Bielefeld, gli eredi di Arminio alla conquista della coppa

Bielefeld, gli eredi di Arminio alla conquista della coppa

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La lunga maratona della DFB Pokal è arrivata quasi al suo termine, con le quattro squadre che si giocheranno l’accesso alla finale del 30 maggio a Berlino ormai definite. Questa competizione offre numerosi spunti, match interessanti e, talvolta, piacevoli sorprese, principalmente per il gran numero di squadre partecipanti e la presenza di compagini che vanno dalla Bundes al semi-professionismo. Quest’anno hanno preso parte al torneo 64 squadre: tutte quelle di Bundes e Zweite, le quattro retrocesse in terza divisione ed i club semi-professionistici vincitori dei 21 tornei organizzati dalle varie associazioni calcistiche regionali. Da questa ampia rosa di società, quest’anno ne emersa una che può considerarsi la vera sorpresa dell’edizione 2014- 2015: l’Arminia Bielefeld, squadra di Dritte Bundesliga che si è guadagnata la semifinale.

Una squadra chiamata affettuosamente “la truppa dell’ascensore” per il record di promozioni in Bundesliga e retrocessioni in Zweite, la prima squadra ad essere commentata in radio nel campionato tedesco (Arminia-Preussen Munster del 1925), prima squadra tedesca ad ingaggiare due giocatori iraniani (Ali Daei e Karim Bagheri): sono solo tre dei motivi che rendono l’Arminia Bielefeld la vera e propria squadra simpatia di questa coppa. Tanta storia, ma anche un’ottima organizzazione societaria e tecnica, che ha portato la squadra in testa al proprio campionato e a superare nel percorso di coppa ben tre squadre di Bundesliga. Il percorso dell’Arminia è stato infatti lungo e tortuoso, a partire dalla vittoria ai 32esimi contro il Sandhausen, passando per il successo contro Hertha Berlino (ai rigori) e Werder Brema (per 3 a 1), fino al miracolo ai quarti contro il Borussia Mönchengladbach, inchiodato sull’1 a 1 e sconfitto ancora una volta ai rigori.

I segreti dell’Arminia sono ben pochi, visto che tutto passa per il cuore degli 11 in campo e l’affetto dei tifosi. 4-2-3-1 più muscolare che di fantasia, con poche ma essenziali colonne: il portiere Schwolow, il terzino destro Dick (ex Kaiserslautern), il mediano goleador Junglas ed il bomber Klos. In panchina? Norbert Meier che, per chi non lo conosce, è questo personaggio qui.

L’arma in più dell’Arminia è di certo il suo pubblico, che popola le tribune del Biedefelder Alm (oggi Schüco Arena in seguito ad un accordo di sponsorizzazione). Più di 27mila scatenati pronti ad intonare l’inno del club, a sostenere i propri beniamini con sciarpate e cori e, come se non bastasse, capaci di far tremare le gambe degli avversari con salti, tamburi e battiti di mani. La tifoseria di Bielefeld è la vivente dimostrazione che non conta la serie in cui milita la squadra del cuore per poter manifestare il proprio affetto in modo pittoresco e passionale, fattore che risulta essere sempre più diffuso nelle serie inferiori dell’intera Germania. Già tre squadre di Bundes hanno dovuto farsi da parte dopo la visita all’Alm, staremo a vedere se anche il Wolfsburg cadrà nella trappola degli eredi di Arminio.

Già, perchè l’Arminia prende il nome proprio dall’eroe germanico (o traditore, a seconda dei punti di vista) che arrestò l’avanzata dei romani nella selva di Teutoburgo. Forse anche per i ragazzi di Meier, come per il loro eroe, il fine potrebbe giustificare i mezzi se il risultato a cui si ambisce è abbattere l’ennesima potenza per potersi giocare il tutto per tutto il 30 maggio all’Olympiastadion di Berlino. A quel punto sarà Bayern Monaco o Borussia Dortmund, ma conterà poco: gli eroi di Bielefeld saranno in ogni caso ricordati per sempre.