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playoff nba

La stagione Nba 2014/2015 ha appena chiuso i battenti con il titolo che è tornato al nord di San Francisco dopo 40 anni. Vittoria meritata quella Warriors per quanto fatto vedere ai playoff e in stagione. I playoff sono stati come al solito spettacolari e non sono mancate le sorprese tranne forse, proprio nella vittoria finale. A poche ora dalla premiazione di Curry e compagni, diamo un voto ad ogni franchigia impegnata nella post season.

EASTERN CONFERENCE

BROOKLYN NETS 6.5

Playoff raggiunti alla fine della regular season, con un ottimo finale di stagione, i Nets di Deron Williams hanno onorato l’impegno con gli Hawks al primo turno, creando qualche difficoltà ad Atlanta che ha dovuto aspettare gara 6 prima di passare in semifinale di Conference. Bene nelle prime due gare casalinghe i ragazzi di coach Hollins che molti addetti ai lavori pronosticavano fuori in 4 partite. Un D-Will formato Utah Jazz ha regalato ai tifosi newyorkesi qualche magia al Barclays Center per non andare in vacanza con un secco 4-0, dimostrando di essere ancora tra le migliori point guard della lega.

BOSTON CELTICS 6+

La squadra più giovane e forse col futuro più roseo della Nba. L’era dei Big Three è ormai un ricordo e la ricostruzione Celtics procede in maniera ottimale. Raggiunti i playoff per dare esperienza ad un gruppo giovane, a Boston non si sono preoccupati di “lottare” per una scelta più alta al draft, avendo già 6 prime scelte in due anni. Purtroppo sulla strada di coach Stevens si sono intromessi i Cavs di Lebron James, che ancora al completo con Irving e Love, hanno chiuso rapidamente la serie sul 4-0. Boston non ha comunque demeritato, mostrandosi un avversario di tutto rispetto per un primo turno ad est. I Celtics possono guardare al futuro con un occhio soddisfatto e con un po’ di esperienza in più.

MILWAUKEE BUCKS 7-

Playoff da 7 quelli dei Bucks, che si regalano un meno dopo gara 6 con i Bull, a causa della sconfitta di 54 punti (record negativo). Chicago che è stata messa seriamente in difficoltà dalla squadra del Wisconsin, capace di sbancare anche lo United Center. Giovani, veloci, di prospettiva, ma forse con la mancanza di quel po’ di talento per fare il salto di qualità. Vedremo con Jabari Parker l’anno prossimo cosa succederà.

WASHINGTON WIZARDS 7.5

Il primo turno sembra quasi una passeggiata. Raptors sconfitti 4-0 e Wizards che a quel punto facevano paura anche alle più forti della Eastern. Oltre ai soliti Wall e Beal, incredibile il contributo di Paul Pierce. The Truth dopo essersi gestito in stagione regolare, ha mostrato tutto il talento e l’esperienza a sua disposizione, sfoderando un tiro da 3 che ha fatto malissimo sia ai Raptors che agli Hawks nel secondo turno. Due partite vinte con un suo tiro allo scadere e lo psico-dramma di gara 6 con Atlanta: sul 3-2 Hawks, Pierce segna ancora allo scadere, il Verizon Center esplode, ma il replay rovina tutto. Tiro partito con un solo decimo di secondo in ritardo. Wizards fuori dai playoff e Pierce che addirittura pensa al ritiro. Ora pare abbia cambiato idea, per fortuna.

TORONTO RAPTORS 4

C’è davvero poco da dire sui Raptors. L’anno scorso la cessione di Gay, la stagione a sorpresa che li porta ai playoff, quest’anno il passo avanti fino al quarto posto con la crescita dei vari Lowry, DeRozan, Valanciunas. Ai playoff però una squadra allo sbando, impietosamente bloccata. Lo sweap con i Wizards ha frenato la crescita della franchigia che ora deve valutare bene le decisioni future.

