Stramaccioni e quel brutto vizio di non migliorarsi mai

Stramaccioni e quel brutto vizio di non migliorarsi mai

Juventus-Udinese serie A

Andrea Stramaccioni non sta entusiasmando alla sua seconda esperienza in Serie A alla guida dell’Udinese. Ingaggiato dal club friulano la scorsa estate tra l’ottimismo generale dell’ambiente e nonostante poi una buona partenza in campionato, il tecnico romano non è stato capace di tenere la squadra bianconera nella parte sinistra della classifica trovando una continuità di risultati solamente in poche occasioni. I risultati dell’Udinese non sono propriamente soddisfacenti e per il club dei Pozzo, da oltre 20 anni ormai in Serie A e con qualche partecipazione alle coppe europee alle spalle, parlare di salvezza già acquisita è un discorso che va molto stretto.

COME ALL’INTER – La sconfitta nel recupero di campionato contro il Parma di mercoledì scorso è da intendersi come un campanello d’allarme da tenere in grossa considerazione anche per il futuro: prima dell’Udinese gli emiliani avevano battuto solamente l’Inter oltre 4 mesi fa, ed i nerazzurri si trovavano in una situazione ben più critica di quella attuale, per non parlare dei ducali stessi, i cui problemi sarebbero emersi e divenuti di dominio pubblico di lì a poco. L’Udinese non ha messo in campo grinta, motivazioni e voglia di vincere, come in diverse altre apparizioni stagionali, e Stramaccioni in questo è parso ripercorrere quanto tracciato proprio all’Inter nell’anno e mezzo in cui è rimasto in sella, anche se in quella occasione probabilmente il meno responsabile di tutti fu proprio lui.

L’ASCESA – All’Udinese la questione è diversa: la società gli ha messo a disposizione il massimo del capitale tecnico ed umano disponibile; Stramaccioni è uno che sa lavorare con i giovani e che la gavetta in panchina l’ha fatta con i ragazzi, prima alla società romana dell’AZ Sport e poi alla Romulea, passando dopo 5 anni di “tirocinio” a guidare in serie gli Esordienti, i Giovanissimi Regionali, i Giovanissimi Nazionali e gli Allievi della Roma, vincendo due campionati ed un torneo di categoria. Poi in nerazzurro è arrivato l’apice con la conquista della NextGen Series nel 2012, cosa che gli ha fatto conquistare la fiducia di Moratti e degli allora dirigenti interisti.

…E LA COSTANTE MANCATA CONSACRAZIONE – Ma allenare la prima squadra è tutt’altra cosa, e Stramaccioni deve essersene accorto ad Udine dove, pur lanciando qualche giovane interessante come Wague e riuscendo a consacrare in maniera definitiva il brasiliano Allan e qualche altro elemento interessante come Widmer, di cose buone non è che ne abbia fatte vedere tante. Strano, perché nella sana provincia del Settentrione non c’è la pressione che stritolava l’ambiente a Milano e sin da subito il tecnico romano ha avuto a disposizione una rosa dal valore tecnico superiore a qualche altra squadra che al momento precede l’Udinese in classifica. Si pensava che il dopo-Guidolin sarebbe potuto essere migliore con Stramaccioni, così non è stato per il momento. E rimandare all’anno prossimo non fa bene al curriculum.