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All’ Eden Stadion è andata in scena stasera Svezia-Portogallo, finale degli Europei Under 21 2015. Finale a sorpresa, ma meritata per le due nazionali, dopo aver disputato un grande girone: le due rappresentative provenivano dallo stesso raggruppamento, il girone B, nel quale figurava anche l’Italia. Proprio il Portogallo e la Svezia pareggiando, con il presunto “biscotto”, hanno eliminato gli azzurrini di Di Biagio dalla competizione europea, passando a braccetto alle fasi finali. Una sorta di vendetta, visto che nelle finali europee rispettivamente disputate dalla Svezia nel 1992 e dal Portogallo nel 1994, entrambe le compagini furono sconfitte dall’ Italia di Cesare Maldini. Questa sera in finale l’Italia non c’era ed entrambe le nazionali erano alla ricerca del primo titolo Europeo. La ventesima edizione dell’ Europeo Under 21 se l’aggiudica la Svezia, che batte il Portogallo ai calci di rigore dopo una partita infinita. Decisivo il portiere svedese Carlgren che neutralizza due penalty, quello decisivo all’idolo dei lusitani Carvalho. La Svezia vince il suo primo Europeo Under 21.

LA CHIAVE TATTICA – Si affrontano due squadre  dalla tipologia di gioco abbastanza diversa: il Portogallo, più completo e continuo nel rendimento, fa gran possesso palla, ha buon collettivo e delle ottime individualità; la Svezia ha come punti di forza la fisicità, la decisione, la concretezza, e quel pizzico di cattiveria che non guasta mai. Gli scandinavi, però, hanno nel proprio undici meno individualità e lo si può notare sin dalle prime battute del match: il Portogallo inizia a girare palla e a fare possesso, con scambi veloci e azioni abilmente manovrate, per poi lasciar spazio agli spunti personali dei gioiellini lusitani, arrivati alla trequarti campo. Il calcio di punizione di Sergio Oliveira al 7’ è una perla di rara bellezza che poteva avere miglior fortuna. La Svezia non demorde e si difende come può, non esagerando nell’eccessiva pressione sui portatori di palla avversari e  cercando di ripartire in contropiede. Tanta mole di gioco, tanta corsa, ma mancano conclusioni vere e proprie. Troppo isolati gli attaccanti svedesi, su tutti Guidetti che si muove tanto, ma che non riesce a ricevere palla pulita dai centrocampisti. Tanti i lanci lunghi dei difensori scandinavi. Il Portogallo invece gioca maggiormente palla, con Bernardo Silva che si abbassa spesso tra le linee a prendere il pallone per giocarlo sugli esterni e creare le veloci ripartenze lusitane. Il primo tempo termina a reti inviolate, con la Svezia che esce indenne dagli attacchi portoghesi. Il secondo tempo inizia con diverse azioni offensive e veloci capovolgimenti di fronte, sin dai primi minuti. E’ sempre il Portogallo, però, ad avere il pallino del gioco. E’ la Svezia ad avere la migliore occasione al 52′, con una bella azione sciupata da Guidetti, che spara di poco alto. Per il Portogallo esce, a sorpresa, capitan Oliveira ed entra il più offensivo Tozè. Rui Jorge manda in campo anche Medeiros. Tatticamente il Portogallo cambia molto, ma il risultato non si smuove dallo 0-0 , nonostante i ripetuti tentativi proprio dei nuovi entrati. La Svezia si chiude e difende bene. E addirittura, col passare dei minuti, prende in mano il match. Sul finale di partita ancora Guidetti crea, da solo, una grande occasione per portare i suoi in vantaggio, ma Josè Sà si fa trovare pronto e salva tutto rispondendo a mano aperta. Decisivo il portiere portoghese negli ultimi minuti del match. Si va ai supplementari. La Svezia inizia con l’intensità del finale di secondo tempo, il Portogallo risponde con i suoi attaccanti brevilinei, ma non c’è niente da fare: si va ai calci di rigore. Carlgren para su Esgaio, Jose Sà ipnotizza Khalili, ma è decisivo il rigore sbagliato da Carvalho: la Svezia vince l’Europeo Under 21 2015. 

