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Maurizio Sarri tuta Empoli

Maurizio Sarri è, insieme ad Allegri, Pioli e Ventura, uno degli allenatori italiani del momento. I quattro stanno ottenendo i migliori risultati, con mezzi più o meno ampi, e hanno sorpreso in molti per il loro gioco bello e concreto. Tra di loro il “più in basso” è il mister dell’Empoli, neopromossa in Serie A, capace di conquistare la salvezza con 4 giornate d’anticipo, battendo o fermando sul pareggio avversari sulla carta favoriti e mostrando sempre e comunque la volontà di fare gioco e non chiudersi in difesa. La maggior parte dei meriti viene attribuita ad un allenatore fino ad ora considerato “da provincia”, ma con una mentalità rivolta al futuro, che pone le sue fondamenta in primis sui giocatori italiani, la maggior parte giovani, affiancati poi da alcuni essenziali veterani. Sarri è ora il nuovo allenatore del Napoli (in attesa dell’ufficialità), piazza importante ed esigente, di sicuro con più budget e con una rosa di livello a disposizione, ma che richiede comunque tanto lavoro. Scopriamo come prepara la sua squadra e come lavorerà il nuovo tecnico partenopeo

La tesi che analizziamo in questo approfondimento, così quella utilizzata nell’approfondimento su Pioli, è relativa al “Corso Uefa Pro Licence” del Settore Tecnico F.I.G.C., risalente alla stagione 2006-2007, ai tempi in cui Sarri allenava l’Arezzo in Serie C1.

Il titolo è esplicativo del suo contenuto: “La preparazione settimanale della partita”.

Innanzitutto Sarri tende a precisare che il motivo per cui sceglie di trattare quest’argomento è perché ha notato scarse discussioni a riguardo da parte degli altri tecnici, inoltre esprime la sua opinione sul calcio moderno: “Io ritengo che in un calcio sempre più preparato dal punto di vista tattico e fisico sia di fondamentale importanza andare a predisporre tutte le singole partite nei minimi dettagli”. Altro importante dettaglio esposto riguarda il modulo, un 4-2-3-1 che “non è mai andato a snaturarsi contro nessun avversario”.

LUNEDì- Giornata di riposo per i giocatori, ma non per l’allenatore, che si dedica invece all’analisi della partita appena giocata. Ciò serve per verificare le differenze tra la partita preparata e quella effettivamente giocata, programmare gli allenamenti in relazione agli errori commessi . L’analisi della partita è differente però dalla lettura della partita, visto che la prima si effettua dopo il match giocato, mentre la seconda si pratica durante l’incontro stesso e permette al mister di utilizzare la tattica applicata, con effetti immediati sul gioco della propria squadra.

L’analisi della partita viene eseguita rigorosamente da allenatore e collaboratore, figura fondamentale per Sarri, separatamente, questo al fine di evitare qualsiasi influenza che l’uno potrebbe avere sull’altro, per poi consultarsi e verificare gli spunti estratti dalla visione del filmato. Come detto il collaboratore, che possono essere anche più di uno, hanno un ruolo cruciale nel “sistema-Sarri”, così come lui stesso spiega nella tesi. Egli ha innanzitutto funzioni materiali e gestionali. Materiali in quanto aiuta fisicamente l’allenatore nello svolgimento degli allenamenti e nei lavori definiti “da scrivania”; gestionali “in quanto il suo ruolo lo mette in condizione privilegiata rispetto alla figura dell’allenatore nei rapporti con i giocatori”, importante quindi nella gestione di casi delicati. Il collaboratore ideale secondo il neo-tecnico del Napoli è quello con il quale si ha “unità di pensiero ed unità di intenti”. Ovvero si deve vedere il calcio allo stesso modo, condividendo le idee di base, e avere gli stessi obiettivi. Anche il preparatore atletico assume un ruolo importante, ed è decisivo che sia l’allenatore a decidere il suo staff, seppur non sempre possibile. Attualmente i collaboratori di Sarri sono Francesco Calzona e Francesco Sinatti, rispettivamente allenatore in seconda e preparatore atletico, entrambi andati via dall’Empoli insieme al tecnico.

MARTEDÌ- Nella mattinata si effettua prima una riunione con allenatore, collaboratore, preparatore atletico e preparatore dei portieri per programmare gli allenamenti settimanali e poi mister e collaboratore si confrontano per decidere cosa riportare alla squadra. Da questa riunione viene quindi fatta un’ analisi filmata e una relazione scritta.

