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Tre punti servivano e tre punti sono arrivati. Il gol di Corazza al 53′ ha permesso al Novara di sbancare Lumezzane e di tornare in serie B 331 giorni dopo la sconfitta ai play out contro il Varese di Pavoletti. La società gaudenziana raggiunge così in cadetteria Salernitana (già da tre settimane vincitrice matematica del Girone C) e Teramo (promosso in B per la prima volta nella sua storia nello scorso turno).

Il tridente stellare del Novara: Gonzalez abbraccia  Corazza dopo un gol e, dietro, capitan Evacuo esulta.
Il tridente stellare del Novara. Gonzalez abbraccia Corazza dopo un gol e, dietro, capitan Evacuo esulta.

FILM PALPITANTE- Al triplice fischio dell’arbitro della sfida in terra lombarda, la corazzata del Girone A si è così sciolta nell’abbraccio dei quasi duemila tifosi al seguito e, una volta rientrata in Piemonte, in quello di una città ormai abituata alle sofferenze di fine stagione. Per la sesta annata di fila, infatti, i sostenitori azzurri hanno vissuto un finale di stagione palpitante: il doppio salto dalla Prima Divisione alla A firmato Tesser, la retrocessione dell’anno seguente, i play-off persi contro l’Empoli nel 2013 e la caduta contro il Varese, prima del nuovo trionfo. Un concentrato di emozioni non da poco, vissuto anche quest’anno con trepidazione. Già il 29 agosto la prima delusione, con la mancata riammissione in B (alla fine verrà ripescato il Vicenza), seguita il giorno dopo dalla sconfitta shock a Monza nell’esordio in campionato. La squadra tentenna sino a novembre, inseguendo costantemente la vetta occupata dalle rivali Bassano, Pavia e Alessandria. Poi intorno a Natale la svolta, con il Novara che acciuffa la testa della classifica e la mantiene sino alla doccia gelata: in primavera la società di De Salvo subisce una penalizzazione di 8 punti per una serie di stipendi non pagati a causa di una temporanea crisi di liquidità e gli azzurri si ritrovano fuori addirittura dai play-off. Il ritorno in seconda serie sembra ormai una chimera e a crederci sono in pochissimi. Mister Toscano, però, non si arrende e compatta i suoi, convinto che la storia sia ancora tutta da scrivere. La squadra continua a vincere e a due giornate dal termine fa un bel balzo in avanti: la giustizia federale accoglie parzialmente il ricorso di De Salvo e restituisce 5 punti ai piemontesi, ora secondi a due punti dal Bassano. I veneti, ad ogni modo, sono attesi da due impegni sulla carta piuttosto agevoli e non sembrano poter farsi sfuggire il trionfo. Nel calcio, però, mai dare nulla per scontato. Nella penultima giornata i giallorossi si recano a Monza per affrontare la squadra di Pea, in zona play-out, in totale dissesto economico ma con un cuore grande così. In Brianza, centro delle attività imprenditoriali dei De Salvo, finisce clamorosamente 0-0: il Novara quasi non ci crede e scarta il regalo, battendo l’Arezzo e raggiungendo la squadra di Asta in vetta alla classifica. Le due squadre, a 90 minuti dal termine, sono così appaiate a quota 71, ma Gonzalez and co. hanno dalla loro il vantaggio negli scontri diretti e lo sfruttano al meglio, battendo il Lumezzane e tornando così in cadetteria al termine di un torneo palpitante.

L'esterno destro dei piemontesi Lorenzo Dickmann (classe '96). 27 presenze e due gol per il giovane più promettente dei gaudenziani.
L’esterno destro dei piemontesi Lorenzo Dickmann (classe ’96). 27 presenze e due gol per il giovane più promettente dei gaudenziani.

CORAZZATA- Il Novara è venuto fuori alla distanza, dimostrando alla lunga di essere la squadra più attrezzata per il salto in B. Un undici forte, trascinato dai gol dell’argentino Pablo Andres Gonzalez, sopravvissuto al doppio salto dalla Prima Divisione alla A e ritornato a Novara dopo le sfortunate esperienze di Palermo e Siena. Con Simone Corazza (prelevato la scorsa estate dall’Alto Adige) e capitan Felice Evacuo (oltre 150 gol tra i professionisti e andato per la nona volta in carriera in doppia cifra), ha formato un attacco atomico da oltre 40 gol: Gonzalez ne ha messi a segno 15, Evacuo 14, Corazza 13, senza dimenticare “Gigione” Della Rocca, sempre presente quando chiamato in causa. Gol a grappoli ma non solo. Determinanti per il trionfo anche le parate di Andrea Tozzo, la concentrazione di una difesa di ferro (30 gol subiti, di cui solo otto in casa) e il rendimento di un centrocampo guidato dai senatori Buzzegoli e Pesce ed esaltato dalle piacevoli sorprese Lorenzo Dickmann (18enne dal futuro assicurato) e Niccolò Bianchi (classe ’92). Al resto ci ha pensato Domenico Toscano, tecnico inizialmente poco amato dai tifosi ma capace di ovattare alla grande lo spogliatoio, assumendosi piena responsabilità di ogni scelta. Un mister abile ad adattarsi a tutte le emergenze e capace di far rendere al meglio i suoi, come già accaduto in passato. Per il tecnico calabrese è la seconda vittoria del campionato di Lega Pro dopo quella del 2011/2012 con la Ternana ed ora a Novara tutti lo paragonano a Tesser, sognando una nuova favola.