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under20

Si stanno giocando al momento gli europei Under 21, a cui partecipa anche l’Italia, e si sono da poco conclusi i mondiali Under 20 con la vittoria della Serbia in finale contro il Brasile. Tornei del genere risultano essere spesso la miglior vetrina per i giovani fenomeni in giro per il globo, spesso ancora non titolari in pianta stabile in alcuni top club, ma punti cardine delle squadre Primavera e anche delle nazionali giovanili. Anche quest’anno infatti, durante i mondiali disputatisi in Nuova Zelanda, si è avuto modo di scoprire angoli di calcio molto spesso dimenticati, come ad esempio l’Uzbekistan (arrivato fino ai quarti) e le nazionali africane sempre imprevedibili e molto forti (Mali su tutte). Il titolo è andato alla Serbia che ha, come detto (per la prima volta), sconfitto il Brasile, mentre il Mali ha vinto la finale per il terzo posto.

IL “PALLONE D’ORO” – Nazionalità maliana, 19 anni, i suoi idoli sono Messi e Ronaldinho, ma il suo modello resta Idrissa Gueye: Adama Traoré è il miglior giocatore dei mondiali neozelandesi. Definito il “mago” dai suoi compagni di nazionale, il centrocampista attualmente di proprietà del LOSC Lille non sembra deludere le aspettative e non sente il peso dei soprannomi. L’anno di nascita 1995 gli ha permesso di partecipare “per un pelo” agli Under 20 e il risultato è stato dei migliori. Un terzo posto in classifica generale, che non è poco per una nazionale africana visti i pochi mezzi a disposizione per creare strutture di allenamento e non solo per i propri giovani, ed un premio personale che riempe il ragazzo d’orgoglio e di attenzioni. Attenzioni che arrivano dai numerosi osservatori seduti sulle tribune degli stadi neozelandesi, ma che lo seguono fin dal 24 settembre 2014, giorno in cui il centrocampIsta ha fatto il suo esordio in Ligue 1, disputando circa 12 minuti. Dopo una prima metà di stagione poco importante in prima squadra, scendendo spesso a dare una mano ai suoi compagni nella “squadra b”, Adama Traoré si è preso con decisione un posto importante nel suo Lille, giocando spesso titolare e divenendo la prima alternativa nel centrocampo a 3, dopo Mavuba e Balmont. Nella 14esima giornata, contro l’Evian, entra a partire dal 46′ minuto, ed al 61′ con un destro rasoterra mette a segno la decisiva rete della vittoria, 3 punti in tasca e tanta consapevolezza che cresce nel giocatore. Nell’intero campionato collezionerà infine ben 20 presenze (1.044 minuti), 2 gol e 1 assist, a cui si aggiungono altre 4 presenze nelle coppe nazionali. Nel Mali Under 20, una delle squadre più in forma del torneo, risulta essere il faro al centro del campo, fulcro degli schemi di gioco, un vero regista capace però di svolgere compiti offensivi. Può infatti ricoprire il ruolo di ala sinistra, ovviamente il fisico agile e muscoloso gli permette di essere esplosivo e di reggere un gioco rapido e dai ritmi elevati. La stagione 2015/16 molto probabilmente lo vedrà confermarsi come titolare nel centrocampo del Lille, che punterà ad una crescita esponenziale del proprio gioiellino, preso nel gennaio 2014 dal AS Bakaridjan (club maliano) addirittura a titolo gratuito.

