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Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Maidirecalcio soffermandosi soprattutto sulla responsabilità oggettiva. Ecco le sue dichiarazioni:

“La responsabilità oggettiva delle società vive, in certi settori, per l’impossibilità di personalizzare la responsabilità di identificare il responsabile. Se la tecnologia o altri strumenti ci consente di individuare, la responsabilità si attenua la necessità di responsabilità oggettiva. Faccio un esempio: chi ha un cane ha sempre avuto un problema per avere un sistema d’allarme in casa, perché il cane, entrando e uscendo, fa scattare l’allarme. Qualche tempo fa,  sotto altri profili di sicurezza (ride, ndr), ho preso atto che ci sono dei sistemi con telecamere che memorizzano la sagoma del tuo cane: quello non farà così scattare l’allarme con l’avvertenza che se lo fai ingrassare e lo fai uscire dalla sagoma e scatta. Quindi siamo in un futuro che è già presente come sistemi di tecnologia. E se chi mette piede in uno stadio sa che ci sono delle telecamere che colgono anche il colore degli occhi, ci pensa prima due volte prima di fare delle cretinate. Si preserva così la punizione che diecimila sostenitori di una squadra subiscono per colpa di cinquanta cretini”.

Laureatosi in giurisprudenza presso l’Università di Ferrara, nel 1965 Tosel entrò giovanissimo in magistratura, ricoprendo la funzione sostituto procuratore a Udine sino al 1985. Dopo una breve parentesi a Venezia come sostituto procuratore generale, nel 1989 ha fatto ritorno a Udine in qualità di procuratore capo. È stato pubblico ministero in processi di grande rilevanza sociale ed in seguito quelli per gli omicidi seriali e le tangenti.Dal 2000, lasciata la magistratura, ha ricoperto vari incarichi tra i quali quelli di difensore civico regionale (2001-2003). E’ stato prima collaboratore di Corrado De Biase all’ufficio inchiesta della FIGC, poi alla disciplinare, e infine nel 2006 è stato nominato dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A giudice sportivo al posto di Maurizio Laudi.

 

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