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kranevitter

Molto probabilmente questa sarà l’estate del grande salto per Matias Kranevitter, volante del River Plate classe 1993, che dopo le ottime prestazioni con la maglia dei Millionarios è divenuto ambito da molti club europei. In pole c’è l’Atletico Madrid allenato da Diego Simeone, ma sul ragazzo ci sono anche gli occhi di squadre nostrane: Inter e Fiorentina sono molto interessate al prospetto, ma è difficile che riescano a concludere l’affare nel caso gli spagnoli decidano di affondare il colpo.

Il numero 5 del River, nato a San Miguel de Tucumàn, è già sceso in campo nel Superclasico e dal 2012 ha collezionato 69 gettoni di presenza in maglia biancorossa: personalità da vendere, meno bene il feeling con il gol (appena una la rete messa a segno, che disegna dunque un giocatore che preferisce rimanere in cabina di regia lasciandola raramente).

TACKLE PULITI Il fisico non è dalla sua parte: la struttura non è particolarmente muscolare e non è neanche altissimo (centosettantotto centimetri), ma ha dalla sua una grandissima grinta, che gli permette di recuperare il pallone con tackle puliti, riuscendo ad avere la meglio su avversari meglio piazzati fisicamente. Una delle sue caratteristiche chiave è infatti il tackle pulito, forse il fondamentale più complicato per un mediano: significa saper leggere bene l’azione per arrivare sul pallone con la giusta postura del corpo, in modo da entrarne in possesso prima dell’avversario. Sono diciotto infatti i cartellini gialli che gli sono stati sventolati davanti, uno ogni 255′, con nessun rosso all’attivo.

PRECISIONE NEI PASSAGGI Molti lo paragonano al Jefecito Mascherano, ma è una somiglianza più di ruolo (e di club, visto che anche il leaser dell’Argentina ha iniziato nel River) che di reali caratteristiche: rispetto al 14 catalano Kranevitter ha meno grinta e più tecnica. L’intelligenza tattica è una delle sue caratteristiche migliori, risultando molto bravo in fase di impostazione quando deve farsi trovare smarcato dai compagni. E’ un giocatore che non si nasconde e che vuole il pallone fra i piedi per dettare i tempi di gioco, molto più abile nel corto che nel lungo. Per caratteristiche ricorda molto di più, sempre per restare in camiseta azulgrana, Sergio Busquets.

All’occorrenza anche difensore centrale, il ragazzo non ha vissuto un’infanzia semplicissima: padre tassista e madre casalinga, da bambino ha lavorato come caddie in un campo da golf vicino casa per portare qualche soldo a casa. Adesso il calcio europeo lo vuole e lui è pronto per il grande salto.

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