Borussia Dortmund-Bayern Monaco: ecco perchè Der Klassiker è “La Partita” (Parte 2)

Borussia Dortmund-Bayern Monaco: ecco perchè Der Klassiker è “La Partita” (Parte 2)

bayderndortmund

Archiviata la sosta dovuta agli impegni delle nazionali, in questo weekend è nuovamente tempo di calcio giocato. In Germania, in particolare, si riparte col botto, con il big match Borussia Dortmund-Bayern Monaco, che si disputerà sabato pomeriggio al ‘Signal Iduna Park’, a tenere il popolo tedesco e non solo incollato alla televisione. La gara tra BVB e bavaresi è stata una vera è propria classica del calcio teutonico nelle ultime stagioni, con un duello continuo per la conquista della Bundesliga, della DFB Pokal ma anche della Champions League con l’incrocio in finale del 2013 che ha visto trionfare gli uomini di Heynckes. Questa volta non ci saranno titoli in palio, ma le due compagini lotteranno comunque per l’onore e per la gloria, ricordando che c’è sempre almeno un buon motivo per portare a casa ‘Der Klassiker’.

Con questi due articoli proveremo ad addentrarci nei meandri più profondi di questi due gloriosi club di Bundesliga, analizzando la loro storia centenaria, i campioni che ne hanno contraddistinto le vittorie e le sconfitte, fino ad arrivare agli aspetti sociali che caratterizzano città, stadio e tifoseria, che costituiscono il sale di questa grandissima rivalità. Godetevi la seconda ed ultima parte di questo interessante percorso.

 

BIRRA E ACCIAIO – Per comprendere la diversità ed in un certo senso l’ostilità tra le due squadre c’è bisogno di partire da lontano ed, in primis, dalle due città. Monaco è sita in Baviera, nel sud della Germania, e rappresenta il terzo polo per popolazione dell’intero Paese. Ad oggi quasi un milione e mezzo di abitanti, nasce come tante città tedesche in qualità di accampamento militare, per poi crescere e svilupparsi dal punto di vista geografico, culturale e tecnologico. L’eredità storica della città è facilmente visibile nelle numerose strutture antiche ancora presenti e perfettamente conservate, con edifici civili e religiosi che rappresentano un toccasana per chi ha intenzione di tuffarsi nel passato prossimo e remoto della Germania e dei re che per questa città sono passati. Come se non bastasse, i grandi parchi, il fiume Isar ed i Viali reali costruiti al suo interno rendono interessante ed appassionante anche soltanto una passeggiata all’aria aperta, con la possibilità di apprezzare non soltanto le bellezze architettoniche ma anche quelle naturali che la location offre. Monaco è uno dei veri e propri motori economici del Paese, rappresentando il luogo con il maggior reddito pro capite, il miglior salario minimo ed il più basso tasso di disoccupazione dell’intera Germania. E’ sede dei maggiori gruppi economici tedeschi di elettronica, ingegneria ed assicurazioni, rappresentando tra le altre cose una delle capitali mondiali dell’editoria. Tutto ciò fa comprendere il perchè questa città sia la prima meta turistica del Paese teutonico ma, come se la cultura non bastasse, c’è l’effetto Oktober Fest: fiumi di birra, Bratwurst e Weisswurst riescono a soddisfare anche coloro che ricercano il folklore e le particolarità gastronomiche, rendendo la città a dir poco indimenticabile.

A differenza della città bavarese, Dortmund ha un’eredità totalmente differente, rendendola esattamente il completo opposto. Nata come piccolo villaggio intorno all’880, iniziò ad essere valorizzata quando Federico Barbarossa decise di fissarvi la propria residenza: da quel momento, tante disgrazie devastarono la città che, tra incendi, terremoti e bombardamenti, venne più e più volte ricostruita, perdendo quasi totalmente l’eredità storica che la contraddistingueva. Mezzo milione di abitanti ed una posizione economicamente strategica ma poco ambita dal punto di vista turistico: Dortmund è il cuore pulsante della Ruhr, regione in cui è concentrato il grosso dell’industria pesante che fa da locomotiva per il Paese teutonico. Sfarzo contro essenzialità, cultura contro tecnologia, il contrasto tra le due città è quanto mai netto e l’ambiente non può che essere influenzato dallo stile di vita e dalla mentalità degli abitanti del luogo. Chi vive a Dortmund vede nello sport una delle poche evasioni concesse e, come è logico che sia, ripone in esso tutta la sua passione e la sua energia. Se in Baviera il benessere porta a chiedere sempre di più e non accontentarsi mai, in Westfalia anche la più piccola gioia diventa fonte di entusiasmo: ricordatevi di queste parole, perché le ritroveremo più avanti.

