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Finisce così, dopo 318 partite, dopo 26.313 minuti trascorsi insieme, l’amore tra Cristian Daniel Ledesma e la sua Lazio, quella da 9 anni nel cuore del centrocampista. Tanto cuore, tanta sostanza, carattere, leadership ed umiltà: l’argentino lascia un vuoto difficilmente colmabile tra i capitolini, che vedono andar via il capitano silenzioso ed instancabile che li accompagnava da anni in ogni stagione.

PER VOLONTÀ DI DELIO- Il legame tra Cristian e la Lazio nasce il 1 luglio 2006, quando l’allora allenatore biancoceleste Delio Rossi chiese al presidente di portare a Roma quel centrocampista che stava incantando il Salento a suon di grandi prestazioni con la maglia giallorossa del Lecce. Il destino vuole che proprio i colori che lo avevano portato in Serie A (stavolta della Roma però) sarebbero diventati suoi acerrimi nemici nei successivi 9 anni, sempre affrontati con grande sportività e rispetto, e che nel suo primo derby della capitale furono asfaltati proprio dal numero 24 laziale. Era il 10 dicembre 2006, 15esima giornata di campionato e di fronte a 73000 spettatori Ledesma e i suoi compagni si preparavano ad affrontare i “cugini”. Il primo tempo fu come sempre agonistico, fisico e teso, con le curve infuocate e i telespettatori incollati allo schermo, trepidanti per la mossa di una delle due squadre. Ed è proprio al minuto 44′ che Patagonia Express, così chiamato dal commentatore Guido De Angelis per le sue origini, decise di farsi amare dal suo popolo e di decidere anche quello storico derby. Riceve palla dalla fascia destra, si trova distante dall’area di rigore ma in una frazione di secondo la testa ragiona e sa che può farcela: carica inaspettatamente il sinistro, non il suo piede, e tutti i laziali si fermano, si bloccano. Tutti uniti a guardare la traiettoria di quel pallone così insolita, che come sospinto da qualcosa si avvia dolcemente ed inesorabilmente verso l’incrocio dei pali. La curva nord esplode, Doni è battuto e quel derby finirà 3-0: Ledesma entra prima nel cuore e poi nella storia della Lazio.

A UN PASSO DAL BARATRO E LA RINASCITA- Il mediano conquista anche la Champions nella sua prima stagione biancoceleste per poi arrivare, nel 2009, a vincere anche la Coppa Italia, sempre con Delio Rossi battendo ai rigori la Sampdoria. Lotito però è un presidente intransigente e dai modi spesso troppo bruschi e Ledesma, che guadagnava 500mila era dubbioso sul contratto offertogli per prolungare la sua permanenza a Roma. L’amore per la Lazio però resta e il giocatore nonostante venga messo fuori rosa si appella al tribunale pur di poter tornare a giocare. Salta malauguratamente la Supercoppa Italiana vinta con l’Inter di Mourinho e non viene inserito nella lista dell’Europa League. Solo il 26 gennaio 2010 gli viene data ragione e con Edy Reja, subentrato a Ballardini, il giocatore torna ad esser un punto fisso della sua squadra, autrice di un’annata fino a quel punto disastrosa e che grazie anche al numero 24 resta in Serie A. L’argentino non solo si riprende la sua Lazio ma complice un ottimo avvio della stagione successiva il 17 novembre 2010 arriva la prima ed unica convocazione nella nazionale italiana, vista la doppia cittadinanza, nel periodo forse migliore della sua carriera, in un Italia-Romania finito 1 a 1.

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IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE- Il centrocampo dei biancocelesti continua quindi a restare saldamentre nelle mani (e nei piedi) di Patagonia Express che mantiene alte le sue prestazioni in una Lazio fatta di alti e bassi, ma il 26 maggio 2013 arriva un’altra vittoria che capitan Ledesma vive in prima linea. Il derby dei derby, ovvero la prima finale di una competizione tra Roma e Lazio, vinta con lo storico gol di Lulic al minuto ’71 dagli uomini dell’allora tecnico Vladimir Petkovic. Cristian è li, con le lacrime agli occhi dopo 90′ minuti a festeggiare e ad abbracciare la sua famiglia, composta da moglie, figli e circa un milione di tifosi biancocelesti. Il rinnovamento però sta per avvenire e il 20 luglio 2013 sbarca a Roma un altro argentino, un altro regista: Lucas Biglia. La convivenza dei due viene vista con speranza ed eccitamento dai tifosi ma fin dalla Supercoppa contro la Juventus (persa 4 a 0) si capisce che il posto di regista è solo per uno dei due. Nella stagione 2013/14 i due si “dividono” il centrocampo e i risultati non sono dei migliori, con una squadra che fatica a trovare un’idea chiara di gioco e che viene traghettata ancora una volta da Edy Reja fino a fine anno. È nell’annata appena conclusa che Ledesma vive ciò che non avrebbe mai voluto, ovvero il consegnare il testimone di leader del centrocampo al nuovo fenomeno giunto dall’Anderlecht ed è così che il numero 24 colleziona solo 16 presenze ed 1 rete. Ma nell’ultima giornata di campionato, con la storica vittoria a Napoli per 4 a 2, con la conseguente conquista della Champions League, Cristian entra in campo in un momento complicatissimo del match e forse sa che quella sarà la sua ultima partita con i colori della Lazio. Proprio per questo al minuto 85′ lancia un pallone in profondità, un pallone che verrà poi depositato in rete da Eddy Onazi: questo l’ultimo regalo del mediano argentino ai suoi tifosi, al suo popolo, alla sua Lazio.

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Ledesma e Biglia in azione contro il Milan
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