Tiago: “Alla Juventus il punto più basso della mia carriera”

Tiago: “Alla Juventus il punto più basso della mia carriera”

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Tiago Cardoso Mendes, ex centrocampista della Juventus dal 2007 al 2010, descrive negativamente il proprio triennio in bianconero e nel calcio italiano parlando di “punto più basso della carriera vissuto in Serie A”.

MISTER-O – Tiago, oggi all’Atletico Madrid, nel quale milita da ormai quattro stagioni, ha affermato: “Per un calciatore è difficile cambiare paese ed adattarsi subito a nuove culture e nuovi stili di vita. Pure nell’ambiente professionale è così ma ciò che fa la differenza è trovare subito la fiducia dell’allenatore, a prescindere da dove ti trovi. Quando sono approdato alla Juventus c’era Ranieri in panchina, ma con lui il feeling non è scattato già dai primi giorni ed addirittura confesso che me ne sarei voluto andare via immediatamente”.

REAGIRE SI PUO’ – Tiago aggiunge: “Posso tranquillamente dire di aver perduto un anno con lui, e dopo quanto vissuto ho deciso che serviva necessariamente una svolta, poi sono riuscito a dimostrare alla critica ed a me stesso che attraverso il duro lavoro si poteva giungere a realizzare i propri obiettivi e le cose si sono messe in maniera differente”.

MA CHE VOLETE? – Per il nazionale portoghese c’erano però altre cose che non andavano bene nella sua esperienza alla Juve: “I giornalisti e la stampa in generale stavano sempre a parlare male di me, ho sofferto le critiche eccessive ed a mio avviso immotivate oltre che la forte pressione mediatica. Fui l’acquisto più oneroso della campagna acquisti della Juventus nel 2007, i club spese per me 14 milioni di euro ed anche per questo ho vissuto il momento più nero della mia carriera proprio in Italia”.

MORALE DELLA FAVOLA – “Non mi sono ambientato, non ho trovato le giuste condizioni per fare bene e giocare come sapevo e di conseguenza non sono riuscito a risultare utile alla squadra, ma nonostante tutto è stata comunque una nuova e diversa esperienza di vita perché sono venuto a contatto con una nuova cultura e dopo inglese e francese per i miei trascorsi al Chelsea ed al Lione ho imparato anche una nuova lingua”.