I PROTAGONISTI  –La palma del migliore in campo va, di diritto, al portiere svedese Carlgren, che para due rigori e regala il trofeo ai suoi. Molto bene Augstinsson, che difende ottimamente sulla corsia sinistra, stoppando spesso le galoppate di Esgaio. Milosevic è il leader in una difesa attenta e fisica. Dal secondo tempo molto meglio Khalili e Hiljemark, mentre Thelin e Guidetti si impegnano tanto, ma le palle giocabili sono poche. Sono proprio i due attaccanti a creare le azioni più pericolose degli scandinavi. L’attaccante in forza al City viene bloccato da Sà anche all’86’, grido del gol strozzato in gola. Guidetti guida i suoi fino alla fine, dopo un primo tempo un po’ sottotono. Freddissimo dal dischetto. Il migliore in campo del Portogallo è sicuramente Bernardo Silva: si propone in continuazione tra le linee, prende palla e la tratta con la sua grande tecnica, innescando spesso gli esterni e gli inserimenti offensivi dei centrocampisti. Il Messi di Portogallo si danna l’anima alla ricerca del vantaggio, anche se spesso è poco supportato e appoggiato dagli attaccanti. Cala alla distanza. Jose Sà è decisivo nel secondo tempo e para un calcio di rigore, ma perde la sfida a distanza con Carlgren. Ottime le geometrie del capitano Sergio Oliveira, che tocca un’infinità di palloni fin quando è rimasto in campo e colpisce anche una traversa da calcio piazzato nel primo tempo. Sul fronte d’attacco mancino Cavaleiro corre tanto e ci prova, ma con scarsa fortuna. Molto bene anche gli esterni di difesa Guerreiro ed Esgaio, attenti in fase difensiva, pronti a ripartire dopo aver rubato palla. Si propongono in continuazione, a turno, sulle corsie esterne, spesso innescati da Bernardo Silva. Decisivo, però, anche l’errore di Esgaio dal dischetto. Bene anche Tozè e Medeiros, entrati nel secondo tempo. Male Carvalho, che sbaglia anche il rigore decisivo.

LA GIOCATA –  Secondo tempo. Palla tesa dalla trequarti verso l’area di rigore, inserimento di Thelin che taglia alle spalle dei difensori portoghesi. L’attaccante svedese si alza e in torsione, di testa, fa sponda all’indietro, verso il centro dell’area di rigore per il compagno di reparto Guidetti. Il biondo attaccante in una frazione di secondo si coordina e fa partire un gran destro al volo: palla che si alza e sfiora di poco la traversa. L’azione avrebbe meritato miglior fortuna. Considerata l’impostazione di partita della Svezia, attentissima in fase difensiva, fare gol in quella circostanza avrebbe di fatto messo una seria ipoteca sul match. La più importante occasione di una Svezia che ha saputo soffrire in fase difensiva e che poteva cambiare le sorti dell’incontro già da subito ed evitando la lotteria dei rigori, se solo quella sfera fosse finita qualche centimetro più in basso. Di certo avrebbe chiuso una partita che è sembrata, a tratti, infinita.

IL MOMENTO – Ultimo penalty, si avvia alla fine la lotteria dei rigori. Dal dischetto William Carvalho sembra teso, Carlgren ha gia neutralizzato un calcio di rigore. L’arbitro fischia, il centrocampista lusitano calcia male e debolmente e Carlgren si fionda sulla palla, stoppando la stessa e i sogni di gloria del Portogallo. Il portierino Svedese regala il primo Europeo Under 21 alla sua nazione. Carvalho lo incontrerà nei suoi incubi peggiori.

 

TABELLINO E PAGELLE:

SVEZIA-PORTOGALLO 4-3 d.c.r (0-0 d.t.s.)

SVEZIA (4-4-2): Carlgren 8; Lindelof 6.5, Milosevic 7, Helander 6 (dal 46′ Baffo 6), Augustinsson 7; Tibbling 6(dal 66′ Quaison 6), Hiljemark 6.5, Lewicki 6, Khalili 6.5; Thelin 6, Guidetti 7. A disposizione: Hrgota, Rinne, Zeneli, Ishak, Olsson, Holmen, Larsson, Linde. Allenatore: Ericson.

PORTOGALLO (4-3-1-2): Sà 7; Esgaio 6, P. Oliveira 6, Ilori 6, Guerreiro 6.5; Joao Mario 6.5, W. Carvalho 5.5, S. Oliveira 6 (dal 53′ Zé 6.5); B. Silva 6.5, Ricardo 5.5 (dal 70′ Paciencia 5.5), Cavaleiro 6 (dal 64′ Medeiros 6.5). A disposizione: R. Silva, Fernandes, Cancelo, Figueiredo, Venancio, Neves, Mané, Horta. Varela. Allenatore: Rui Jorge.

Arbitro: Marciniak (POL).

Ammoniti: Baffo.

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