Barcellona e Siviglia, un asse di mercato ben consolidato

Barcellona e Siviglia, un asse di mercato ben consolidato

 

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Siviglia e Barcellona sono le regine d’Europa di questa stagione: la prima vincente dell’Europa League (per la seconda volta consecutiva), la seconda con in mano la Champions League ai danni della Juventus. La rivalità in campo, ma soprattutto sugli spalti, tra le due squadre è molto forte, si oppongono infatti due grandi città e società ricche di storia e tradizione, per non parlare del fatto che Barca e anche Real non sono poi molto “amate” dal resto del pubblico iberico. Eppure ai piani alti tra le due dirigenze di buona sangue, ma soprattuto di denaro, ne scorre molto e da un bel pò di tempo.

FUCINE DI TALENTI- Il settore giovanile dei catalani, ovvero la cantera, è famosa in tutto il mondo per la sua capacità di sfornare giovani talenti con un futuro raggiante da spendere nelle file dei blaugrana. Classico esempio ne è Lionel Messi, calciatore più forte del mondo (e probabilmente della storia) proveniente proprio da quella che noi in italia chiamiamo primavera. Così come lui anche i vari Xavi, Iniesta, Busquets (insomma un centrocampo a costo zero) e via discorrendo. Ma il Barcellona è da sempre molto attivo, ovviamente, sul mercato, intelligente nel comprare giocatori giovani ma già pronti a diventare protagonisti in un top club. Ma i blaugrana, pur avendo “occhi”, ovvero osservatori, ovunque nel mondo, spesse volte non guardano poi così lontano, assicurandosi prontamente i migliori talenti che emergono nei campionati spagnoli. Proprio il Siviglia è una delle mete preferite dagli emissari di mercato provenienti dalla Catalunya, dove trovare campioni di grande qualità, che non a caso hanno portato varie volte i biancorossi a vincere numerosi trofei. Ma ovviamente tutto ciò ha un costo.

PLUSVALENZE D’ORO- Siamo nel 2008 e il Siviglia è reduce da un 2007 favoloso, perché dopo aver vinto la Coppa UEFA nel 2006, si riconferma campionessa ancora una volta nel panorama europeo, battendo stavolta l’Espanyol, in una finale tutta iberica nella cornice di Glasgow. A ciò si aggiunge anche la Copa del Rey ottenuta ai danni del Getafe. I vertici del calcio spagnolo sono sempre più vicini ai biancorossi, che nella stagione successiva vincono ben 5 partite su 6 nel loro girone di Champions, avventura poi sfortunatamente finita ai rigori contro il Besiktas. Ma in quella squadra si mettono in luce dei giocatori forse troppo forte per restare in terra andalusa: trattasi di Daniel Alves e Seydou Keita, rispettivamente terzino destro e centrocampista centrale di professione. A Barcellona si decidono quindi ad assaltare i due campioni e preparano i contanti, perché il brasiliano viene infatti venduto per addirittura 35 milioni di euro, mentre il malese per circa 14. Ma la cosa straordinaria è che il SIviglia, oltre ad aver vinto degli importanti titoli grazie alle sue stelle, pagò nel 2003 Alves, a quei tempi al Vitoria in Brasile, solo 550 mila euro e Keità 4 dal Lens, in Francia. In totale quindi con una plusvalenza di 44,45 milioni di euro. Lo stesso percorso fu fatto anche dai 3 più recenti “scambi” tra le due società, ovvero con Adriano, Rakitic e Vidal. Il terzino sinistro brasiliano fu infatti acquistato dagli andalusi per 2,10 milioni dal Coritiba nel 2005 e venduto 5 anni dopo a 10 milioni. Rakitic invece è costato 2,50 milioni dallo Shalke nel 2011 e rivenduto al Barca nel 2014 per ben 18 milioni. Infine Aleix Vidal (annunciato dopo la vittoria in Champions) sarà disponibile da Gennaio 2016 (causa blocco mercato blaugrana) alla modica cifra di 17 milioni, dopo averlo preso l’anno scorso dall’Almeria per soli 3 milioni. Vogliamo fare due conti in tasca a Siviglia e Barcellona? Bene, con queste 5 cessioni i biancorossi hanno ricavato ben 94 milioni, spendendone però soltanto 12,15, con una plusvalenza totale di 81,85 milioni.

VINCONO COMUNQUE- Uno dei fattori principali di questo “successo” della politica del Siviglia e del Barcellona, sta però nel fatto che entrambe le squadre ne beneficiano molto, anzi moltissimo. Eccezion fatta per Vidal (che ancora deve giocare con i blaugrana), nessuno di questi 4 importantissimi acquisti ha mai fallito. Alves e Keita hanno infatti costruito le fondamenta del Barcellona “pigliatutto” che vinse tutti i titoli disponibili nel 2009, Adriano ha “portato a casa” 3 campionati spagnoli, 2 Champions League e altri titoli, mentre Rakitic, ultimo ma non meno importante, è stato autore di una stagione fantastica, culminata col gol dell’ 1 a 0 in finale a Berlino. Il Siviglia dal canto suo non cede però dei “potenziali” talenti o delle “scommesse”, infatti, e così parlano i numeri, prima di cedere importanti pedine del suo scacchiere fa una cosa, molto importante: vincere. Tutti i giocatori di cui abbiamo parlato in questo articolo hanno infatti vinto almento 1 trofeo con i biancorossi: Coppe Uefa, Cope del Rey, Europa League e sopratutto una Supercoppa Europea, quella vinta nel 2006 proprio ai danni del Barcellona di Ronaldinho ed Henry, per ben 3 a 0.