. In Germania, in particolare, si riparte col botto, con il big match Borussia Dortmund-Bayern Monaco, che si disputerà sabato pomeriggio al ‘Signal Iduna Park’, a tenere il popolo tedesco e non solo incollato alla televisione. La gara tra BVB e bavaresi è stata una vera è propria classica del calcio teutonico nelle ultime stagioni, con un duello continuo per la conquista della Bundesliga, della DFB Pokal ma anche della Champions League con l’incrocio in finale del 2013 che ha visto trionfare gli uomini di Heynckes. Questa volta non ci saranno titoli in palio, ma le due compagini lotteranno comunque per l’onore e per la gloria, ricordando che c’è sempre almeno un buon motivo per portare a casa ‘Der Klassiker’.

Con questi due articoli proveremo ad addentrarci nei meandri più profondi di questi due gloriosi club di Bundesliga, analizzando la loro storia centenaria, i campioni che ne hanno contraddistinto le vittorie e le sconfitte, fino ad arrivare agli aspetti sociali che caratterizzano città, stadio e tifoseria, che costituiscono il sale di questa grandissima rivalità. Godetevi la prima parte di questo interessante percorso.

STORIE DI SUCCESSI – Il Fußball-Club Bayern München vede la luce nel 1900 a Monaco di Baviera da alcuni membri del MTV 1879 München, prima di fondersi con il Münchner SC, portando così al cambio di colori sociali, passando dal bianco e nero della prima divisa ai colori odierni già a partire dal 1905. La storia del club più titolato di Germania, parte dunque dai campionati regionali bavaresi, che fanno da preludio al primo successo significativo del 1926 con la vittoria del campionato Meridionale, che permette al Bayern di partecipare al torneo nazionale vinto per la prima volta solo nel 1932 con al timone Richard Kohn. Le cose precipitano però già due anni dopo con l’avvento del nazismo, che costringe il Bayern, ritenuto club ebreo, con la riforma del campionato tedesco, a militare per 12 anni nel Gauliga Bayern, principale manifestazione calcistica della Baviera di quegli anni, ottenendo solamente un titolo nel 1944, senza fare però strada nella divisione nazionale. A partire dal 1950 il club torna in Oberliga Süd, conquistando, dopo 7 anni bui culminati con la retrocessione del ’55, la prima Coppa di Germania della propria storia due anni dopo. Nel 1963 nasce la Bundesliga, ma l’accesso del Bayern Monaco al campionato è rinviato di un paio di anni a causa della legge emessa dalla federazione che non permetteva al neonato campionato tedesco di ospitare più di un club della stessa città: nel caso specifico Monaco di Baviera che vedeva già il Monaco 1860 in Bundesliga. I ‘rossi’ ottengono così la prima partecipazione alla Bundesliga nel 1965 grazie anche ai 42 gol messi a segno in seconda divisione da Rainer Ohlhauser. Anni d’oro attenderanno da questo momento in poi il Bayern Monaco che si sblocca vincendo subito due coppe di Germania consecutivamente prima di trionfare anche a livello europeo con la Coppa delle Coppe messa in bacheca nel 1967. Vince per la seconda volta il titolo di Germania nel 1969 (prima Bundesliga) e dal ’71 al ’77 inanella una serie di vittorie incredibile tra campionati e Coppe dei Campioni con tre successi consecutivi nella massima competizione europea tra il 1974 ed il 1976, con grandi protagonisti come Paul Breitner, Sepp Maier, ma soprattutto Franz Beckenbauer e Gerd Müller. Chiude questo ciclo vincente con la vittoria della Coppa Intercontinentale nel 1976 che segna la fine di un’era; si registrano infatti una serie di addii eccellenti sul finire degli anni 70, con il ritorno di Breitner e l’arrivo di Klaus Augenthaler, capitano dal 1984 al 1991, oltre che alla conferma dell’imprescindibile Rumenigge divenuto leader della squadra. Nel ventennio finale del 1900, però i bavaresi collezionano solamente un gran numero di titoli tedeschi, oltre che la prima supercoppa di Germania nella stagione 87/88, rimanendo fermi alle Coppe dei Campioni di metà anni ’70 sul fronte europeo, arrivando comunque in più occasioni alle fasi finali. Nella travagliata stagione 1991/92, Jupp Heynckes lascia la panchina del club, che finirà il campionato (il primo dopo la riunificazione della Germania) solamente al decimo posto ottenendo così il peggio piazzamento dal 1978. In questo periodo, per risollevare le sorti dei Bavaresi arrivano Scholl, Kahn oltre al ritorno di Lothar Matthaus dopo l’esperienza all’Inter, e nella stagione 93/94 la squadra vince nuovamente la Bundesliga con Franz Beckenbaueral timone, che porterà anche la prima Coppa Uefa della storia del Bayern nel 1996 rompendo un digiuno europeo durato vent’anni. I ‘Rossi’ chiudono il millennio con Coppa di Germania e Coppa di lega tedesca, guadagnandosi anche il soprannome di ‘FC Hollywood’ per via della frequenza con cui i suoi calciatori appaiono sulle pagine di gossip. Il 2001 è l’anno della prima Champions League (quarta considerando le 3 coppe campioni), mentre quello successivo è l’anno della seconda Coppa Intercontinentale. Il resto è storia recente, con il 20° titolo di Germania vinto nel 2006 sul Werder secondo. Nelle ultime tre stagioni, dopo un secondo ed un terzo posto, il Bayern Monaco è tornato sul tetto di Germania, d’Europa e del Mondo con i successi di Heynckes prima e Pep Guardiola poi che nel 2013/14 ha realizzato un poker di vittorie portando a casa Bundesliga, DFB Pokal, Mondiale per club e Supercoppa Uefa, lasciando solo la Champions League persa alle semifinali contro il Real Madrid. Nella stagione attuale i bavaresi sono in lotta su tutti i fronti con buone possibilità di successo e puntano al cosiddetto ‘Triplete’.