Analisi filmata: si occupa di problematiche tattiche

tattica collettiva: lunghezza e compattezza dei reparti in linea con la preparazione del match

fase difensiva in zone alte di campo: fase difensiva dei 4 giocatori offensivi, pressing su palle vaganti ecc

fase difensiva in zone medie di campo: movimenti di chiusura e copertura del centrocampo

fase difensiva in zone basse di campo: movimenti della difesa sulle palle lunghe del portiere avversario e sulla fase di possesso ed attacco degli avversari

palle inattive contro: posizione delle marcature su palla inattiva e la loro efficacia, rispetto delle posizioni dei giocatori previste e reazioni agli schemi avversari

fase di possesso in zone basse del campo: scelte del portiere (rinvio lungo o corto), per le uscite lunghe si analizza l’attacco alla palla ed aggressione agli spazi, per le uscite corte si analizza la circolazione della palla e l’uscita della palla dalla metà campo difensiva nei modi concordati

fase di possesso in zone medie del campo: attenzione a movimenti e giocate dei centrocampisti centrali

fase di possesso in zone alte del campo: movimenti e giocate dei due esterni e dei due attaccanti, particolare attenzione ai movimenti in area quando vengono effettuati cross dal fondo

palle inattive a favore: fase fondamentale del gioco di Sarri (analizzata già in precedenza da MDC) in cui si analizza se le posizioni di partenza erano quelle concordate, se i movimenti erano giusti, se la zona di caduta della palla era quella prevista e se sono stati rispettati i tempi di esecuzione

Relazione scritta: scritta dall’allenatore, tiene in considerazione altri aspetti oltre alla tattica del filmato

– aspetto mentale: analizzare se la squadra è arrivata al match col giusto livello di motivazione, se in campo ha espresso il giusto livello di determinazione e le reazioni ad eventi significativi del match (vantaggio, svantaggio…)

– aspetto comportamentale: analisi del comportamento verso l’arbitro e gli avversari, evitare sprechi di energia mentale, le sanzioni disciplinari devono essere attinenti alle necessità (falli tattici ecc.). Inoltre analisi di eventuali atteggiamenti non in linea con il comportamento del gruppo, per non creare problemi in spogliatoio: gli obiettivi individuali sono importanti ma in secondo ordine rispetto a quelli della squadra

– aspetto fisico: valutazione insieme al preparatore atletico della prestazione fisica dei giocatori, evitare che la condizione fisica diventi un facile alibi per determinati giocatori

Nel pomeriggio si effettua poi un allenamento con obiettivo esclusivamente fisico. Si sottopongono infatti tutti i giocatori al test di Gacon, untest fisico per aumentare la capacità aerobica degli atleti, che devono percorrere determinate distanze in determinati tempi. In seguito i calciatori passano al programma individualizzato.

Il programma individualizzato consiste in due schede, per l’appunto “personali”, consegnate ad ogni giocatore. La prima è relativa a lavori di carattere fisico, preparata dal preparatore atletico, per colmare eventuali carenze, in relazione anche a gravi infortuni, e i lavori previsti vanno svolti al Martedì pomeriggio ed al Giovedì mattina. La seconda è preparata dal collaboratore e verte invece su lavori tecnici, svolti poi il Giovedì mattina ed il Sabato.

Un esempio di scheda individuale
Un esempio di scheda individuale

Fina dal pomeriggio del martedì, verso le 17:30 circa, Sarri ed il suo collaboratore preparano filmati da visionare sugli avversari delle loro ultime 4 partite, che devono essere visti entro 24 ore.

MERCOLEDÌ- In mattinata si svolge prima una breve riunione dello staff e in seguito un allenamento con obbiettivo esclusivamente fisico, con annessi esercizi di 5 contro 5, con l’aggiunta di frequenti cambi di posizione.

Nel pomeriggio invece, intorno alle ore 15:00, si effettua un allenamento con l’obiettivo di correggere le problematiche emerse nell’ultimo match. Ogni giocatore è equipaggiato con un frequenzimetro per registrarne l’attività cardiaca al computer. Si inizia quindi con una fase di riscaldamento individuale a velocità crescente e con una fase di possesso palla in spazi stretti. Poi tutto si concentra in una serie di 3 partite a tema in stretta relazione con le problematiche evidenziate. In questo esempio infatti le tre partitelle servono a correggere errori e a migliorare nella fase di verticalizzazione, di pressing e di tenuta del campo nelle fasi conclusive di gara, in cui la squadra ha evidenziato delle carenze.

mercoledì
(clicca per ingrandire) Le tre partite a tema per migliorare verticalizzazione, pressing, stanchezza nel finale di partita
Qui invece i dati dell'attività cardiaca raccolti durante l'allenamento e analizzati dal preparatore atletico.
Qui invece i dati dell’attività cardiaca raccolti durante l’allenamento e analizzati dal preparatore atletico.

