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C’è stato un periodo in cui il calcio italiano faticava a produrre portieri di livello. Dopo Buffon il nulla, poi per fortuna sono arrivati i vari Sirigu, Perin e gli altri giovani rampanti che stanno provando a farsi le ossa con prestiti vari in Serie B od in squadre della cosiddetta provincia. Chissà però se davvero il Verona prima e la Salernitana poi non abbiano trovato di meglio ai tempi, rispettivamente nelle stagioni 2002/2003 e 2004/2005 quando pensarono bene di ingaggiare Ruslan Nigmatullin, estremo difensore russo che vanta anche ben 24 convocazioni nella sua Nazionale dal 2000 al 2002. In effetti ad inizio millennio quello di Nigmatullin era un nome abbastanza quotato, anche se la big di turno non concludeva mai l’acquisto. E non è difficile immaginare il perché…

PREDESTINATO – Ruslan Nigmatullin nasce a Kazan il 7 ottobre 1974 e sin dal 1993, quando diventa il perno delle giovanili del Rubin, se ne parla un gran bene. Ovviamente si sprecano i paragoni con Lev Jascin, considerato all’unanimità il più grande portiere della storia del calcio. Nigmatullin gioca, cresce, migliora e già da giovanissimo trova i pali di una formazione professionistica: è il Kamaz, con cui resta fino al 1995 prima di compiere il grande salto allo Spartak Mosca, una delle compagini più prestigiose di Russia ed una delle tante che si giocano la rivalità cittadina nella Capitale. Qui vince due campionati e poi nel 1997 viene acquistato dai rivali della Lokomotiv, trasferimento che gli porta in dote due Coppe di Russia e due semifinali della defunta Coppa delle Coppe. Nel 1999 ha modo di affrontare in una di queste la Lazio, che poi vincerà il trofeo. Nigmatullin passa agli onori della cronaca per l’inusuale vezzo di indossare i pantaloni lunghi nella sua tenuta di gioco, e fino ad allora era difficile vedere un portiere così conciato. Ed anche le sue orecchie decisamente a sventola destano qualche sorriso. Per fortuna non si fa notare solo per questo ma anche per i suoi interventi sicuri, che fanno ricordare a tutti come mai abbia vinto nel 2001 il premio di calciatore russo dell’anno, riconoscimento ottenuto altre volte in seguito oltre alla palma di miglior portiere di Russia dal 1980 in poi.

VERONA CHIAMA – Nigmatullin lascia il segno, ed il campionato russo comincia a stargli stretto. Non ci pensa su due volte ad accettare quindi nel gennaio 2002 la chiamata del Verona, guidato da Alberto Malesani in panchina e con una rosa di buon livello, almeno sulla carta, visto che poi alla fine del campionato ci fu la retrocessione in Serie B, inaspettata visto il bel girone di andata di quell’Hellas. Col lui la compagine gialloblu arrivò ad avere ben 6 portieri: Fabrizio Ferron, Domenico Doardo, Gianluca Pegolo, Jess Vanstrattan e Davide Zomer. In difesa si annoveravano nomi quali Massimo Oddo, Anthony Seric, i giovani Paolo Cannavaro ed Andrea Dossena, Dario Dainelli, Natale Gonnella e Marco Zanchi. A centrocampo ecco Mauro German Camoranesi, Marco Cassetti, Giuseppe e Leonardo Colucci, Vincenzo Italiano, Emiliano Salvetti, Andrea Pisanu, un giovinetto Andrea Cossu, Martino Melis e la meteorissima Johnnier Montaño. In attacco facevano faville Adrian Mutu, Mario Frick, Marins Adailton, l’esperto Michele Cossato ed il ragazzino Alberto Gilardino.

ITALIA SI, ITALIA NO Nigmatullin arriva al Bentegodi a parametro zero, colpaccio dell’allora ds Rino Foschi, fa niente che tra i pali dell’Hellas ci fosse abbondanza e soprattutto che Malesani non avesse voglia di stravolgere le gerarchie. Il titolare era e rimase Ferron, anche se il gigantesco portiere venuto da Est, alto quasi un metro e novanta, ha modo di esordire comunque in Serie A nel febbraio 2002 in una partita contro l’Inter, match che lo vide protagonista con 3 gol subiti ma almeno il doppio evitati…tutto sommato la prima era andata bene, ma dopo sarà sempre panchina e con la discesa in Serie B gli scaligeri non possono permettersi di dargli quasi un milione di euro all’anno per 4 anni. Così Nigmatullin torna in prestito in patria, stavolta al CSKA, terzo club moscovita della sua carriera. Al termine di quella esperienza rientra al Verona e riparte in prestito, stavolta alla Salernitana proprio in Serie B, ma anche qui il giocatore vive una nuova retrocessione pur facendo il proprio dovere in 14 apparizioni.

DA COSI’ A COSI’ – Da lì in poi sarà una discesa continua con passaggi uno dopo l’altro ancora alla Lokomotiv (con una presenza ed un primo ritiro dal calcio giocato all’età di 31 anni salvo poi ripensarci), poi in serie a Terek Groznyj, SKA Rostov e nel 2009 prima alla seconda squadra della Lokomotiv e infine ai palestinesi del Maccabi Ahi Nazaret. E’ questa la sua ultima squadra, in una carriera che sarebbe potuta essere ben più soddisfacente. Dalle nostre parti ci si ricorda di Nigmatullin per aver denunciato all’indomani di Calciopoli di aver ricevuto delle pressioni affinché si affidasse alla famigerata Gea World gestita dai Moggi. Oggi Nigmatullin ha intrapreso una nuova e forse più soddisfacente vita diventando un affermato dj: in Russia è una vera e propria celebrità e con il nome, poco originale, di “DJ Ruslan Nigmatullin” gira le discoteche di tutto il paese ricevendo parecchi inviti anche all’estero, mentre alcune sue canzoni hanno stazionato per mesi nei primi posti delle dance charts locali. E nel mezzo Nigmatullin si è occupato anche di giornalismo sportivo, curandosi anche di lanciare nel mondo del calcio i propri figli, Marcel e Ruslan Jr.