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carlos bacca siviglia milan

Lo abbiamo conosciuto soprattutto in quest’ultima fantastica stagione, coronata con la doppietta in finale di Europa League, e per il fatto che fino ad una manciata di anni fa vendeva il pesce con il padre in Colombia. Ora però Carlos Bacca, soprannominato El Peluca (Il Parrucca), è praticamente un giocatore del Milan e merita una presentazione tecnico-tattica così come fatto per Mandzukic. I rossoneri hanno deciso di puntare su di lui dopo aver fallito l’acquisto di un altro colombiano, ovvero Jackson Martinéz, che andrà invece a costituire una formidabile coppia d’attacco all’Atletico Madrid insieme a Luciano Vietto (qui). Ma i tifosi milanisti devono esser delusi o contenti di poter vedere, insieme all’altro neo-acquisto Bertolacci, l’ormai ex-numero 9 del Siviglia solcare il prato di San Siro? Circa 30 milioni andranno nelle casse degli spagnoli per potersi assicurare la punta centrale che faccia ripartire questo Milan, da ben 2 anni senza Europa.

“RE MIDA”- Sono sconosciute le motivazioni che portano il giocatore colombiano ad esser chiamato “El Peluca”, ma un accostamento che forse gli dona meglio è quello di “Re Mida”. Ricordate la leggenda dell’uomo che trasformava tutto ciò che toccava in oro? Bhe Carlos Bacca “segue” quella scia ed è bravissimo specialmente in una cosa: fare gol. Ma non solo gol normali, come un calcio di rigore o bellissimi come un dribbling di 40 metri prima di scaraventare la sfera sotto l’incrocio dei pali: l’abilità distintiva di questo “ex-pescatore” è sicuramente quella di segnare gol apparentemente “brutti”. Gol che scaturiscono da situazioni di gioco spesso convulse, poco spettacolari, ma nel 90% dei casi importantissime, perché ciò che conta dopo 90′ minuti di gara è aver segnato un gol in più degli avversari, nient’altro. Ed è quindi così che prima in madrepatria, poi in Belgio (al Bruges) e poi al Siviglia Bacca ha conquistato sempre più importanza e qualità, spingendo in rete qualsiasi genere di pallone gli capitasse tra i piedi.

Ne è un chiaro esempio questo gol contro il Granada (finito poi 5-1 per il Siviglia) per 20 minuti bloccato sullo 0-0 e con i padroni di casa ovviamente favoriti e in cerca di un modo per sbloccare la gara. Come si può notare il numero 9 insiste e resiste fino alla fine per poter trovarsi in condizione di spingere il pallone in rete (a cui si aggiunge forse un fallo sospetto sul portiere), ma l’azione è confusa e “sporca”, quasi da campetto di periferia, in questo caso però il gol iniziale di Bacca vale 3 punti nella corsa alla Champions League. La caparbietà, ovvero l’ostinazione, è forse la qualità che salta più all’occhio guardando le imprese e i numeri della nuova punta che sarà a disposizione di Mihajlovic.

Significativo è anche il sigillo messo a segno a Madrid, in casa del Rayo Vallecano, dove la punta colombiana ha sfruttato due importantissimi doti fondamentali per fare di un attaccante una punta temibile: la velocità e la furbizia. Nell’azione in questione infatti studia benissimo la situazione di gioco che gli capita, sfruttando al massimo l’errore difensivo e l’uscita “a valanga” del portiere avversario. Con velocità di pensiero ed un pizzico di coraggio, il suo metro e 81 d’altezza gli è utile per rubare letteralmente il pallone dalle mani dell’estremo difensore e depositarlo in rete. A fare le spese di queste capacità del colombiano è stata anche la Fiorentina, che nella semifinale di ritorno ha subito un gol da calcio di punizione, da cui si è poi generata una mischia in area e non a caso proprio il numero 9 è stato intelligente nello stoppare palla e nel superare Neto proprio in mezzo alla confusione e alle numerose maglie viola disposte in malo modo.

