Lazio-Juventus: la finale del merito

Lazio-Juventus: la finale del merito

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Tutte a casa, avanti solo loro due, Juventus e Lazio. Il 7 giugno a Roma la finale di Coppa Italia metterà di fronte, non a caso, le  due migliori delle serie A, almeno di questo 2015. Sì perché anche se in classifica la Roma continua a precedere i biancocelesti, è innegabile che la squadra di Pioli stia meritando sul campo la palma di seconda forza del campionato dietro agli alieni bianconeri. Quello che in campionato non è mai stato in duello, effettivamente troppi 15 i punti che separano le due squadre, sarà però la sfida più giusta, più “meritocratica”.

Il modo in cui le due compagini hanno superato le semifinali è quasi speculare, risultato negativo casalingo all’andata, rimonta da sfavorite in trasferta. Aver battuto così Fiorentina e Napoli, da ancor maggior credito alle finaliste, che hanno dimostrato sul campo che ad oggi non hanno rivali. Oltre che ai giocatori, da Felipe Anderson a Pereyra, passando da Lulic e Bonucci, i veri artefici di queste imprese, coloro che hanno marchiato a fuoco il pass per la finale, sono senz’altro i due allenatori.

Nelle due semifinali di ritorno Allegri e Pioli hanno spazzato via rispettivamente Montella e Benitez, condannandoli all’eliminazione prima a livello tattico che poi su quello del risultato. Con gli infortuni della vigilia di Tevez e Lichtsteiner, il tecnico bianconero si è reinventato un albero di Natale che ha sbaragliato il sistema difensivo viola, con Morata largo a sinistra, ma soprattutto Pereyra a destra, dove con Padoin ha fatto ammattire il povero Basanta, creando quella continua superiorità che è valsa la netta affermazione.

Al San Paolo serata da incorniciare invece per il Normal One Stefano Pioli, al cospetto di un grande maestro come Benitez. Mentre lo spagnolo continuava nel suo integralismo tattico, il 4-2-3-1 che pochissimi soddisfazioni sta dando ai partenopei, il tecnico biancoceleste ha mostrato la sua abilità a cambiare in corsa e a sorprendere gli avversari. Prima scendendo in campo con un più solido 4-3-3, inserendo il muscolo di Cataldi in mezzo, per poi sparigliare completamente le carte nel finale di gara buttando nella mischia Mauri, spostando Felipe Anderson a destra e inserendo Lulic a sinistra, autori rispettivamente dell’assist e del gol che hanno espugnato Fuorigrotta.

A giugno l’atto finale, non ci sbilanciamo in pronostici e favoriti, ma siamo sicuri che sarà un grandissimo spettacolo, lo spettacolo che merita la Finale di Coppa Italia