GIOVEDÌ- Nella riunione dello staff si lavora sulle partite degli avversari visionate per preparare un ulteriore video di presentazione degli avversari stessi. L’allenamento mattutino non ha obiettivi dal punto di vista del lavoro fisico, può essere perciò anche didattico e a ritmi bassi. Ad esempio Sarri nota che nell’ultima partita la sua linea difensiva ha sofferto in alcune situazioni, perciò decide di lavorare personalmente con i difensori, mentre il resto della squadra svolge lavori individuali a carattere fisico e/o tecnico.

Esercitazioni difensive:

1) Scivolamenti in orizzontale della linea difensiva sulla circolazione di palla dei centrocampisti avversari. Velocità della palla crescente.

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2) Difesa sui cambi di campo avversari sul lato esterno. La posizione del corpo del difensore non deve essere né troppo chiusa verso la palla né troppo aperta verso il campo.

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3) Situazione di cambi di campo però in profondità: cambia il movimento di scivolamento dei 3 giocatori in copertura, che devono coprire la porta da eventuali cross, mentre il difensore esterno scivola in chiusura sul ricevitore di palla.

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4) Difesa in caso di palla scoperta su scarico dell’attacante centrale avversario: la linea difensiva o “scappa” o cerca il fuorigioco

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Analisi della fase offensiva avversaria:

Avviene tramite un filmato (massimo 6-7 minuti) in cui si analizza:

– modulo della squadra avversaria

– la scelta che viene effettutata dal portiere per iniziare l’azione e come reagiscono i compagni

– fase di possesso in zone basse, medie, alte del campo (difesa, centrocampo e attacco)

Allenamento difensivo:

L’unico obiettivo dell’allenamento è la preparazione della fase difensiva per la partita in base allo studio degli avversari

1) fase didattica contro il modulo avversario fatta a bassa intensità come riscaldamento

Se ad esempio si affronta un 3-4-3 con un portiere che rinvia sempre corto su uno dei 3 centrali, allora l’attenzione della fase difensiva si sposta proprio sulla linea difensiva avversaria, che deve far circolare palla. Sarri decinde quindi che la chiave è utilizzare un pressing ultra-offensivo, per isolare il centrale che riceve palla dagli altri due e costringendolo a giocare sul piede debole. In caso però la linea difensiva riesca a far uscire la palla, il tecnico decide di non indietreggiare, ma continuare a pressare sul difensore esterno.

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2) fase difensiva nelle varie zone di campo sul sistema di gioco degli avversari

Due squadre si contrappongono simulando la gara:

– In zone alte si simula il passaggio corto del portiere avversario sui tre centrali, correggendo il pressing ultra-offensivo

– In zone medie si da palla a uno dei centrocampisti avversari, la difesa deve evitare che il centrocampista esterno riceva in profondità, quindi si portano i centrocampisti centrali verso l’interno. Se la palla passa il difensore esterno va a coprire sul laterale avversario.

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– In zone basse con palla all’attaccante esterno avversario la difesa deve difendere sui due attaccanti che tagliano in profnodità e sul centrocampista laterale che attacca la larghezza. Il possessore di palla viene assorbito dal centrocampista centrale e in caso di superamento interviene un altro centrocampista a coprire.

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3) fase situazionale con temporanee inferiorità numeriche

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VENERDÌ- Non c’è allenamento, ma collaboratore ed allenatore si incontrano lo stesso, il primo prepara 2 ulteriori filmati sulla fase difensiva avversaria e sulle palle inattive avversarie (a favore o contro) da far vedere alla squadra mentre Sarri prepara delle chede individuali sui giocatori avversari, nulla è lasciato al caso.

L’allenamento pomeridiano prevede invece la preparazione della fase offensiva e si divide in vari “blocchi”:

1) il preparatore cura principalmente la fase di riscaldamento per poi passare a curare la velocità degli appoggi in una serie di passaggi ad alta velocità

2) fase offensiva generica: si ripassano le giocate base le regole di gioco proprie della squadra, quindi giocate del portiere, circolazione palla della linea difensiva, di quella di centrocampo e movimento offensivo degli attaccanti.

