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Di lui si diceva che doveva migliorare sotto porta, che peccasse per costanza di rendimento e come ‘naturale’ conseguenza è rimasto fuori dalla nazionale brasiliana zeppa di talento per molto, troppo tempo. Stiamo parlando di Roberto Firmino, trequartista brasiliano dell’Hoffenheim, per diverse annate poco pubblicizzato e che soltanto ora, dopo un paio di stagioni ad alti livelli in Bundesliga, è salito alla ribalta, riuscendo ad entrare nella lista dei 23 convocati del Brasile per la Copa America, dimostrando nelle prime uscite in verdeoro tutto il suo valore, con 3 reti nelle prime 6 presenze dall’esordio con la nazionale allenata da Carlos Dunga. Il ct brasiliano non poteva proprio rimanere insensibile all’ottima stagione offerta dal numero 10 dell’Hoffenheim, in grado, pur non essendo un attaccante di andare in doppia cifra, grazie alle 10 reti distribuite tra Bundes e coppa di Germania, e di mettere a referto anche un grande lavoro per la squadra come testimoniano i 12 assist stagionali. Ma andiamo a conoscere meglio la storia e le caratteristiche tecniche del brasiliano di Germania.

FORMAZIONE TEDESCA – Roberto Firmino Barbosa de Oliveira più comunemente noto come Roberto Firmino nasce a Maceiò, capitale dello Stato dell’Alagoas, il 2 ottobre del 1991. Muove i suoi primi passi da calciatore nelle giovanili del Gremio Esportivo Brasil de Pelotas prima di approdare alla Figueirense, club militante nella seconda serie verdeoro. Nel 2009 tenta il primo salto in Europa, partecipando senza succsso ad uno stage per entrare a far parte dell’Olympique Marsiglia. Firmino è di fatti costretto a tornare in patria e nel 2011, grazie ad un campionato di buon livello con la società di Florianopolis, condito da 38 presenze e 8 gol, viene notato e prontamente acquistato dall’Hoffenheim per una cifra vicina ai 5 milioni di euro, nella finestra invernale di calciomercato. L’ambientamento è come prevedibile non facilissimo ma il ragazzo fa sin da subito intravedere le sue qualità, chiudendo la metà di stagione in Germania con 3 reti in 11 partite nonostante la giovanissima età. A partire dalla stagione successiva comincia a diventare un tassello prezioso nello schieramento dei bianco-azzurri, realizzando la prima doppietta in Bundes contro un avversario di rilievo come il Wolfsburg e riuscendo insieme ai compagni a salvare il club dalla retrocessione. Dopo un’altra stagione su livelli simili e con minutaggio sempre crescente, esplode definitivamente nel 2013/14 grazie all’impressionante score di 22 reti (16 in Bundes) in 37 presenze stagionali tra coppa e campionato accompagnate come sempre da un’enormità di assist, ben 16 al termine dell’annata. Così facendo il numero 10 brasiliano comincia a farsi notare al grande pubblico, suscitando i primi interessi dei principali club esteri. Firmino decide però di rimanere un altro anno all’Hoffenheim ottenendo come detto la prima convocazione in nazionale accompagnata da un gran campionato culminato all’ottavo posto, appena fuori dalla zona Europa League.

TREQUARTISTA COMPLETO – Firmino fa di tecnica, visione di gioco e agilità negli spazi stretti le sue armi più letali, che gli permettono di ricoprire al meglio il ruolo di trequartista alle spalle di due punte ma anche come appoggio ad un unico centravanti. Ben strutturato fisicamente grazie al suo metro e 83 centimetri accompagnato da un peso forma di 76 kg, riesce ad abbinare alla sua straripante tecnica palla al piede anche una buona forza fisica, indispensabile per giocare ad alti livelli in Germania e più in generale in Europa. Nel suo bagaglio tecnico, oltre all’innata bravura palla al piede e in progressione, porta con se anche una buona intelligenza tattica che gli permette di disimpegnarsi al meglio in più ruoli del fronte offensivo, dal trequartista centrale all’ala senza subire ripercussioni sul rendimento ed anzi, migliorandone così l’imprevedibilità. Il numero 10 dell’Hoffenheim spazia dunque su tutto il fronte d’attacco allargandosi in particolare sulla sinistra per poter andare al tiro oppure per cercare un compagno meglio piazzato, come testimonia l’ingente quantità di assist messi a referto nelle ultime stagioni tedesche. Se aggiungiamo a tutto questo anche un’ottima capacità di inserimento anche senza palla, otteniamo un mix di tecnica, velocità e altruismo appetibile per i maggiori club europei.

IL GRANDE SALTO – Proprio in virtù delle sue qualità in continua espansione e dell’esplosione definitiva con le maglie di Hoffenheim e Brasile, Roberto Firmino sembra finalmente giunto, a quasi 24 anni, al grande salto della sua carriera. Il Manchester United di Louis Van Gaal, infatti, dopo aver piazzato il colpo Depay, sembra vicinissimo all’acquisizione del talento brasiliano di Maceiò per una cifra che si aggira sui 18/19 milioni di euro, circa 13 milioni di sterline.

 

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