IL CAPOCANNONIERE – Viktor Kovalenko, ragazzo ucraino classe ’96 di professione fa il centrocampista centrale nelle giovanili dello Shakhtar Donetsk, ma ha il vizio (per nulla negativo) di essere prolifico e decisivo nei match che gioca. Nel mondiale per lui è arrivata infatti la scarpa d’oro, per aver messo a segno la bellezza di 5 reti e 2 assist. La scarpa d’argento è andata all’ungherese Bence Mervó (5 gol, 0 assist) che però è un attaccante. Il biondo centrale di centrocampo sembra esser pronto a fare il grande passo verso il calcio che conta grazie a questa importante vetrina internazionale. Per lui infatti quest’anno è arrivata anche la chiamata nella prima squadra: due sono state le presenze, solo 25 i minuti giocati, ma Kovalenko stupisce ancora una volta. Si, perché in quei 25 minuti spezzati in due gare il gioiellino ucraino è riuscito a piazzare ben 2 assist, indice di qualità ma soprattutto concretezza, caratteristica che sembra la più rilevante del ragazzo. L’annata non può certo considerarsi anonima per lui, anzi, è stata quasi trionfale, non fosse stato per una sfortunata finale. Infatti gli Under 19 dello Shakhtar hanno partecipato alla UEFA Youth League (in poche parole la Champions League delle giovanili) e dopo un girone concluso al primo posto, gli ucraini hanno sconfitto Olympiakos, Benfica ed Anderlecht prima di giungere allo scontro finale con il Chelsea. Gli inglesi si sono rivelati troppo forti e il 3 a 2 finale consegna la coppa ai Blues, ma Kovalenko mette il sigillo anche nell’ultima gara dei suoi. In tutta la competizione ha registrato ben 16 presenze, 6 gol e 4 assist. Il titolo di capocannoniere ai mondiali non è quindi per nulla casuale, anzi, gli inserimenti del classe ’96 sono la vera “marcia in più” che il ragazzo possiede. Ora Mircea Lucescu lo aspetta a braccia aperte nello Shakhtar dei “grandi”, pronto a fargli assaporare anche la Champions, quella vera. Tra l’altro Fernando (centrocampista centrale titolare degli ucraini) sembra in partenza verso la Sampdoria: chissà se il “vuoto” lasciato dal brasiliano verrà occupato proprio da Kovalenko.

IL “PALLONE D’ARGENTO” – Sembra quasi una rassegna di mediani, ma anche il secondo miglior giocatore dei Mondiali (oltre a Traoré e Kovalenko) gioca al centro del campo, e con risultati straordinari. Danilo Barbosa da Silva è infatti il capitano della nazionale brasiliana Under 20, giunta fino alla finale persa contro la Serbia, nonché titolare di reparto nello Sporting Braga in Portogallo. Infatti il classe ’96 ha tanta personalità e soprattutto talento che gli hanno permesso di giocare una stagione ad altissimi livelli, non come giovane prospettiva, ma già da calciatore che quest’anno puntava ad affermarsi nel calcio europeo. Il mediano è arrivato nell’estate del 2014 al Braga per ben 4,5 milioni versati nelle casse del Vasco da Gama, quando il ragazzo ancora militava nella squadra “b” delle giovanili. I portoghesi ci avevano visto lungo, anzi forse lunghissimo vista l’entità del trasferimento, e sono stati ripagati già in questa stagione di ogni singolo centesimo speso. Il brasiliano ha infatti impiegato solo 4 partite per conquistare il “cuore” del tecnico Sérgio Conceição (celebre ala di Lazio, Parma ed Inter) che, nel quinto match di Liga Nos, lo ha schierato titolare facendogli concludere la stagione con ben 23 presenze, 2 gol e 2 assist, per un totale di 2.483 minuti giocati tra campionato e coppe nazionali. La stagione nel massimo campionato portoghese fa da trampolino di lancio per il mondiale neozelandese, dove il mediano si conferma punto fermo e giocatore più “pronto” della propria nazionale, con un carattere da “grande” che a soli 18 anni lo porterà lontano. Intanto lo ha portato fino alla finale del torneo, ma sul nativo della cittadina di Simões Filho hanno già messo gli occhi diversi top club europei (si parla inoltre di un flebile interessamento anche della Fiorentina). Danilo Barbosa sembra avere di fronte a sé un futuro più che roseo e la scelta di spostarsi nel Braga, capace di dargli moltissimo spazio in un campionato comunque di livello medio-alto, sta pagando. Il ragazzo infatti oltre ad affinare le proprie abilità tecniche sta lavorando molto sulla sua personalità di gioco e sul suo carattere, cosa che gli ha permesso di guidare da capitano la nazionale, cosa non facile per una “Seleçao” ricchissima di talenti.