SHARE

arg

Sarà Argentina-Cile (sabato alle 22 italiane) la finalissima della Coppa America 2015. Nella seconda semifinale del torneo, infatti, l’Albiceleste travolge 6-1 il Paraguay mostrando ancora una volta l’enorme potenziale tecnico di cui dispone Gerardo Martino. Sfida un minimo in discussione solo sul finire del primo tempo, quando una serie di evitabili distrazioni della difesa argentina rimettono per qualche minuto in gioco la squadra di Diaz, indomita ma troppo distante tecnicamente dai mostruosi talenti biancocelesti.

CHIAVE TATTICA- Come nella sfida della fase a gironi, l’Argentina parte a razzo trovando immediatamente il vantaggio con Rojo, abile a risolvere rapidamente una mischia generata da una palla inattiva calciata da Messi. L’Albiceleste, veloce palla al piede e rapida nelle ripartenze, pare incontenibile e proprio da un rapido capovolgimento di fronte trova il raddoppio: Messi filtra per Pastore che delizia la platea con un gol di pura classe.  La gara sembra la fotocopia di quella disputata fra le due squadre appena 17 giorni prima e a confermarlo è il calo mentale dei biancocelesti una volta in doppio vantaggio. Messi e compagni si specchiano troppo in sé stessi e l’indomito Paraguay nonostante gli infortuni riprende coraggio, mettendo nuovamente in mostra idee chiarissime unite ad una grinta invidiabile. Allo scadere della prima frazione, sull’ennesimo disimpegno superficiale degli argentini, Barrios riapre la gara e manda in panico gli uomini del Tata Martino, salvati dal duplice fischio del signor Ricci prima di una seconda capitolazione piuttosto nell’aria. Ad inizio ripresa, però, l’Argentina viene fuori in tutta la sua classe e, favorita da un Paraguay forse troppo frenetico nel gettarsi in avanti, piazza immediatamente due accelerazioni letali, finalizzate alla perfezione da Di Maria. Di lì in poi i fuoriclasse del Tata Martino danno spettacolo, mandando in gol Aguero e il suo sostituto Higuain. Finisce 6-1, risultato troppo pesante per un Paraguay generoso ma incapace di competere con i fenomeni argentini.

PROTAGONISTI- Pur non segnando Messi è un incanto e ogni volta che tocca palla accende la luce: assist, giocate inumane, accelerazioni da brividi. Nel suo repertorio c’è tutto tranne il gol, ma solo per puro caso. I migliori della serata, però, sono Di Maria e Pastore, assolutamente di un altro pianeta.

IL MOMENTO- Inizio ripresa: il Paraguay è sotto e, dopo un buon finale di prima frazione, crede di poter riacciuffare il pari. A stroncarlo è la vorace determinazione argentina che con un uno-due griffato Di Maria chiude i conti.

LA GIOCATA- Controllo in corsa di esterno destro e puntata di prima angolatissima alle spalle del portiere avversario. Nella sua semplicità il gol di Pastore è un piacere per gli occhi. L’azione di Messi con anticipo e doppio dribbling (tunnel compreso) che propizia il 4-1, però, non può che mandare in estasi tutti gli amanti del futbol.

Tabellino&Pagelle

Argentina-Paraguay 6-1 14′ Rojo, 26′ Pastore, 43′ Barrios, 46′, 52′ Di Maria, 80′ Aguero, 83′ Higuain

Argentina (4-3-3): Romero 5,5; Zabaleta 6, Otamendi 5,5, Demichelis 6, Rojo 7; Biglia 7, Mascherano 6,5 (77′ Gago sv), Pastore 8 (73′ Banega); Di Maria 8, Aguero 7 (81′ Higuain 6,5), Messi 7,5. All.: Gerardo Martino.

Paraguay (4-4-2): Villar 6; B. Valdez 5,5, da Silva 5,5, Aguilar 5,5, Piris 5,5; D. González 6 (26′ Bobadilla 6), V. Cáceres 5,5, Ortiz 5,5, Benítez 6; Haedo Valdez 5,5 (55′ Romero 5,5); Santa Cruz 6 (30′ Barrios 6,5). All. Ramon Diaz.

Ammoniti: Rojo, Biglia, Caceres, da Silva, Ortiz