Palmares:

24 Titoli di Germania

17 Coppe di Germania

4 Supercoppe di Germania

6 Coppe di Lega tedesca

5 Coppe dei Campioni/Champions League

1 Coppe delle Coppe

1 Coppe UEFA/Europa League

1 Supercoppe UEFA

2 Coppe Intercontinentali

1 Coppe del mondo per club

1 Regionalliga Süd 1965

bayern 74-75 bayern champosn Bayern_Coppa_Campioni_1976

 

Dall’altra parte abbiamo il Ballspiel-Verein Borussia 09 e. V. Dortmund, meglio noto come Borussia Dortmund, fondato nel 1909 da un gruppo di ragazzi scontenti della squadra di calcio in cui giocavano, la Dreifaltigkeits-Jugend, che era sponsorizzata dalla Chiesa. A partire dal 1913, dopo aver indossato per 4 anni casacche bianco-blu con cintura rossa, il BVB ha utilizzato per la prima volta gli attuali colori gialloneri. Negli anni immediatamente successivi, la squadra non vive momenti particolarmente belli, e anzi va ad un passo dal fallimento nel 1929, quando fu la generosità di un tifoso locale a salvare il club coprendo il buco finanziario. Le cose non vanno meglio con l’arrivo al potere del Terzo Reich e la non adesione del presidente del Borussia al partito nazista. In seguito, con il termine della guerra cominciarono ad arrivare anche le prime soddisfazioni per il club giallo nero che nel 1949 partecipa alla prima finale nazionale persa per 3-2 contro il Mannheim e nel ’56 e nel ’57 realizza una doppietta vincendo i primi due campionati tedeschi della sua storia, ottenendo il diritto di partecipare anche alle successive edizioni della Coppa Campioni, che non portarono comunque risultati rilevanti. Nella stagione 62/63 sfiorò il primo double della sua storia con il terzo titolo di Germania in cassaforte e la finale di DFB Pokal persa contro l’Amburgo. Dall’annata successiva le cose cambiano, così come per il Bayern Monaco, con la nascita della Bundesliga, alla quale partecipò sin da subito in quanto detentore del titolo, facendo anche registrare il primo gol nella storia della manifestazione ad opera di Timo Konietzka. Nella stessa stagione arriva anche in semifinale di Coppa Campioni, mentre in quella successiva porta a casa la prima Coppa di Germania della sua storia che permette al club di partecipare alla Coppa delle Coppe dell’anno seguente, vinta in finale sul Liverpool ai supplementari, e nella quale fu trascinato dalla grande vena realizzativa di Lothar Emmerich autore di 14 reti nel torneo. Dalla stagione 66/67 parte però un infinito periodo buio per il BVB che non vince più titoli e non partecipa più alle competizioni europee per un ventennio abbondante, toccando il punto più basso con la retrocessione in Zweite Liga del ’72 da cui risalirà solo 4 anni dopo. I primi segnali di ripresa si hanno tra l’88 e il 90 con le vittorie in DFB Pokal e supercoppa di Germania che fanno da preludio alle stagioni d’oro degli anni novanta. Con i 25 milioni di march incassati dalla buona partecipazione alla Coppa Uefa del 92/93 persa in finale contro la Juventus, i gialloneri riuscirono a dare respiro alle casse societarie permettendo così gli acquisti di calciatori di prima fascia tra i quali Matthias Sammer. La squadra, così rinvigorita dal mercato, collezionò due campionati consecutivi a metà anni novanta, raggiungendo l’apoteosi con la vittoria della prima Champions League nel 1997  proprio sui bianconeri di Torino detentori del trofeo, con al timone il veterano Ottmar Hitzfeld, grazie alla doppietta decisiva di