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roma pjanic de rossi

L’oggi e il domani. Si giocavano presente e futuro Roma e Napoli, due squadre apparentemente in disarmo che hanno sorprendentemente dato vita ad una partita assolutamente godibile. Non ha “pesato” il verdetto, la difficoltà nel dover giocare una partita da dentro fuori, forse decisiva per il futuro tecnico e societario di entrambi i club. Ha prevalso la Roma, cinica al punto giusto: un tiro e mezzo in porta, tre punti e tanti saluti agli azzurri che hanno trascorso i novanta minuti macinando gioco (tanto) e occasioni (per la verità poche).

Ha lavorato bene la trequarti partenopea, almeno fino alla sedici metri avversaria, laddove è mancato il guizzo vincente. E’ venuto meno Higuain, addirittura sostituito con la squadra sotto di una rete. Una sostituzione che apre, inevitabilmente, la questione legata al turn over adottato da Benitez che ha tenuto fuori Hamsik per tutta la partita mentre Gabbiadini è entrato in corso d’opera, riuscendo a incidere poco, eccezion fatta per quel sinistro di volo deviato in angolo da un prodigioso De Sanctis. La produzione offensiva, comunque copiosa, consente di assolvere parzialmente il tecnico, colpevole invece di aver restituito fiducia ad un Jorginho assolutamente improduttivo, mai in grado di assumersi una responsabilità, soprattutto nel primo tempo. Leggermente meglio nella ripresa, quando il Napoli ha alzato il baricentro ma troppo poco per non rimpiangere Gargano, di gran lunga il miglior mediano a disposizione dell’allenatore. Hanno creato i partenopei, hanno saputo soffrire i giallorossi che raccolgono così un successo importante che in casa mancava dal trenta novembre scorso (4 a 2 all’Inter).

Un’iniezione di fiducia, con effetti immediati sulla classifica che così torna a sorridere: scongiurato (almeno per ora) il sorpasso dei cugini laziali e abbandonato al suo destino il Napoli. Appunto, quale destino? Serve un miracolo per guadagnare l’accesso alla Champions, con i lupi che scappano e con le aquile che inseguono. Gli azzurri potrebbero così tirare i remi in barca in campionato, per concentrare tutte le energie sulle altre competizioni. Una scelta, un’opportunità, o forse un obbligo, dopo la sconfitta dell’Olimpico.

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