UOMO ASSIST- Non sono però soltanto i numerosi gol a fare di Bacca un attaccante imprevedibile e pericoloso, ma anche la sua duttilità nel calarsi perfettamente nei panni di boa e uomo assist. Lo confermano i ben 10 palloni utili consegnati ai compagni nel corso della stagione 2014/15, non frutto certo di fortuna da parte del giocatore, che è spesso intelligente nel non puntare forzatamente la porta, ma di aspettare l’inserimento di un’ala o un centrocampista, spesso costruendo velocissimi 1-2 letali.

https://www.youtube.com/watch?v=1licKL-4TpE

Nel match contro il Deportivo La Coruna si notano le seppur “semplici” e non spettacolari abilità tecniche dell’attaccante. I suoi piedi infatti non sono quelli di un Neymar o di un Menez (parlando dei compagni che avrà al Milan), ma la rapidità di gambe nel spostare la sfera da un piede all’altro c’è eccome. Oltre a ciò è fondamentale per concludere le sue giocate la capacità nello spostare il peso e la posizione del suo corpo, donando maggior protezione alla palla, che, come vediamo nel video, serve anche per costruire importanti ed efficaci assist. I dribbling effettuati dal giocatore risultano infatti spesso secchi e semplici, ovvero nel modo più efficace al fine di superare l’avversario, anche combinando un uso delle spalle per distanziare il difensore avversario. In compagnia del sopracitato Jeremy Menez, con cui probabilmente costituirà la coppia d’attacco del Milan, i due giocatori potranno ben alternarsi nei compiti offensivi, potendo dialogare spesso viste alcune caratteristiche affini. Certo è ovvio che il colombiano ricoprirà una posizione ben più avanzata del francese, non venendo quindi snaturato dal suo ruolo di prima punta, affidando al numero 7 rossonero il compito di prender palla anche a centrocampo. Le capacità collettive però non si limitano solo alla bravura nel servire assist, infatti, nonostante ricopra il ruolo più avanzato, “El Peluca” sa svolgere in maniera egregia compiti difensivi. Ovviamente la sua insistenza nel modo di giocare gli permette di risultare asfissiante e scomodo per gli avversari nel momento in cui l’allenatore dispone un pressing offensivo sui centrali portatori di palla, ma anche in fase di recupero il colombiano è capace di “galoppare” fino alla metà campo difensiva per infastidire e sradicare a sorpresa il pallone ad un centrocampista avversario e far ripartire in contropiede i suoi.

NUMERI DA “TANQUE”La stagione appena conclusa, seppur con una Copa America in cui gli sono stati spesso preferiti altri attaccanti come Falcao (solo 86′ in 2 match), è stata letteralmente trionfale per Carlos Bacca. Innanzitutto il titolo dell’Europa League è stato suo per la seconda volta, ma in quest’anno da protagonista quasi assoluto in assenza di Negredo (prima al City poi al Valencia) e con una fondamentale doppietta in finale contro il Dnipro. Le presenze stagionali però sono state ben 56 tra campionato e coppe, con l’importante cifra di 28 reti e ben 10 assist, totalizzati in 3558 minuti di gioco. Ma è da sottolineare come la crescita della punta sia stata costante, visto che nella stagione 13/14, sempre al Siviglia, i gol erano stati 21 e gli assist addirittura 12 in 52 presenze. Una cosa è certa, Bacca ha segnato, e soprattutto tanto, ovunque abbia giocato: nell’Atletico Junior sono 51 gol, 24 assist in 97 presenza e nel Bruges 51 presenze condite da 31 gol e 15 assistenze. Non resta quindi che scoprire quanti gol metterà a segno tra le file del Milan, ma le statistiche sembrano prevedere un roseo futuro.

Numeri di Carlos Bacca (fonte: transfermarkt.it)
Numeri di Carlos Bacca (fonte: transfermarkt.it) [clicca per ingrandire]

NEL NUOVO MILAN- Mihajlovic è sbarcato a Milanello ed ora il nuovo Milan comincia a prendere forma. I due acquisti ad oggi ufficiali sono Rodrigo Ely, difensore centrale e Bertolacci, centrocampista ex Rome e Genoa. Il prossimo acquisto Bacca si inserirà perfettamente negli schemi di gioco del tecnico serbo, che predilige utilizzare il 4-2-3-1 o il 4-3-3 come fatto nella sua Sampdoria la stagione scorsa. La punta colombiana non si troverebbe poi così spaesata innanzitutto per due semplici ragioni: la prima è che ovviamente, essendo attaccante, tra l’altro poco duttile, può semplicemente ricoprire il ruolo di ultimo riferimento offensivo; inoltre nel Siviglia di Emery la disposizione tattica era più o meno la stessa: ovvero il 4-3-3.

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