Karl-Heinz Riedle. Nell’annata seguente, con l’addio del tecnico tedesco e l’arrivo di Nevio Scala, il Dortmund porta a casa anche la prestigiosa Coppa Intercontinentale concludendo contemporaneamente però decimo in Bundesliga. L’arrivo del nuovo millennio e quello di Sammer sulla panchina del club, portano il sesto titolo di Germania nel 2002, con Marcio Amoroso capocannoniere, e la finale di Coppa Uefa persa contro il Feyenoord. Una cattiva gestione societaria portò tuttavia il club ad un pesante indebitamento, e alla vendita del Westfalenstadion rischiando addirittura il fallimento nel 2005 e la retrocessione in Zweite nel 2007. Le cose cambiano radicalmente con la nomina di Jurgen Klopp come allenatore del Borussia Dortmund che in pochi anni torna ai fasti di un tempo, vincendo per due volte consecutive la Bundesliga (10/11 e 11/12), battendo la corazzata Bayern Monaco. L’anno successivo i ragazzi terribili di Klopp sfiorano il colpaccio eliminando il Real Madrid in semifinale di Champions e raggiungendo così la finale persa a due minuti dalla fine proprio contro i rivali bavaresi. In questa stagione il BVB ha vinto la supercoppa di Germania, ma naviga in acque anonime in campionato dopo un inizio horror ed è già stato eliminato in Europa.

Palmares:

8 Titoli di Germania

3 Coppe di Germania

5 Supercoppe di Germania

1 Coppe dei Campioni/Champions League

1 Coppe delle Coppe

1 Coppe Intercontinentali

bvbchampionsleague1997

 

SFILATA DI STELLE – Ma come hanno fatto questi due club a raggiungere una quantità così elevata di successi? La risposta è presto data: fondamentali sono stati i campioni che hanno potuto annoverare tra le proprie fila i due club teutonici. Il conto totale pende pericolosamente verso il Bayern Monaco, ma anche il Borussia Dortmund in determinati momenti della sua storia ha potuto contare su ottimi talenti. I bavaresi hanno potuto fare affidamento su ben 5 Palloni d’oro distribuiti tra Gerd Muller (1), Franz Beckenbauer e Karl-Heinz Rummenigge (entrambi a quota 2). Muller è anche il miglior marcatore della storia del club, con la cifra monstre di 428 reti in maglia rossa, che gli hanno permesso di vincere anche 4 volte il premio come miglior goleador della Champions, oltre che due Scarpe d’oro ad inizio anni 70, senza contare i ben 15 gol messi a segno proprio contro il BVB. Gerd Muller è inoltre anche il primatista di presenze con il Bayern Monaco, grazie alle sue 607 gare, seguito a -10 dallo storico portiere degli anni 60/70, Sepp Maier, e da più lontano da Franz Beckenbauer sul terzo gradino del podio. Con l’avanzare degli anni, la qualità della rosa non è affatto diminuita e menzioni speciali vanno anche per campioni del calibro di Paul Breitner, Klaus Augenthaler e Lothar Matthaus, tutti inseriti nella prestigiosa Hall of Fame del Bayern. In anni più recenti ci sono da segnalare i portieri tedeschi Oliver Kahn e Manuel Neuer entrambi insigniti del premio miglior portiere dell’anno IFFHS e di miglior calciatore tedesco dell’anno. Nella rosa attuale però i fenomeni di certo non mancano, e meritano una lode anche i veterani Bastian Schweinsteiger e Philip Lahm, lavoratori silenziosi ed infaticabili, oltre che Thomas Muller, solo omonimo del grande Gerd, ma decisamente all’altezza del confronto, seppur con le dovute proporzioni. Ci fermiamo ai calciatori citati, ma di materiale nella storia bavarese c’è n’è sicuramente tanto altro ancora.

