Empoli e Carpi sono la faccia pulita del calcio italiano

Empoli e Carpi sono la faccia pulita del calcio italiano

Carpi

E’ innegabile che il nostro movimento calcio non sta attraversando il suo miglior momento di forma: stadi semivuoti, fenomeni di violenza, manifestazioni palesi di razzismo e top players che preferiscono lasciare il Belpaese per campionati più competitivi e floridi dal punto di vista economico. Un quadro deprimente che cerca di risollevarsi grazie ad alcune splendide realtà emerse in questo stagione: Empoli e Carpi. La squadra toscana in Serie A è sicuramente la vera sorpresa di quest’annata e ha fatto ricredere chi ai nastri di partenza storceva il naso pronosticando un’inesorabile retrocessione, mentre nella serie cadetta il Carpi ha realizzato qualcosa che va al di là del concetto di miracolo sportivo trasformandosi in una terribile corazzata che con netto anticipo raggiungerà una straordinaria promozione, dimostrandosi superiore non solo alle dirette avversarie ma soprattutto alle dichiarazioni di chi, in maniera spocchiosa, in parte comanda e rispecchia questo decadente movimento calcio.

La forza dell’Empoli sicuramente è il gruppo, scelta vincente è stata puntare sullo zoccolo duro che ha permesso al club toscano di ritornare in A, per poi aggiungerci quei pochi innesti che hanno permesso di migliorare una macchina già ben rodata. Fabrizio Corsi è un presidente che tiene davvero alla propria creatura e ha puntato su infrastrutture di primo livello per sfruttare al meglio il settore giovanile, infatti la crescita dei prossimi potenziali campioni è affidata alle vecchie leggende del club (tra i quali Cappellini, Bigica, Cupi). Si è creato così un ambiente familiare che non carica di eccessive pressioni la piazza. Il direttore sportivo Carli che è stato fortemente criticato per la campagna acquisti estiva adesso può togliersi più di qualche sassolino dalla scarpa, avendo preso in prestito alcuni giocatori che sicuramente l’anno prossimo potrebbero non sfigurare nelle cosiddette big del nostro campionato: Sepe è diventato un portiere di sicuro affidamento e il Napoli ha già chiarito che la prossima stagione il giocatore ritornerà a casa, mentre Vecino e Verdi da eterne promesse sono diventate splendide realtà pronte oramai per il definitivo salto di qualità. A gennaio è arrivato Saponara, il giovane talento esploso ad Empoli e poi persosi nella nebbia milanese, il ragazzo sembra essere ritornato quello di qualche stagione fa che aveva addirittura scomodato il pesante paragone con Kakà. Un altro aspetto veramente importante per il club toscano è stata la crescita di alcuni giovani come Rugani (destinato ad indossare la maglia bianconera) e forse il più forte difensore italiano in ottica futura, Tonelli che è una garanzia meno pubblicizzata rispetto al collega di reparto ma di grande sostanza. Dietro di loro già scalpita Barba (classe 93′). Ma gli oggetti più pregiati della bottega Empoli sicuramente sono Mario Rui (23) e Valdifiori (28), giocatori che rappresentano appieno il modello Empoli fatto di tanta gavetta e scrupolosa professionalità. Il terzino portoghese è ambitissimo sul mercato, sia per carenza di interpreti di ruolo sia per l’innato dinamismo, mentre il regista italiano è il classico esempio della cecità della classe dirigenziale italiana, miglior centrocampista per media voto e giocatore che per eleganza e geometrie avrebbe meritato già da tempo la Serie A. Conte non è rimasto inerme dinanzi al fascino delle giocate di Valdifiori convocandolo in nazionale e affidandogli l’ingrato compito di sostituire un certo Pirlo ma soprattutto preferendolo ad un altro talento come Verratti.

Anche il più ottimista dei tifosi del Carpi non avrebbe mai pensato che il club emiliano potesse raggiungere la serie A addirittura con molte giornate di anticipo. Gran parte del merito va ad una dirigenza che ha saputo pescare nelle leghe minori ragazzi di talento, giovani e made in Italy. Gabriel è un’eccezione al discorso, ma l’ex Milan da quando si è trasferito al Carpi in un ambiente più tranquillo e meno sclerotico rispetto a quello rossonero, ha dimostrato di essere un portiere affidabile nonostante la sua giovane età. La retroguardia del club emiliano impressiona vista anche la duttilità degli interpreti: Gagliolo (prodotto del vivaio) ha mezzi per imporsi in Serie A visto la sua polivalenza (può giocare sia come centrale che come terzino) e quel fiuto del gol che non guasta mai per chi ha il compito di evitarli, Letizia invece è stato pescato in Lega Pro (Aversa Normanna) ma subito è diventato fondamentale visto che può praticamente ricoprire tutti i ruoli in difesa. Meritano una menzione anche Romagnoli con un passato frettoloso nel Milan e Struna, scaricato dal Palermo. La mediana è affidata a due cosiddetti “evergreen”: Porcari, capitano della squadra, ha vestito le maglie di Pisa, Novara, Avellino e Spezia formando quell’esperienza necessaria per affrontare un campionato ostico come quello cadetto, mentre Bianco, prodotto delle giovanili della Juventus, in Emilia ha trovato la propria dimensione. Nel trio offensivo, dietro l’unica punta, Di Gaudio è il giocatore con maggiore estro e confidenza con la rete, autore di un grandissimo gol contro il Bologna. Lollo garantisce sulla trequarti equilibrio e geometrie, mentre a destra si giocano una maglia Pasciuti e Molina arrivato nel mercato di gennaio. Un’altra eccezione al made in Italy è Mbakogu, fisico da corazziere e agilità felina, uno che sente la porta e che quest’anno è letteralmente esploso. Nella Juve Stabia il nigeriano aveva mostrato solo sprazzi della sua classe cristallina, tanto è bastato al Carpi per prendere il giocatore a parametro zero dopo il fallimento del Padova. Su di lui pare che si sia mosso addirittura il Borussia Dortmund ma anche il Sassuolo, un’altra società attenta ai giovani, vorrebbe puntare sul centravanti africano per sostituire il partente Zaza. In attacco ci sono altri due giovani in rampo di lancio: Lasagna punta dall’ottima tecnica e dai grandi mezzi tecnici che si sta mettendo in mostra soprattutto nelle ultime giornate (una sua doppietta di pregevole fattura ha permesso al Carpi di espugnare il Menti) e Inglese, proprietà Chievo, che ha dato il suo contributo realizzando 6 gol.

Empoli e Carpi, gruppi affiatati guidati da due maestri di vita e di calcio, Maurizio Sarri e Fabrizio Castori. Uomini che credono nel lavoro e nel gruppo, poco appariscenti e molto professionali, che danno risalto alla squadra e non ai loro successi personali, tecnici che si sono formati nelle leghe minori senza aver mai avuto niente in regalo e che dopo tanta gavetta sono riusciti ad imporsi grazie esclusivamente alle proprie capacità. Due combattenti che non hanno mai mollato e mai abbandonato il proprio credo realizzando nelle rispettive piazze qualcosa di davvero impensabile. Per ripartire il nostro movimento calcio ha sicuramente bisogno di persone come Sarri e Castori, personaggi seri e silenziosi ma schietti e genuini, instancabili lavoratori e padri di una futura classe di giocatori che si rispecchia nei valori nobili dei propri mentori e che sicuramente potrà far risollevare dalle ceneri la nostra Serie A e la nostra nazionale.