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Poche ore ci separano dall’inizio dei playoff della NBA. Nella Eastern Conference sicuramente le sfide sono meno spettacolari dell’Ovest, ma non mancheranno di intensità, caratteristica che contraddistingue da sempre le serie della post season che portano dritti alle Finals. Proviamo a scoprire pregi e difetti delle 8 squadre che si scontreranno per il titolo dell’Est.

ATLANTA HAWKS (1) – BROOKLYN NETS (8)

I ragazzi di coach Budenholzer vengono da una stagione strepitosa, conclusa con 60 vittorie, numerosi riconoscimenti nell’arco dei mesi, come il premio di “giocatore” del mese dato a tutto al quintetto a gennaio quando Atlanta ha chiuso 17-0, fino ai 4 giocatori più il coach chiamati per l’All Star Game proprio di Brooklyn. Un quintetto terribile quello degli Hawks, con l’arrivo di Millsap l’estate scorsa a completarsi con l’altro lungo Harford, uno dei migliori play come Teague, un cecchino che risponde al nome di Kyle Korver, e quel Demarre Carroll ottimo in attacco e in difesa. A Brooklyn invece, i playoff sono stati quasi una sorpresa: fino all’ASG le speranze erano poche, Deron Williams aveva perso il posto in quintetto, Garnett passava più tempo in infermeria che in campo, e Joe Johnson non rendeva quanto ci si aspettava. Poi l’arrivo di Young in cambio di Garnett che tornava a Minnesota, e l’esplosione di Brook Lopez, regalano un bel po’ di vittorie ai Nets, che col ritorno di D-Will in quintetto si prendono l’ottavo posto e vincono la sfida a distanza con i Pacers. La sfida che ci aspetta sembra avere comunque pochi dubbi: Atlanta parte nettamente favorita, viene da un ultima parte di stagione in cui si è permessa di non accelerare troppo visto il primo posto raggiunto da tempo, il quintetto è tra i migliori e l’apporto dalla panchina dei vari Schroeder, Antic, Bazemore è molto importante. Peccato per l’assurdo infortunio di Sefolosha, che non dovrebbe compromettere almeno il primo turno. Brooklyn dal canto suo non ha nulla da perdere. Lopez escluso, le sue superstar hanno passato i tempi migliori, ma se i vari Williams e Johnson avessero ancora voglia di dimostrare il loro grande valore in un momento che conta, è questo il momento migliore. A quel punto Atlnata potrebbe avere qualche difficoltà. Parliamo comunque di un miracolo, considerato che senza dopo Lopez Williams e Johnson, questa squadra ha davvero poco da offrire .

CLEVALAND CAVALIERS (2) – BOSTON CELTICS (7)

Che sia seconda e non prima cambia poco, Cleveland è la favorita della Eastern Conference e tra le favorite per il titolo finale. Lebron ha in mente solo il titolo, che non è riuscito a portare in Ohio una volta, e ora non può fallire. Le dichiarazioni di inizio anno lasciano il tempo che trovano, quando il Prescelto diceva che al primo anno era difficile vincere il titoo: Coach Blatt ha trovato il modo per far funzionare i suoi big three, con Irving perfettamente a suo agio nel ruolo di “secondo” e Love un po’ meno incastrato negli schemi, ma assolutamente un ottimo terzo punto di forza. Gli arrivi durante l’anno di Mozgoev (per sistituire Varejao), Smith e Shumpert, hanno allungato un roster che forse peccava proprio di lunghezza delle rotazioni. Poi, finchè c’è Lebron, è difficile per tutti. E come non potrebbe esserlo per i Celtics di Coach Stevens, arrivati ai playoff dopo che prima l’addio di Rondo, poi di Green, lasciavano intendere un’altra stagione con l’obiettivo di perdere il più possibile. Invece, un gruppo di buoni giocatori, splendidamente allenati dal giovane coach, che grazie anche  all’arrivo di Isiah Thomas ha raggiunto la post season addirittura col settimo posto. Manca ancora il topplayer per il salto di qualità, ma tante scelte e spazio salariale fanno immaginare un grande futuro per i Celtics. Intanto la sfida ai Cavs, serie che ha poche possibilità di regalare sorprese a che può dare tanta esperienza ai giovani Celtics (e al nostro Gigione).

CHICAGO BULLS (3) – MILWAUKEE BUCKS (6)

I Bulls dopo una stagione complicata per via degli infortuni (Derrick Rose su tutti) trovano i playoff e un primo turno abbastanza agevole con i Bucks. Il sorprendente Jimmy Butler ha guidato la truppa di Coach Thibodeau. Insieme al rinato Gasol, il solito Noah tutto cuore e tecnica, e la scoperta direttamente dall’Europa Mirotic, la squadra ha mostrato tante cose interessanti, con la solita difesa dell’ex assistente dei Celtics, ora tra i migliori coach della lega. Se solo Rose fosse quello che vinceva l’Mvp, Chicago lotterebbe seriamente per il titolo, ma purtroppo potrebbe bastare massimo per la finale di conference. Di più, sarebbe una sorpresa. A sfidare i Bulls i Bucks di coach Kidd, che nonostante l’infortuno di Parker (che avrebbe vinto il Rookie of the Year), il ritiro di Sanders, l’infortunio di Marshall e l’addio prematuro di Knight (MCW non vale il play ora ai Suns), ha portato i suoi al sesto posto, con un gruppo giovano e talentuoso, che può contare sull’atletismo di Antetokoumpo, tiratori scelti come Mayo, Ilyasova, Middleton, Dudley, più l’esperienza di Pachulia, diventato titolare dopo l’addio di Sanders. Non è la franchigia che attira di puù i free agent, l’anno prossimo con una stella in più, e una futura come Parker, potranno dire la loro. Per ora, miracolo a parte, lasceranno spazio ai Bulls.

TORONTO RAPTORS (4) – WASHINGTON WIZARDS (5)

La più combattuta serie, o forse l’unica, della Eastern Conference. Raptors e Wizards sono le uniche squadre che ad est potrebbero arrivare a gara 7. Toronto parte favorita solo per il fattore campo, ma i due roster sono molto equilibrati. Chissà se farà più la differenza l’esperienza di Pierce vicino all’incredibile talento di Beal e Wall, o forse il solido gruppo di Toronto che ha in Valanciunas l’ago della bilancia sotto le plance, oltre che la panchina con giocatori come Lou WIilliams e Vasquez, talenti che sarebbero titolari in diverse squadre. Fuori da ogni ragionevole dubbio che il giocatore migliore tra i 20 circa che scenderanno in campo, è il 2 di Washington, ma se la difesa di Lowry e DeRozan reggesse, allora sarebbe Proprio Valanciunas a poter decidere la serie, considerando poco attendibile a lungo termine la difesa di Gortat e Nenè.