CHICAGO BULLS 6.5

Quasi in pericolo contro i Bucks, dopo aver subito anche una sconfitta casalinga, I Bulls di un ritrovato Rose prima annientano Milwaukee in gara 6 con un incredibile 120-66, poi mettono in seria difficoltà i futuri campioni della Eastern Conferernce, quei Cavs già privi di Love. Avanti 2-1, i Bulls subiscono la rabbiosa rimonta di James e compagni, che si portano a casa la serie sul 4-2. Se Rose sta definitivamente bene e Butler continua l’incredibile processo di crescita, il futuro sorride ai Bulls.

CLEVELAND CAVS 9

Percorso nella Conference quasi netto: sweap ai Celtics, 4-2 ai Bulls in rimonta e altro sweap agli Hawks. Dopo un inizio di stagione complicato (record 19-20), finalmente Blatt aveva trovato la quadratura del cerchio e almeno ad est i Cavs hanno dominato. La sfida finale con i Warriors però, nonostante la sconfitta, vale più di tutte. Perso Irving per infortunio in gara 1, Lebron si è caricato i compagni, o almeno quei pochi che erano rimasti, sulle spalle, portandoli sul 2-1 con gara 4 in casa. La pesante sconfitta alla Quickeln Loans Arena ha riportato Cleveland sulla terra e non c’è stato niente da fare con Golden State. Resterà però il ricordo di un leggendario Lebron, uno stoico Dellavedova e di un Thompson finalmente a giustificare la sua quarta scelta al draft 2011.

ATLANTA HAWKS 7

Dopo le 60 vittorie stagionali e la finale di Conference persa 4-0, non possiamo dare di più ad una franchigia che è uscita malissimo da una stagione da record. Fino alla sfida con Cleveland buoni playoff ma non perfetti, con le due gare perse a Brroklyn e il rischio gara 7 con i Wizards, ma il pesantissimo 4-0 con i Cavs non si può dimenticare facilmente. Una lancia a loro favore va spezzata per la situazione infortuni: oltre l’assenza di Sefoloha, fuori per tutti i playoff, Atlanta ha dovuto giocare con Millsap, Carroll e Korver a mezzo servizio. Soprattutto il primo, che proprio non è riuscito ad aiutare sotto canestro e a difendere su Lebron James.

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WESTER CONFERENCE

NEW ORLEANS PELICANS 5.5

Capaci di guadagnarsi i playoff sconfiggendo gli Spurs nell’ultima di regular season, hanno fatto fuori i Thunder dalla corsa al titolo, ma ai playoff c’è stato il tempo solo di vedere quanto possa essere forte Anthony Davis. Se non ci fosse stato il Lebron delle Finals, sarebbe il miglior marcatore dei playoff, con i 31 di media nelle 4 perse con i Warriors. Per il resto, Pelicans rimandati, con un gruppo non all’altezza dei playoff e non all’altezza di quel grande giocatore con la maglia numero 23. Se vogliono trattenerlo, devo circondarlo di giocatori che possano aiutarlo alla scalata verso il titolo.

DALLAS MAVERICKS 5

Houston come avversaria non era per nulla semplice, ma il 4-1 ha condannato Dallas ad una brutta sconfitta. C’è stata l’attenuate Parsons, mai sceso in campo per infortunio, però non essere riusciti a limitare Harden è stato il vero problema, considerato che in attacco si è segnato comunque tanto. Logico visto il potenziale offensivo, ma il caos con Rondo, che in difesa poteva dare una grande mano, non ha aiutato i Mavericks, costretti a soccombere sotto i colpi del barba.

SAN ANTONIO SPURS 5.5

Dispiace dover dare un voto non suffciente agli Spurs, ma la franchigia campione in carica ha abbandonato troppo presto i playoff. Dopo l’harakiri casalingo con i Pelicans a fine regular season che li ha costretti al sesto posto (invece del secondo), la sfida con i Clippers è stata sicuramente la serie più bella ma a festeggiare sono stati gli altri, con una gara 7 spettacolare almeno quanto le altre 6 gare. Come al solito, sono venuti fuori i dubbi sugli Spurs, se fosse finito un ciclo o meno. Pare che anche l’anno prossimo si presenteranno con i big Three, ormai diventati Four, Duncan, Ginobili, Parker e Leonad per puntare ancora al titolo, forse stavolta davvero per l’ultima volta.

