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pioli

Il primo merito di questa Lazio, capace di rivelarsi sorpresa dell’anno e di agganciare il secondo posto in campionato, va in primis al nuovo tecnico, Stefano Pioli, che ha preso in mano la squadra dopo annate di gioco confuso, poco brillante e spesso difensivo. Lo spettacolo mancava da tempo nella piazza capitolina, cosi come i risultati, eccezion fatta per la Coppa Italia del 2013. In pochi avrebbero scommesso su un tecnico che nell’ultima stagione al Bologna era stato esonerato, reo di aver vinto solo tre gare nel girone di andata e di aver condotto la squadra sulla via della retrocessione, poi di fatto avvenuta. Eppure Pioli, nonostante la diffidenza per non essere un “grande nome” e le critiche dopo un avvio di campionato buono, ma non esaltante, ha continuato a lavorare sodo e soprattutto in silenzio, evitando proclami e dichiarazioni fuori luogo. La sua Lazio ha cominciato a comprendere la sua idea di gioco, a metterla in pratica, a dare spettacolo e ovviamente a vincere.

Analizziamo ora nel dettaglio la sua tattica e la sua filosofia di gioco, estrapolata dalla tesi “Le Catene di Gioco Laterali in un 4-4-2” scritta dallo stesso Pioli ai tempi in cui era alla guida della primavera del Chievo, e confrontata con quella che è la Lazio di oggi.

SISTEMA DI GIOCO – Il tecnico mette al centro del suo progetto di gioco l’organizzazione, fondamento tattico principale della sua filosofia. L’organizzazione di gioco va infatti creata attraverso un linguaggio comune a tutti i giocatori, che devono inoltre arricchire il loro bagaglio tecnico-tattico individuale che poi va inserito nel collettivo. Proprio quest’ultimo, ovvero il “gruppo”, sembra essere il valore aggiunto della Lazio, una squadra unita con a capo “un allenatore le cui competenze devono essere assolute”. Un ruolo fondamentale è affidato alle fasce laterali, vero fulcro degli schemi della squadra.

Il sistema di gioco deve essere secondo Pioli:

  • Equilibrato: importanza allo stesso tempo delle due fasi di gioco
  • Elastico: facilmente adattabile a qualsiasi avversario
  • Razionale: che si adatti alle caratteristiche dei giocatori a disposizione

LE “CATENE DI GIOCO”- Pioli divide i propri giocatori in “catene di gioco” che “vanno intese come una collaborazione tra più giocatori dislocati vicino sul terreno in senso orizzontale o verticale dal sistema di gioco”. I vari reparti della squadra non sono quindi intesi come unità indipendenti, anzi giocatori con diversi ruoli collaborano al compimento di azioni nelle due fasi di gioco. Viene quindi sottolineata di nuovo l’importanza delle fasce: Occupare, presidiare e sfruttare le fasce laterali è uno dei requisiti del gioco a zona. In entrambe le fasi di gioco dovremmo assolutamente tener conto di due fattori fondamentali del gioco del calcio: tempo e spazio.

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FASE DIFENSIVA- Anche questa fase di gioco è affrontata dall’allenatore in ottica collettiva. Infatti “l’obiettivo generale nella fase di non possesso palla è rappresentato dal fatto di non farsi mai superare da un avversario con o senza palla grazie alla collaborazione del compagno”. Oltre a ciò uno degli elementi fondamentali che sta garantendo una continuità di risultati alla Lazio è il pressing, a cui viene affidato un ruolo cruciale: In fase di non possesso ho scelto di effettuare un pressing offensivo sulle fasce, creando con le catene laterali densità in zona palla con l’obiettivo di ridurre tempo e spazio agli avversari, di riconquistare palla nella metà campo offensiva e di tenere il più lontano possibile dalla nostra area la squadra rivale.

Un chiaro esempio di pressing in “stile Pioli” lo si è avuto nel match di Coppa Italia contro il Milan, in cui i giocatori biancocelesti hanno tenuto sotto pressione gli avversari nonostante fossero in vantaggio di un gol e, a partire dal 45’, in inferiorità numerica (Cana espulso).

PRESSING2In queste due azioni di pressing vediamo come le “catene laterali” raddoppino e pressino sulla palla scaricata sulla fascia, dopo che le punte hanno pressato a loro volta i centrali difensivi avversari. Il pressing qui è un’azione corale e i giocatori si spostano a coppie o a gruppi di tre. Anche i centrali laziali, nonostante la situazione di vantaggio (o-1) restano molto alti sulle punte del Milan.

FASE OFFENSIVA- 58 reti, secondo miglior attacco dopo la Juve e squadra col maggior numero di giocatori oltre i 5 gol nei maggiorni campionati europei, questa la ciliegina sulla torta di un lavoro tattico studiato e allenato a dovere dall’allenatore. Elementi essenziali del calcio spumeggiante ed offensivo di Pioli sono:

  • Abilità tecnica in rapidità di esecuzione
  • Velocità di movimento
  • Capacità di leggere qualsiasi situazione tecnico-tattica

Queste abilità vanno poi a confluire in una manovra d’attacco corale, che affonda le sue radici nel movimento senza palla, ritenuto imprescindibile dal tecnico: “…è il compagno senza palla che detta il passaggio e non viceversa”.

Gli elementi puramente tecnici che invece vanno a confluire nel bagaglio tecnico-tattico individuale sono:

  • Passaggio veloce
  • Orientamento del corpo, in modo tale da vedere più campo possibile
  • Simultaneità di passaggio e movimento
  • Smarcarsi al momento giusto tramite un contro-movimento

Proprio il contro-movimento è alla base di molti degli schemi offensivi, con i laterali che prima si allontanano dal pallone, poi tornano verso il compagno e infine con un contro-movimento ricevono la sfera in profondità. Sicuramente giocatori come Anderson, Candreva, Keita, ma anche lo stesso Basta, permettono al tecnico di mantenere sempre in movimento le fasce, al fine di attaccare costantemente gli avversari. Proprio giocatori con queste caratteristiche hanno poi il compito di creare azioni attraverso il movimento senza palla, sfruttando la loro velocità e in generale le loro ottime doti atletiche.

Rilevante è poi il ruolo del trequartista, visto che è proprio questo ruolo a determinare il passaggio da 4-4-2 a 4-2-3-1. In fase difensiva infatti Mauri (il trequartista titolare) si abbassa e il modulo “torna” ad essere un 4-4-2 classico, in fase offensiva sono invece determinanti i suoi movimenti nello spazio e i suoi inserimenti in profondità, che combinati col movimento delle catene laterali donano imprevedibilità e incisività alla formazione. Il numero di gol di Stefano Mauri, ben 9 in Serie A (record personale), dimostra quindi l’importanza di questo ruolo nello schema di gioco di Pioli.

contropiede 1   contropiede 2

 

“È chiaro che avere a disposizione non solo bravi giocatori ma soprattutto uomini intelligenti, altruisti e ambiziosi renderà il nostro (degli allenatori ndr) compito più semplice e sarà più facile cercare di contribuire a produrre un buon calcio, efficace e spettacolare.”