SHARE

cop

La sterzata”, nel gergo calcistico, è un movimento repentino, un mix tra gioco di gambe e abilità che in pochi sono in grado di proporre; un tipo di giocata molto temuta dai difensori, quelli dal passo troppo lungo per sopportare un cambio di direzione così veloce. Per conferma, si prega di chiedere informazioni ai poveri Savic e Tomovic, beffati e finiti a terra uno dopo l’altro, da due splendide sterzate; quelle con cui il Cagliari, dato per spacciato alla vigilia, proverà a sfruttare, dando un senso al finale di stagione.

Tre stadi, due presidenti, un valzer infinito di allenatori e una retrocessione che, nonostante l’ultima impresa, sembra a un passo. Il Cagliari è stato negli ultimi anni, il club di massima serie più coinvolto in polemiche, guai giudiziari, ribaltoni clamorosi, ma era sempre riuscito a centrare l’obiettivo stagionale e mantenere la categoria; un’annata maledetta, cominciata sotto i migliori auspici, le toglierà probabilmente la possibilità di rappresentare in A, l’intera Sardegna. Com’è lontana la vittoria di San Siro sull’Inter del settembre scorso, quella che aprì ufficialmente la crisi nerazzurra culminata poi con l’esonero di Walter Mazzarri, la stessa che aveva fatto credere al neo presidente Giulini, di aver fatto la scelta giusta. Puntare tutto su Zdenek Zeman lo è stata fino a un certo punto; fino quando cioè la squadra è stata in piena sintonia con il tecnico boemo, finchè infortuni e scelte di mercato piuttosto discutibili hanno fatto precipitare la situazione. L’inesperienza di una dirigenza giovane ha pesato nei momenti decisivi della stagione, ma non è detto che con l’ex patron Cellino, le cose sarebbero andate diversamente. Fare calcio a Cagliari negli ultimi tempi era diventato impossibile, ma la retrocessione arriverà proprio in quella che doveva essere la stagione del rilancio, della nuova era del Cagliari, tornato stabilmente a giocare nello stadio di casa (il Sant’Elia).

Eppure qualcosa si muove e una fiammella di speranza pare essersi riaccesa. Merito di Gianluca Festa e del suo staff (tra cui spicca l’ex bomber David Suazo), che ha ridato anima e orgoglio a un gruppo di giocatori allo sbando, rassegnato, sempre più nel mirino della contestazione dei proprio tifosi. Un qualcosa che, come sempre più spesso sta accadendo nel nostro calcio, è andate al di là del lecito qualche settimana fa, finendo per bloccare psicologicamente gambe e muscoli dei calciatori e segnando la fine della travagliata avventura di Zeman sulla panchina rossoblù. All’improvviso però, senza più nulla da perdere, ecco la svolta di Firenze, guidata dalla strana coppia FariasCop; un brasiliano e un croato, pupilli dei due precedenti allenatori, che potrebbero adesso fare la fortuna di quello attuale, trovatosi quasi per caso ad esordire nel calcio dei grandi.

Basterà per compiere la miracolosa rimonta? Difficile, quasi impossibile, soprattutto pensando allo svantaggio che il Cagliari ha nei confronti dell’Atalanta quart’ultima e virtualmente salva (otto lunghezze, compresi gli scontri diretti a sfavore). Le cose nel calcio, si sa, possono cambiare in fretta e molto dipenderà dalle prossime due sfide (Chievo e Parma), che sembrano arrivare al momento giusto; il Cagliari dei cagliaritani ci crede ed è pronto a dare battaglia fino all’ultimo, anche grazie all’imprevedibilità e alle giocate di due protagonisti inattesi. E, anche se prevederle è quasi impossibile, occhio dunque alle “sterzate” degli attaccanti rossoblù; l’arma letale per dar vita all’ennesimo ribaltone stagionale.