PORTLAND TRAIL BLAZERS 4.5

L’assurda regola del “chi vince la division non può scendere sotto il quarto posto” ha creato qualche disagio alla Western Conference, che ha visto i Blazers arrivare quarti nonostante un finale di stagione pessimo. Con il loro record sarebbero dovuti arrivare sesti, invece vanno a sfidare i Grizzlies posizionati quinti, ma almeno il fattore campo va al record migliore (cosa che rende ancora più assurda la regola). 4-1 Memphis che quasi sorprende più per la gara persa. Aldridge da ottime medie ma percentuali al tiro pessime, Lillard che ha subito un involuzione tecnica e mentale e l’assenza di Matthews per infortunio le cause principali del totale fallimento di Portland, che può comunque puntare su un gruppo giovane e con grandi qualità, anche se un po fragile sia fisicamente che psicologicamente.

MEMPHIS GRIZZLIES 7

Come detto, la serie con Portland è stata abbastanza semplice, nonostante l’infortunio di Conley che lo ha costretto a saltare le ultime due gare. Con i Warriors nel secondo turno però è stata tutta un’atra storia. Si parte ancora senza Conley e si sente, poi il play torna e Memphis vola sul 2-1, mettendo in seria crisi i futuri campioni Nba. Alla fine la spuntao i Warriors grazie all’incredibile talento a disposizione, ma Memphis esce dai playoff lasciando ai posteri una serie di prestazioni davvero eccellenti.

LOS ANGELES CLIPPERS 6.5

Il voto alla squadra di Coach Rivers è la media tra l’8 della serie con gli Spurs più le prime 5 gare con i Rockets e il 5 per le ultime due gare con Harden e soci. Incredibile quanto buttato via dai Clippers: eliminati gli Spurs dopo una serie tra le più spettacolari di sempre, stanno quasi per far fuori Houston, quando in gara 6 sul +18 a fine terzo quarto, la squadra va totalmente in tilt, perdendo addirittura male tra le mura amiche. Gara 7 a quel punto è in mano ai Rockets, che devono solo approfittare della fragilità mentale dei Clippers, mai cosi vicini ad una finale di Conference. Ma sarà per un’altra volta.

HOUSTON ROCKETS 7.5

Bisogna fare una premessa: al di là di Howard, che non è più quello di Orlando e al di là delle assenze di Beverley e Motiejunas, Houston è comunque Harden dipendente. Il barba quasi da solo ha portato i Rockets al secondo posto ad ovest e quasi da solo li ha portati fino alle finali di Conference. Bene nel 4-1 ai Mavericks, benissimo nella rimonta ai Clippers, dove quasi partivano sfavoriti, hanno dovuto cedere solo al cospetto dei Warriors, troppo forti per chiunque quest’anno in Nba. Con un Howard più in condizione e un roster completo, Harden può puntare magari a qualcosa di più.

GOLDEN STATE WARRIORS 10

Voto che è la naturale conseguenza di una stagione magnifica da 66 vittorie, di un Mvp straordinario come Curry e di una vittoria del titolo quasi mai messa in discussione. Grizzlies prima e Cavs poi hanno provato a spaventare i Warriors, soprattutto Cleveland, che oltre ad essere in vantaggio 2-1 poteva anche contare su un Lebron marziano. Tutti sforzi inutili perche Kerr ha creato un giocattolo indistruttibile, perfetto in difesa e mortifero in attacco. Proprio l’attacco si può dire che è andato quasi a sprazzi, ma quando si accendeva erano dolori per tutti. Chiedere ai Cavs in gara 6, dopo le 5 triple di fila nell’ultimo quarto, che hanno virtualmente chiuso la contesa. Paradossalmente pensiamo che i Warriors possano fare anche di più e questo spaventa non poco, ma intanto è bastato quanto fatto quest’anno per portarsi a casa il titolo, il secondo della franchigia della California.