Fiorentina-Sampdoria, ovvero perché “certe notti” è meglio rischiare che attendere

Fiorentina-Sampdoria, ovvero perché “certe notti” è meglio rischiare che attendere

Fiorentina

Fiorentina-Sampdoria è stata decisa dall’atteggiamento agli antipodi dei due tecnici: Montella decide di giocarsela, Mihajlovic paga un eccessivo difensivismo.

“Chi si accontenta gode così così”, cantava Ligabue in Certe Notti, suo evergreen. Deve averla presa per buona Sinisa Mihajlovic nell’impostazione della gara da giocare al Franchi contro la Fiorentina. Purtroppo per lui, le cose non sono andate esattamente come previsto.

Fiorentina-Sampdoria è la vittoria del coraggio sull’astensione e l’attendismo: Montella, al solito, non si risparmia e punta tutto sui suoi principi offensivi. Anche se all’inizio regna un sostanziale equilibrio, la Fiorentina sembra decisamente in vantaggio ai punti: le occasioni di Gomez, Diamanti e Gonzalo Rodriguez gridano infatti vendetta. Il campo bagnato e colmo di pozzanghere non ha di certo favorito il bel gioco, ed in fondo il tecnico doriano avrà fatto la danza della pioggia: in un contesto più combattivo, la Sampdoria poteva dire la sua e generare pericoli tramite contropiedi. A parte la chance creata da Eto’o ad inizio match, però, la squadra blucerchiata ha creato davvero poco e nulla. Se con l’Inter prima della sosta era arrivata una vittoria forse non meritata per via di una prestazione sottotono ma comunque di cuore, stavolta le reti di Diamanti e Salah condannano una Doria troppo poco spregiudicata e accomodante a livelli quasi mai visti.

Il vantaggio trovato dalla Fiorentina nel secondo tempo ha legittimato, di fatto, gli sforzi prodotti nel primo. E’ importante anche sottolineare la prestazione di alcuni singoli spesso tenuti nel dimenticatoio dei complimenti e lì fatti marcire: Richards dimostra di essere un terzino roccioso e ottimo nella spinta, quando è in condizione fisica (speriamo non torni ad essere Swarowski, come Mancini era solito chiamarlo al Manchester City per via dei suoi troppi infortuni che lo rendevano un diamante troppo fragile). Da sottolineare anche le prove di Badelj, sempre più in crescita, e di un Mario Gomez ormai quasi perfettamente incastonato nel mosaico viola. Il quarto posto conquistato oggi è il segnale che, a volte, anche il coraggio paga. Un segnale sfortunatamente oggi non recepito dalla Sampdoria, che ha giocato per il punto sperando in un miracolo dei suoi campioni in fase offensiva. Una sconfitta, quella di Firenze, che forse sarà da lezione a Mihajlovic: “certe notti” non basta la normalità, ma la voglia di rischiare anche a costo di snaturare i proprio principi. “Certe notti la strada non conta e quello che conta è sentire che vai”.