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agnelli conferenza

La conferenza di chiusura dell’annata sportiva 2014/2015 da parte di Andrea Agnelli è stata pregna di argomentazioni, soprattutto dal punto di vista economico-gestionale del club. Il presidente della Juventus ha riconosciuto i meriti di tutto lo staff, ponendo i paletti per la prossima stagione (“essere competitivi su tutti i fronti in primavera deve essere il nostro obiettivo“) e facendo anche qualche accenno, rimandato sbrigativamente al mittente, sulla questione Calciopoli.

I meriti della Juventus sono innegabili, ma secondo il presidente bianconero non sono ascrivibili al calcio italiano: “Voglio precisare che la finale della Juventus e le semifinali di Napoli e Fiorentina sono frutto di tre società che hanno lavorato molto bene e non del sistema calcio, che in Italia deve ancora essere fortemente migliorato. Bisogna migliorare gli impianti sportivi e lavorare molto, i grandi campioni hanno bisogno di grandi palcoscenici: le telecamere a vari livelli di zoom per garantire la sicurezza e l’identificazione dei responsabili di atti illegali all’interno dello stadio costano 180.000 euro, la metà della goal-line technology, eppure si pensa a risolvere due-tre episodi a campionato invece della sicurezza. Sono perplesso dalle priorità del calcio italiano, ci stiamo ancora chiedendo chi sia stato a lanciare il petardo nel derby“.

La riforma del calcio italiano, come ha poi proseguito Agnelli, deve essere perseguita in tutte le categorie: “Mi sfugge la funzione della Lega Pro: i club fatturano circa un milione spendendone due e mezzo, situazione analoga in Serie B. Non si fa un progetto tecnico, si cerca soltanto di salire di categoria per aumentare i ricavi. Dobbiamo identificare meglio le funzione di Serie A, Serie B, Lega Pro e Dilettanti, è da qui che si deve partire per migliorare il calcio italiano“.

Chiusura dedicata alle proprietà straniere. Se i risultati di questa stagione sono tutti frutto di gestioni italiane, il presidente della Juventus è sulla stessa linea d’onda degli stranieri: “Con Pallotta e Thohir mi trovo molto in accordo, al di là della rivalità sportiva. Loro hanno esperienza anche in altri ambiti sportivi, soprattutto negli sport americani che hanno il vantaggio di avere un sistema chiuso e non aperto, dobbiamo riuscire a convincere la maggioranza in Lega che la strada giusta è un’altra“.

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