Spostandoci in Renania Settentrionale-Vestfalia, la musica cambia di tono offrendo al grande pubblico una quantità sicuramente minore di grandi campioni. E’ doveroso partire dallo storico attaccante del Borussia, Lothar Emmerich, che ha militato nel club di Dortmund dal ’60 al ‘69, vincendo un campionato tedesco, una coppa di Germania e una Coppa delle Coppe da autentico trascinatore realizzando 14 reti nella competizione (record di marcatore in una singola edizione). Proprio la sua incredibile vena realizzativa lo ha portato a battere persino Gerd Muller nella classifica marcatori del 65/66 chiudendo con 31 reti all’attivo, e in quella della stagione successiva, quando chiuse a pari merito con l’asso del Bayern Monaco a quota 28. Emmerich chiude la sua avventura a Dortmund con 126 gol in 215 gare. Non è comunque l’attaccante nato e cresciuto a Dortmund ad avere il primato di marcature con la casacca giallo nera, ma Micheal Zorc, centrocampista classe 1962 che ha militato nel club tra il 1981 e il 1998, infrangendo ogni record di presenze e gol, chiudendo la carriera con 553 partite e 155 gol al Westfalenstadion. Una menzione speciale va anche al già citato Timo Konietzka, protagonista nel Borussia a cavallo tra gli anni 50 e 60, ma soprattutto ricordato dai più per aver realizzato il primo gol nella storia della Bundesliga. Tra i primatisti del gol è giusto ricordare anche Manfred Burgsmuller e Stéphane Chapuisat, entrambi nella top 5 dei marcatori all time del club. Spostandoci negli anni 90 troviamo quello che forse è il miglior calciatore della storia del BVB: Matthias Sammer. Sammer, nato a Dresda nel 1967, ricopre il ruolo di libero, e dopo aver girovagato alla ricerca della sua dimensione reale, la trova a partire dal 1993 con la maglia giallo nera, vincendo 2 campionati, 2 supercoppe, una Coppa Intercontinentale e una Champions League, che gli valgono anche la conquista del Pallone d’oro del 1996, premio raramente assegnato a calciatori del suo ruolo. Il resto è storia recente, infatti il BVB vive anni difficili all’inizio del nuovo millennio fino all’arrivo di Klopp che in poco tempo crea una squadra in grado di ritornare sul tetto di Germania e non solo, plasmando grandi talenti come Mario Gotze e Robert Lewansdowski, poi passato al Bayern, ma comunque bravo a lasciare il segno con 103 gol in 176 partite. La stella della squadra di oggi è sicuramente Marco Reus, protagonista dei successi degli scorsi anni e trascinatore dei gialloneri anche nei momenti difficili di questa stagione.

lothar-emmerich MullerBeckenbauer sammer pallone d'oro

 

