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icardi

Non esistono più i calciatori di una volta. I tempi cambiano e tutta la società si adegua, è così per ogni epoca storica, anche se per qualcuno certi comportamenti troppo social sono ancora da considerare imperdonabili, limiti caratteriali e di personalità, modi di fare inaccettabili per quelli della cosidetta vecchia scuola. Capita così che, uno come Mauro Icardi, miglior marcatore stagionale dell’Inter e terzo nella classifica marcatori di serie A dietro a Tevez eToni, venga costantemente ignorato dal commissario tecnico argentino Martino che, come già accaduto più volte in passato, l’ha escluso anche dalla lista dei pre-convocati per la prossima Coppa America in programma in Cile dall’11 giugno al 4 luglio.

Motivo del contendere, i comportamenti del giovane Maurito, che proprio non piacciono al “Tata”: “A me e a tutto il mondo del calcio non è piaciuto quello che ha fatto, però questo non lo pregiudica. Io devo analizzare il calcio e non i comportamenti fuori dal campo”. Dichiarazioni oneste, che però cozzano non poco con quella che è la realtà dei fatti; perché, a ben guardare, Icardi in campo sta facendo egregiamente il suo dovere, nella pur travagliata stagione nerazzurra. Dopo i problemi fisici che lo avevano tormentato l’anno scorso e il polverone mediatico scatenatosi dopo l’inizio della sua relazione con la modella Wanda Nara, ex moglie del collega connazionale Maxi Lopez, Icardi sta disputando il suo miglior campionato da professionista. 18 gol e 5 assist, più altre cinque reti tra Europa League e Coppa Italia, ne fanno il giocatore più decisivo dell’Inter, sempre più inserito nel gioco e negli schemi di Roberto Mancini.

Certo, la folta concorrenza nella Seleccion albiceleste (oltre agli inamovibili Messi, Higuain, Aguero e Di Maria, Martino ha convocato anche Tevez), basterebbe da sola a spiegare l’esclusione ma il dubbio resta. Bollato come un bambinone (ha pur sempre ventidue anni) viziato e sfascia famiglie, pare proprio che Icardi stia suo malgrado pagando dazio a una regola non scritta nel mondo del calcio; come nella vita di tutti i giorni, così anche tra colleghi, la donna dell’amico è sacra e non si tocca, a prescindere che si tratti o meno di amore vero. Sono in molti, a non aver ancora perdonato a Maurito l’intromissione sentimentale di più di un anno fa, che ha talvolta scatenato scene di vero e proprio isterismo collettivo nei suoi confronti (come non ricordare la corrida in Sampdoria-Inter dell’aprile 2014); anche gli stessi allenatori, sempre abbastanza freddi nel loro approccio con questo formidabile talento. Era accaduto con Walter Mazzarri che, nel pieno della bufera, aveva faticato non poco a proporlo da titolare una volta ristabilitosi dai guai fisici; è ricapitato dopo l’avvento di Roberto Mancini, che in qualche occasione gli aveva preferito Osvaldo prima del fattaccio di Torino.

Chiacchiere, gossip e gol, tanti gol. Continuare a giudicare Icardi per quanto fatto fuori dal rettangolo di gioco, non fa onore a lui, né tantomeno alla professionalità degli addetti ai lavori; la sua crescita esponenziale, anche a livello di partecipazione non più passiva della manovra della squadra, è sotto gli occhi di tutti (anche dei maggiori club europei che vorrebbero strapparlo all’Inter). Da quando è diventato padre, Icardi sembra aver messo da parte protagonismi e comportamenti sopra le righe, lasciando che a parlare fosse soltanto il campo. Prima o poi, anche il “Tata” Martino se ne accorgerà.