Steven Gerrard, Captain Fantastic – “He’ll pass the ball 40 yards…”

Steven Gerrard, Captain Fantastic – “He’ll pass the ball 40 yards…”

Nella vita puoi crescere e decidere di realizzare i tuoi sogni. Puoi diventare un calciatore, il simbolo del tuo club, il capitano… oppure puoi realizzare i sogni dei tuoi tifosi e diventare il loro idolo vincendo tutto per e con loro

Whiston è un paesino di 13600 abitanti circa nel Merseyside, a qualche chilometro da Liverpool. 1/3 della popolazione di questa città è impiegata presso l’ospedale locale. Degli altri, poco ci importa. Però tra gli altri, in questo paese tranquillo del Lancashire, spiccano cinque nomi che, nel loro campo, hanno davvero un peso importante. Uno è Willy Russel, il celebre drammaturgo di Shirley Valentine. Un’altra è Melanie Chisholm, la Spice Girl con la croce sul braccio. Gli altri tre sono calciatori, ed il caso vuole che siano tutti bandiere del loro club.

Reid, Baines e Gerrard

Peter Reid, indimenticato capitano e uomo chiave di quell’Everton campione di tutto; Leighton Baines, attuale bandiera dei blu di Liverpool e probabilmente uno dei migliori terzini sinistri inglesi di sempre e poi lui, quello che ha fatto la scelta diversa, che ha deciso di vestirsi di rosso piuttosto che di blu. Lui, il capitano che ha vinto tutto, che ha giocato con le più importanti facce passate per Liverpool. Steven George Gerrard, il numero 8, il centrocampista, il leader… tutto o meglio, Il Capitano. La vita di Steven si lega al calcio molto presto e non nel migliore dei modi: a soli nove anni, perde il cugino, vittima della strage di Hillsborough. Lo stesso Gerrard dichiarerà che questo episodio lo ha plasmato molto come uomo e come calciatore.

Gli esordi e l’intuizione decisiva

Gli esordi non sono facili. È impiegato generalmente come cursore destro, adattandosi su tutta la fascia. Il ragazzo è bravo, però è troppo, troppo falloso. Nonostante ciò, il Liverpool vuole credere in lui. Chi più di tutti a crederci è il suo mentore, Gérard Houllier, che lo mette in mezzo al campo vicino al capitano Redknapp. I risultati sono notevoli, Steven sembra un altro giocatore e tutta la squadra inizia a girare molto meglio. I Reds tornano a vincere dopo cinque anni di digiuno e lo fanno in grande stile con un treble fatto di Coppa di Lega, FA Cup e Coppa Uefa. 50 presenze, 10 goals. In Inghilterra già si parla solo di lui, del miglior prospetto della nazione. L’anno successivo inizia con Charity Shield e Supercoppa Uefa ai danni del Bayern Monaco. Il Liverpool ormai è solido e non rimane più a bocca asciutta ed ogni stagione capitan Hyypia alza un trofeo. Capitano che sarà poi costretto a cedere quella fascia allo stesso Gerrard per volere del tecnico francese, che aveva già capito con chi stava avendo a che fare. Tutto questo però non basta, perchè il Chelsea offre 20 milioni di sterline nel 2004. 20 milioni erano tanti prima della follia economica targata Cristiano Ronaldo. Nemmeno il fatto che a casa Gerrard esistesse un solo colore pareva fosse rilevante.

L’arrivo di Benitez

Ci vuole un signore tanto criticato oggi dai sostenitori del club che allena per convincerlo. Un signore con una stazza importante, che veniva da Valencia con un po’ di titoli tra le mani. Costui è lo spagnolo Rafael Benitez. Questo signore trattiene Gerrard e completa il capolavoro iniziato da Houllier nonostante tutti i contro. La Kop, la celebre curva di Anfield, ha preso di mira Steven per le voci di mercato; i giocatori vivevano un calo di forma che portò molti, compreso il capitano, a vari infortuni. Tutto remava contro, ma quell’8 era sempre lì. Il Liverpool 2004-2005 lo ricorderete tutti, soprattutto se siete milanisti. 25 maggio 2005, siamo ad Istanbul. I Reds perdono tre a zero contro il Milan di Ancelotti. Negli spogliatoi, alla fine del primo tempo, i rossoneri già festeggiano. Quella partita, come tutta l’edizione della Champions, è di Gerrard, non può finire in mano a Maldini. L’inglese lo sa e ne fa uno. Suona la carica, per poi lasciare a Smicer il secondo e a Xabi Alonso il terzo e farsi giudicare dalla lotteria dei rigori. Il “miracolo” è fatto. Il ragazzo di Liverpool si è preso anche la Champions League.  Ha portato la squadra sul tetto d’Europa.

Il post impresa

Dopo quest’impresa però, nonostante il capitano si mantenga su livelli impressionanti, tanto da formare con Lampard e Beckham un centrocampo stratosferico in nazionale, ed esserne il trascinatore assoluto, il club perde terreno sulle rivali e, ad oggi, i trofei vinti saranno solo una Fa Cup, un Charity Shield ed una Coppa di Lega. In nazionale poi le cose non vanno bene, ma sappiamo tutti che il problema dell’Inghilterra non sono di certo i giocatori. Il suo servizio per i Tre Leoni si chiude mestamente nel 2014, senza nessun trofeo e vittima di allenatori che non sono mai riusciti a dare un’identità a questa squadra, pur disponendo di grandi talenti.

Il saluto alla Kop

Oggi Steven è un giocatore che può guardarsi indietro con gran soddisfazione, malgrado le tante occasioni sprecate (l’ultima l’anno scorso…). Ha vinto tutto, ha vinto tanto ed ha scritto la storia del club che ama. È rispettato e amato da tifosi e colleghi, avversari e compagni di squadra. Mourinho addirittura ha detto che uno dei suoi più grandi rammarichi da allenatore è non averlo allenato. Adesso chi è Steven George Gerrard? Un uomo che ha deciso saggiamente di andarsene nella gloria, quando ormai ha fatto il massimo per la sua città. Si andrà a godere la più tranquilla MLS chiudendo lì una carriera straordinaria nel Los Angeles Galaxy. Sabato 16 maggio 2015 Anfield vedrà per l’ultima volta quel magico 8 calpestare il prato, applaudirà per l’ultima volta chi ha voluto regalare un sogno per 17 lunghi anni. Sabato tutta la Liverpool rossa rimarrà orfana della grinta, dell’ingegno e della forza del suo leader incontrastato: Steven Gerrard, Captain Fantastic.