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IL GOMMONE ED IL MURO GIALLO – Stringendo il cerchio, ci avviciniamo sempre più all’oggetto del nostro studio: una volta compreso qual è l’ambiente in cui vanno ad inserirsi le due squadre, tocca parlare delle “arene” in cui i gladiatori  in rosso e giallo/nero si misurano ogni settimana. La casa dei bavaresi è l’Allianz Arena, stadio costruito nel 2005 ed il cui nome è stato acquistato dall’industria finanziaria per 30 anni. La questione nome è, però, alquanto spinosa: a causa dei regolamenti UEFA sull’utilizzo degli sponsor, lo stadio durante le competizioni europee assume il nome di Fußball Arena München, mentre durante i Mondiali del 2006 ha assunto la denominazione di  FIFA World Cup Stadium Munich. Nonostante questa varietà di nomenclatura, i tifosi bavaresi vanno sul sicuro chiamandolo Schlauchboot (gommone) a causa dell’imponente struttura esterna. Il gommone, infatti, si illumina agli orari dei match assumendo il colore della squadra che vi gioca all’interno: rosso per il Bayern, blu per il Monaco 1860 (altra squadra che utilizza l’impianto) e bianco in occasione dei match della nazionale. L’Allianz Arena è costruita su tre anelli, che danno vita a sette livelli  in cui vi è praticamente di tutto: aree tecniche, zone vip, musei, bar, parcheggi e chi più ne ha, più ne metta. Il livello dei servizi e lo stile di vita elevato della città inevitabilmente mettono le basi per una politica sui ticket non adatta ai deboli di cuore, ma nonostante tutto lo stadio risulta quasi nella totalità degli eventi completamente esaurito.

A fronte dei 71 mila posti dell’Allianz Arena, il Westfalenstadion (o Signal Iduna Park, almeno fino al 2021) può offrirne ben 83 mila, regolarmente sold out ogni settimana. Lo stadio del Borussia Dortmund è ben più antico rispetto a quello dei rivali essendo stato inaugurato nel 1974. Nel tempo più volte è stato rinnovato e rimodernato, fino ad arrivare alle modifiche attuali messe in atto in occasione dei Mondiali del 2006. La struttura è molto semplice, con quattro tribune coperte di cui una è diventata ormai famosa in tutto il mondo. La Südtribüne è il settore che raccoglie il tifo più caldo del BVB ed è composta esclusivamente da posti in piedi. Perché non costruire poltrone o sedili anche lì? La risposta arriva direttamente dal direttore generale Watzke: ” Potevamo di certo guadagnare molto di più, ma abbiamo voluto rimanere fedeli alla tradizione. Quel settore abitualmente è frequentato per la maggior parte da persone che giocano a calcio a livello dilettantistico e a cui piace essere molto coinvolti dalla partita. Inutile dunque costruire sedili dove la gente si alzerebbe comunque, inoltre in questo modo possiamo aumentare il numero degli spettatori“. E’ proprio in questo modo che prende vita Die Gelbe Wand (il muro giallo), composto circa da 25 mila spettatori e che conquista di diritto il titolo di curva più grande del mondo. A poco conta la riduzione a 65 mila posti e l’obbligo di posti a sedere per le competizioni europee: la tradizione va rispettata e quando c’è bisogno di sedersi sono i tifosi a portarsi la sedia da casa. Al contrario dei facoltosi bavaresi, a Dortmund la politica dei biglietti è piuttosto popolare: il prezzo medio è di circa 11 euro e, proprio per questo motivo, per potersi godere l’emozione di una giornata nel Muro Giallo talvolta c’è bisogno di largo, larghissimo anticipo. Per chi, invece, abbia voglia di catapultarsi nel passato e rivivere i momenti d’oro del BVB, con un piccolo extra è possibile visitare il Borusseum, il museo della squadra situato all’interno della struttura.

allianz

westfalenstadion

 

 

 

 