JURGEN VS PEP: DUE FILOSOFIE BELLE E VINCENTI – A conclusione di questa prima parte, non poteva mancare un confronto a 360° tra gli attuali timonieri di Borussia Dortmund e Bayern Monaco. Jurgen Klopp nasce il 16 giugno del 1967 a Glatten in Germania, piccolo paese di circa 2000 abitanti poco distante da Stoccarda, da padre venditore. Si diploma in Scienze motorie e sposa Ulla dopo averla incontrata per la prima volta in un cafè dove lavorava come cameriera. Dal suo matrimonio venne alla luce il figlio Marc, anch’egli calciatore. Di fronte abbiamo Josep Guardiola, noto semplicemente come Pep, nato a Santpedor, paese di circa 7000 abitanti, il 18 gennaio del 1971 da padre muratore. Non riesce a terminare gli studi in legge, ma in compenso incontra la compagna Cristina nel negozio di abbigliamento nel quale lavorava, ed avrà da lei tre figli: Maria, Valentina e Marius. In casa Klopp, a differenza di quanto avviene a residenza Pep, c’è anche spazio per gli animali, in particolare per un cane di nome Emma. I due coach sono anche impegnati nel sociale, con il tedesco in diverse campagne contro il razzismo oltre ad essere ambasciatore per il commercio equo, e lo spagnolo fiero sostenitore dell’indipendentismo catalano. Essendo un confronto ad ampio respiro, non potevano mancare le abitudini culinarie e quelle nel campo dell’abbigliamento: Il piatto preferito del tecnico del BVB è il Cheese Spatzle, mentre quello dell’ex Barcellona sono i cannelloni; quando sono in panchina vivono la partita in modo totalmente diverso, con Klopp spesso agitato e sempre in piedi a motivare i suoi in tuta sportiva, e dall’altra parte Guardiola più pacato ed elegante con il solito completo. Ma veniamo ora alle carriere di questi due grandi allenatori: Klopp prima di intraprendere una brillante carriera in panchina, come spesso capita, ha iniziato da calciatore militando nel Mainz per 11 anni senza mai vincere nulla, e cambiando per giunta anche ruolo, passando così da attaccante a difensore nel 1995. Dal 2001 al 2008 allena la sua ex squadra e contemporaneamente vive anche un’esperienza televisiva da commentatore della nazionale, proprio fino ad Euro 2008. A partire dalla stagione successiva arriva la chiamata del Borussia Dortmund in cerca di riscatto, con il quale colleziona le soddisfazioni più grandi della sua carriera, mettendo insieme una squadra votata al bel calcio, fatto di velocità e ripartenze per la gioia della Südtribüne, che vede trionfare i gialloneri per due volte in campionato e Supercoppa, e una in DFB Pokal, oltre ad aver sfiorato anche la Champions nel 2013 contro il Bayern. Fino a questo momento lo score di Jurgen Klopp contro i rivali del Bayern Monaco è di 8 vittorie, 4 pareggi e 15 sconfitte sulle 27 gare disputate, con 41 gol fatti e 55 incassati. Nel 1990 inizia, anche l’avventura calcistica del tecnico di Santpedor con la maglia del Barcellona, del quale diventerà un pilastro negli 11 anni in cui militerà in prima squadra. Successivamente vive due esperienze a Brescia inframezzate da un’annata a Roma, prima di andare ad appendere gli scarpini al chiodo tra Qatar e Messico. A differenza del collega teutonico, al termine della carriera da calciatore può vantare in bacheca ben 17 titoli tra i quali spiccano 6 campionati spagnoli, 4 supercoppe e 2 coppe del Re, oltre ad una Champions e ad una Supercoppa Uefa. Un anno dopo aver lasciato il calcio giocato, prende posto subito sulla prima panchina della sua nuova vita pallonara, quella del Barcellona B. Pep, però dura poco nella seconda squadra catalana, infatti, presto viene promosso in prima squadra, cambiando definitivamente il modo di vedere il calcio nel mondo. Guardiola crea un vero e proprio impero blaugrana, plasmando una squadra virtualmente invincibile e quasi mai battuta, elegante e bella da vedere, a sua immagine e somiglianza, che faceva del possesso palla la sua arma principe con il quale riusciva contemporaneamente a scardinare le arroccate retroguardie avversarie e a subire raramente gol. Al termine della stagione 11/12, l’allenatore spagnolo si prende una meritata pausa, rimettendosi in gioco a partire dal 2013 proprio sulla difficile panchina del Bayern. Dopo un’iniziale periodo di ambientamento nel quale non sono mancate le critiche alla sua impostazione di gioco, ha convinto tutti (o quasi), portando a casa senza patemi la Bundesliga ed essendo in corsa in questa stagione in tutte le competizioni. A fronte dei 5 titoli vinti da Klopp in panchina, Pep può sventolare ben 18 trofei messi in bacheca tra Barcellona e Monaco di Baviera. Al momento, data la sua breve esperienza in Germania, i risultati contro il BVB vedono solamente 3 vittorie e 3 sconfitte in 6 match con 9 gol fatti e 10 subiti.

Il mentore di Jurgen Klopp è Wolfgang Frank che dice di lui: “Molte persone mi hanno ascoltato molto attentamente, ma Kloppo è quello che ha ascoltato meglio”.

Quello, invece, di Pep Guardiola è la leggenda del calcio olandese e del Barça, Johan Cruyff che ha detto: “Ciò che lo rende un allenatore così bravo è la capacità di prendere qualcosa di buono e renderlo ancora migliore”

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