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icardi

La Serie A ha sempre avuto la nomea di campionato estremamente difensivo. Le cose, a quanto pare, sono ormai cambiate: segnati più di 1000 gol quest’anno nella massima serie.

 

Nella vita, si sa, le etichette rischiano di modificare un giudizio o renderne altri prematuri. In ambito calcistico, ad esempio, la Serie A è stata sempre dipinta come un campionato difensivo nel quale le difese avevano il compito di rendere durissima la vita agli attaccanti, spesso riuscendoci. Un torneo in cui i tatticismi esasperati inibivano fortemente i giocatori più tecnici e talentuosi, ingabbiati da schemi e marcature strettissime. Ebbene, i giudizi paiono in via di cambiamento e i numeri sconvolgono le teorie: quest’anno, infatti, la Serie A è stato il campionato con più gol in tutta Europa.

Solo nell’ultima giornata di ieri sono stati siglati 39 gol (più gli 8 degli anticipi che complessivamente portano a 47), che hanno portato il totale del campionato a 1024 reti (con la rete n° 1000 siglata da Zaza, per la cronaca). Un dato assolutamente inatteso a fine stagione che permette alla Serie A di divenire il campionato più prolifico del Vecchio Continente, scalzando così altri tornei con una tasso offensivo decisamente più alto (basti pensare alla Liga di Ronaldo e Messi). Anche per quanto concerne le individualità la Serie A si difende benissimo nelle persone dei suoi capocannonieri Toni e Icardi: il primo, autore di praticamente la metà dei gol della sua squadra, è in assoluto il bomber più longevo d’Europa con i suoi 38 anni (e considerando che nei 15 campionati europei principali i migliori marcatori sono tutti degli under 30 è un grande risultato per l’attaccante del Verona) mentre l’argentino per poco non risulta essere il miglior giovane a vincere una classifica cannonieri, superato solo da Mitrovic e Depay in Belgio e in Olanda. Ma torniamo al nostro campionato: le squadre che hanno dato il maggior contributo in zona gol sono state la Juventus (miglior attacco con 72 reti), la Lazio (71 gol) e il Napoli (70). Non indifferente anche il contributo di Genoa e Fiorentina, che collezionano rispettivamente 62 e 61 reti, mentre la Roma seconda classificata paga la mancanza di un bomber in squadra e mette a segno appena 54 reti (8° attacco della Serie A, peggio anche delle disastrate Milan e Inter). Clamoroso invece il dato del Chievo che sigla la “bellezza” di 28 gol guadagnandosi così la palma di peggior attacco del torneo, tra l’altro riuscendo a salvarsi in maniera piuttosto tranquilla.

Impossibile prevedere se questa tendenza potrà proseguire negli anni avvenire. Intanto, però, quest’anno ci siamo goduti gol e spettacolo. Sperando, ovviamente, che tale exploit non sia stato un fuoco di paglia. Anzi, di gol.

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