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Paul Gascoigne incarna il perfetto esempio di genio e sregolatezza, tanto bravo con il pallone tra i piedi, quanto a balzare agli onori della cronaca per questioni extracalcistiche. La sua è stata infatti una vita costellata di eccessi, dalla droga, ai problemi di alcolismo passando per le innumerevoli burle a compagni di squadra, allenatori, giornalisti e dirigenti. Oggi però torna al centro della scena, non per i soliti problemi legati all’alcool che ne hanno deturpato la persona negli ultimi anni, bensì per la presentazione di un film-documentario sulla sua incredibile vita, avvenuta lunedì sera in un albergo londinese. ‘Gazza’ non si è di certo trattenuto di fronte ai media incalzanti, ed ecco l’incipit riportato dalla ‘Gazzetta dello Sport’: “Posso rispondere a tutte le domande che vuoi: ho sniffato cocaina, ho divorziato, sono stato in riabilitazione, sono caduto a terra ubriaco, ho avuto grandi incidenti d’auto, ho segnato goal leggendari e mi è mancato solo di fare sesso con Miss Mondo”.

VITA DI ECCESSI –Ogni sabato vado a letto con il terrore di quello che potrà essere pubblicato sui giornali della domenica. Da 25 anni la mia esistenza è spiata a tutti i livelli. Può essere che il mio numero di telefono sia stato girato a qualcuno dei media per controllarmi. La mia vita è stato un eccesso, ma spesso su di me sono state scritte bugie colossali. Non bevevo perché ero depresso, ma solo per divertirmi. Mi isolavo. Qualche anno fa sono stato ad un passo dalla morte. In clinica, negli Stati Uniti, al terzo giorno di riabilitazione le mie mani tremavano senza fermarsi. Implorai i medici ‘non lasciatemi morire‘ e per 18 giorni mi fecero dormire. Al risveglio chiesi dov’ero…”

BURLE INNOCENTI – Ma Gascoigne è conosciuto in tutto il mondo anche peri suoi incredibili scherzi. Ecco quelli a Di Matteo e Blatter: “Tornai a casa e nel giardino della villa trovai un serpente. Lo presi e me ne tornai al campo di allenamento. Lo misi nella tasca di Roberto Di Matteo, e subito dopo gli chiesi dei soldi. Mise la mano nella giacca e quasi svenì. Zoff disse che Blatter sarebbe venuto a farci visita. Ci voleva tutti con la divisa della Lazio. Io? Ho girato 30 minuti con un abito di Babbo Natale. Poi mi sedetti accanto a Blatter e gli dissi: ‘Ciao, io sono Babbo Natale oh, oh, oh’. La sicurezza ha voluto sbarazzarsi di me e Zoff non fu felice. Mi fece allenare sia la mattina che il pomeriggio per una settimana”.