3) fase offensiva specifica: si preparano specifiche azioni e scelte di gioco in base all’analisi dell’avversario precedentemente effettuata.

uscite corte del portiere: il portatore di palla affronta palla al piede l’attaccante avversario per poi scaricare sull’altro centrale o sul difensore esterno

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uscite lunghe del portiere: il settore di centro sinistra è la zona di caduta della palla, la prima punta attacca la palla, la seconda attacca lo spazio centrale e il centrocampista esterno attacca lo spazio per vie esterne

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– sviluppo dell’azione: i centrali si muovono a compasso (uno più alto e uno più basso) e facendo muovere la seconda punta alle spalle del secondo centrale avversario. Così o la seconda punta o uno dei centrali ha possibilità di ricever palla in caso di pressione o meno del centrale avversario

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– ripartenze: la seconda punta va incontro alla palla portandosi via un difensore, la prima punta attacca lo spazio esterno con un “movimento a mezzaluna” per evitare il fuorigioco. Una volta partita la palla per la prima punta, la seconda punta e gli esterni attaccano lo spazio

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4) fase offensiva situazionale contro il modulo avversario: si ricreano, in maniera rapida e con ritmi medio-alti situazioni di gioco con i due moduli di gara, uno della squadra di Sarri e l’altro degli avversari, cambiando spesso i compiti delle due squadre in allenamento

SABATO- Punto cruciale della giornata sono le palle inattive. Sarri è infatti famoso per la sua organizzazione sui calci piazzati, a favore o contro, su cui prepara numerosi schemi di difesa e di attacco per sfruttare al massimo queste situazioni di gioco. Inizialmente viene effettuata una riunione con la squadra in cui, attraverso un filmato, si analizzano le palle inattive dell’aversario:

– calcio d’inizio, falli laterali in zone profonde di campo, punizioni laterali, angoli, punizioni dirette, rigori

– reazione al calcio di inzio degli avversari, disposizione sui falli laterali contro profondi, disposizione sulle punizioni laterali contro, disposizione sugli angoli contro

L’allenamento dal punto di vista tattico ha l’obiettivo di preparare le palle ferme in entrambe le situazioni difensive ed offensive e dal punto di vista fisico di lavorare sulla reattività. Il tutto si svolge in 3 blocchi:

1) Riscaldamento e reattività con il preparatore: riscaldamento di arti inferiori e superiori e serie di reattività in psicocinetica

2) Palle ferme a nostro sfavore:

– Calcio di inizio

G1

– Falli laterali in zone alte di campo

G2
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Punizioni laterali

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– Angoli

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– Punizioni dirette

– Rigori

G5

3) Palle ferme a nostro favore: 

– Reazione avversaria al calcio di inizio

1) Palle ferme a favore

– Reazione avversaria ai falli laterali in zone profonde di campo

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– Reazione avversaria alle punizioni laterali contro

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– Reazione avversaria agli angoli contro 

 

Angoli da sinsitra (Clicca per ingrandire)
Angoli da sinsitra (Clicca per ingrandire)
5) Angoli destra
Angoli da destra (Clicca per ingrandire)

 

DOMENICA- In mattinata Sarri riunisce la squadra con lo scopo primario di riordinare le idee su tutto ciò che è stato provato in settimana:

introduzione: si inquadra la partita nel momento della nostra squadra, stemperare o alzare le tensioni a seconda della necessità

aspetto mentale: preparare la squadra ad avere le giuste reazioni a determinate evoluzioni della partita e avere forti motivazioni collettive

aspetto comportamentale: si ricordano i giocatori che sono in diffida e si cerca di evitare sanzioni inutili e deleterie

aspetto tattico: si riepilogano movimenti difensivi ed offensivi ponenedo particolare attenzione alle palle ferme

Nella riunione alle 14:30 circa, ovvero l’ultima prima della partita, si toccano 3 argomenti con la squadra:

formazione

aspetti tattici individuali

palle ferme

La partita: Durante il match Allenatore e Collaboratore lavorano in fase di lettura della partita, con Sarri che si concentra sulla prorpia squadra, controllando pressione difensiva, uscite del portiere, disposizione sui calci pazziati. Invece il collaboratore di concentra sugli avversari, controllando che il modulo sia quello previsto e la loro disposizione in varie situazioni di gioco.