FEDELTA’ E COMANDAMENTI – Stili di vita differenti e due strutture che rappresentano a pieno l’essenza di Dortmund e di Monaco di Baviera, ma chi sono effettivamente le persone che si recano ogni settimana allo stadio per sostenere i propri colori? A Dortmund il popolo giallo-nero vive fianco a fianco con la squadra, condividendo con essa sia i momenti di trionfo che quelli di sofferenza. Il Muro Giallo è il vero motore che spinge gli 11 in campo, iniziando spesso a cantare e ad incitare gli atleti a partire da un ora prima del fischio d’inizio e continuando addirittura per un ora dopo la fine. Il tifo è passionale, esplosivo ed organizzato, con il gruppo dei Desperados (gemellato con alcuni gruppi del Catania e da poco a quanto pare anche con qualcuno del Napoli) che per primo iniziò ad organizzare le coreografie all’interno del settore.  I cori dei tifosi, al netto di sfottò durante i match contro storiche rivali, sono sempre di incitamento per la squadra e raramente interessano i singoli giocatori. Questo perché “I giocatori passano, ma il BVB rimane“, anche se un calciatore in particolare viene esentato da questa indifferenza: trattasi di Kevin Grosskreutz, cresciuto nelle giovanili del Borussia, abbonato al Muro Giallo ed ospite fisso della Südtribüne quando impossibilitato ad essere in campo. Il famoso lanciatore di kebab pare dunque meritarsi un “Kevin uno di noi“, ma i tifosi del BVB hanno saputo regalare gioie (vedi il commovente addio a Lewandowski) e dolori (vedi lo striscione di disprezzo nei confronti di Goetze) a diversi atleti che hanno vestito la maglia giallonera. Davvero difficile assistere a scene di contestazione da parte del pubblico: anche quest’anno, con la squadra clamorosamente all’ultimo posto, lo stadio continuava ad essere pieno e l’unica volta che i giocatori vennero richiamati sotto la curva fu più per un incoraggiamento che per una vera e propria reprimenda.

Decisamente più con la puzza sotto il naso i tifosi del Bayern Monaco che, pur essendo a loro volta dediti in modo incondizionato alla propria squadra, non mancano di far notare quando le cose non vanno per il verso giusto. L’eccessiva abitudine alla vittoria rende forse ancora più amara la sporadica sconfitta e, anche il Bayern dei record di Guardiola, si è beccato dei sonori fischi in seguito alla sconfitta casalinga contro il Borussia Monchengladbach. I tifosi di Napoli e Roma hanno potuto assistere, anche all’interno dei propri stadi, al vero e proprio spettacolo messo in luce dai gruppi bavaresi (tra cui spicca la Schickeria)  che, con megafoni e tamburi, hanno fatto a dir poco tremare sia il San Paolo che l’Olimpico (e non è che ci voglia poco). Nonostante la capacità di saper trascinare i propri uomini come pochi, i tifosi del Bayern hanno dimostrato però di non guardare in faccia a nessuno quando a tenere banco è la rivalità calcistica: a farne le spese nientepopodimeno che il portiere più forte del mondo, Manuel Neuer. La sua colpa? Quella di essere stato capitano degli arci-rivali dello Schalke 04. Quando il giocatore venne acquistato nel 2011 per circa 25 milioni di euro, il popolo bavarese insorse, contestando il portiere sin dal ritiro in riva del Garda. La situazione per fortuna non degenerò, ma i gruppi più caldi arrivarono addirittura a stilare una sorta di comandamenti che il giocatore avrebbe dovuto seguire per poter difendere indenne la porta del Bayern: mai avvicinarsi alla Curva Sud, mai baciare la maglia, mai regalare la maglia ai tifosi, mai intonare le note della “Humba”(inno dei fedelissimi) e mai commentare l’operato dei tifosi con la stampa. Probabilmente da quel lontano 2011 al podio del Pallone d’Oro 2014 qualcosa è cambiato, ma sebbene non è certo che questa storia sia reale, non abbiamo difficoltà a credere che tuttora il portierone debba fare attenzione a come muoversi in questa enorme e pericolosissima cristalliera.

muro giallo

schickeria

 

Dopo questo excursus generale che ci ha guidati attraverso le ragioni sociali e sportive della rivalità tra Borussia Dortmund e Bayern Monaco, non ci resta che darvi appuntamento alle 18.30 per questo big match che, da oggi, speriamo guardiate con occhi differenti. Da parte di noi di MDC un buon divertimento e, come sempre, che vinca il migliore!

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