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pereyra

La costante crescita dell’argentino è sotto gli occhi di tutti e la splendida e decisiva prestazione nella rimonta ai danni della Fiorentina in Coppa Italia è il momentaneo culmine di un percorso destinato a non fermarsi qui.

IL PASSATO Roberto Maximiliano Pereyra è nato nel 1991 a San Miguel de Tucumàn, “El Jardín de la República”. Cresce calcisticamente pereyra1nel River Plate: dalle giovanili fino alla prima squadra dove debutta nel 2009 a poco più di diciotto anni. Seppur dotato di un ottima tecnica Pereyra non è un giocatore stravagante o capace di rubare l’occhio dello spettatore, almeno inizialmente. Nel 2011 il River retrocede ed è costretto a cedere i suoi pezzi più pregiati: tra questi spicca sicuramente il nome di Erik Lamela che si accasa alla Roma per una cifra vicina ai venti milioni di euro; il destino del “Tucumano” invece passa per l’Udinese. La squadra dei Pozzo, sempre alla ricerca di giovani talenti a basso costo, si guadagna le prestazioni di Pereyra per due milioni. pereyra2Sotto l’occhio esperto di Guidolin l’argentino cresce sia dal punto di vista tattico che fisico finendo per diventare un titolare inamovibile dopo soltanto un anno: nella stagione 2012-2013 infatti, complici anche le cessioni di Isla e Asamoah, il giovane argentino si guadagna una maglia da titolare. Fondamentale la sua duttilità tattica, caratteristica intrinseca del “Tucumano”: nelle
fila friulani ricoprirà tutti i ruoli del centrocampo, dall’esterno al trequartista, fino all’interno in un centrocampo a tre. Dopo due stagioni da titolare in Friuli è tempo di cambiare aria e si accasa in prestito alla Juventus. Lo scetticismo dei tifosi dietro al suo è tanto soprattutto perché lo spettro di Isla si aggira tutt’oggi nei pressi di Vinovo.

PRESENTE E FUTURO L’ambientamento in casa juventina però è veloce ed aiutato moltissimo dall’argentino di casa: quel Carlitos Tevez con il quale diventa grande amico. Allegri inoltre riconosce subito in Pereyra un giocatore adatto al suo calcio: dinamico, tecnico, grande corsa e ottimo dribbling. Quel che manca veramente a Pereyra è un po’ di cattiveria agonistica, o di “garra” come la chiamerebbero proprio gli argentini, ed il fiuto del gol. I vari infortuni di Vidal, Pogba, Pirlo e Marchisio hanno finito per regalare sempre più spazio al “Tucumano” che ad oggi è il secondo centrocampista con più presenze stagionali in campionato e quarto per minutaggio. L’argentino non si è mai fatto pereyra3sfuggire l’occasione ed ha sempre dato il proprio contributo alla squadra, disimpegnandosi ottimamente sia da trequartista che da mezzala. Il suo percorso di crescita è costante e sotto gli occhi di tutti. La prestazione della’altra sera al Franchi contro la Fiorentina poi è la ciliegina sulla torta di una stagione che potrebbe rappresentare il definitivo salto di qualità nella carriera di Pereyra. Corsa e tecnica al servizio della squadra ma finalmente anche tanta “garra” e gol importanti. Se continuerà a lavorare come sta facendo siamo certi che si rivelerà un protagonista, forse inaspettato, nella Juventus di oggi e, considerata l’età, in quella di domani.