Fiorentina, non smettere mai di giocare

Fiorentina, non smettere mai di giocare

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Dalla Serie A alla Tim Cup, andata e ritorno. Dal 4-3-3 al 3-5-2 come se non ci fosse differenza, anche perchè il concetto è il gioco e l’identità, chi la possiede sa cosa farci e come metterla in “mezzo al campo”. La Fiorentina di Montella è una formazione “frizzante” per ammissione dello stesso tecnico partenopeo capace di non snaturare mai il proprio “io”, cioè tralasciando, abbandonando il concetto del gioco per mirare semplicemente al risultato finale. FiorentinaJuventus è in rampa di lancio e a Firenze si respira aria di contesa ma è la voglia di calcio a riempire il Franchi, la nobile disciplina si reincarna benissimo sia nei viola che nei bianconeri, insieme alla Lazio i migliori collettivi del calcio italiano di oggi, ecco allora che da partita di ritorno di Tim Cup, coppa snobbata per tanto tempo, si passa a parlare di sfida importante per quanto riguarda tutta la stagione.

FIORENTINA E IL GIOCO Contro la Sampdoria si è capito bene quale sia il “collante” di questa Fiorentina, ovvero il gioco di Montella, quella voglia di non buttare mai via il pallone che, se perso, bisogna essere pronti a slanciarsi in avanti, prima che indietro, per andare a riprenderselo. Ecco, mentre i blucerchiati se ne stavano inchiodati dietro la linea della palla, sebbene in una “piscina” (quindi avvantaggiati essendo una squadra molto fisica), i viola non hanno mai smesso di ricercare il gioco, proprio quel tik-tok, magari con l’aiuto anche di un po’ di muscoli, quelli di un Mario Gomez finalmente inserito “a pennello” nel game plan gigliato o di un Marcos Alonso che sta, pian piano, facendo breccia nei cuori del tifo fiorentino. A completare il quadro un comparto difensivo di spessore, con la coppia di centrali argentina composta da Basanta e Gonzalo Rodriguez a risplendere di luce propria, due che solo pensando all’esborso fatto per il costo del cartellino fanno passare brutti pensieri a chi investe tanto su obbiettivi sensibili di calciomercato salvo poi vedere il tutto andare a “carte 48”.

FIORENTINA CONTRO JUVENTUS Senza star a tirare fuori corsi e ricorsi storici, ormai la Fiorentina di Montella è abituata a vedersela contro i bianconeri che, in tutta risposta, “alzano la mano”, presenti. Si riparte dal punteggio dell’andata quell’1-2 firmato Salah, un’ipoteca importante ma non definitiva che dovrà essere rinforzata da una prova di spessore sia mentale che atletico. Guai infatti a pensare ad una Juventus che si presenterà al Franchi già battuta, chi ha nel DNA la voglia di vincere è difficile che si lasci andare a remissioni varie, proprio per questo i gigliati dovranno tenere gli occhi ben aperti dal primo minuto al novantesimo soprattutto a centrocampo, camera di incubazione del gioco di Allegri, prima cioè che la sfera tocchi i piedi dei vari Tevez, Morata o chi per loro, concedere il fraseggio e l’azione orchestrata a chi sa muoversi benissimo tra le linee, giocatori come Marchisio o Vidal per intederci, potrebbe portare a dolori inauditi in quel di Viale Fanti. Ecco allora che la ricetta viola per la partita “perfetta” si potrebbe riassumere in una sola battuta “non smettere mai di giocare” con tanti saluti a chi guarda alla Tim Cup con diffidenza, intento poi a mangiarsi i gomiti in fondo alla stagione pensando all’Europa che non c’è più.

Stefano Mastini