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LOS ANGELES, CA - JANUARY 5: DeAndre Jordan #6 of the Los Angeles Clippers stands on the court during a game against the Atlanta Hawks on January 5, 2015 at STAPLES Center in Los Angeles, California. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and/or using this Photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2015 NBAE (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

LOS ANGELES, CA - JANUARY 5: DeAndre Jordan #6 of the Los Angeles Clippers stands on the court during a game against the Atlanta Hawks on January 5, 2015 at STAPLES Center in Los Angeles, California. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and/or using this Photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2015 NBAE (Photo by Andrew D. Bernstein/NBAE via Getty Images)

Colpo di scena nella notte Nba. DeAndre Jordan, che da giorni aveva accettao il quadriennale offerto dai Mavericks, cambia idea e firmerà per cinque anni con i Clippers. Nessun cambio di casacca quindi per il centrone mancino, che ha costruito la sua fortuna a L. A.. Al di là del cambio di idea che non farà affatto felice Nowitzky e compagni, DeAndre ha fatto la scelta migliore per due motivi molto semplici. 1) Solo per una questione economica, accettare il contratto di Dallas non aveva alcun senso. Quattro anni a 80 milioni di dollari sono tanti, ma perche accettare questi e non i 110 in 5 anni della tua “ex” squadra? A parità di numero di stagioni, sono 10 milioni in più, e poi non siamo sicuri che se fosse rimasto a Dallas, tra 4 anni avrebbe rinnovato ancora a quelle cifre. 2) DeAndre doveva saperlo già, doveva averlo intuito negli anni, dopo i primi in cui giocava poco, segnava ancora meno e solo negli ultimi due anni è salito in cattedra: ogni dollaro che ha guadagnato e guadagnerà lo dovrà al sistema in cui si è ritrovato. Scelto al numero 35 proprio dai Clippers, in un altra situazione (come poteva essere Dallas), sarebbe stato un rim protector e poco più. Ai Clippers si è trovato (e forse grazie a lui e Griffin è nata) in quella definizione di Lob City che mette in luce tutte le sue doti atletiche. Scegliere di andar via e rischiare di tornare un giocatore medio in un contesto assolutamente non adatto a lui, sarebbe stato folle e controproducente. Insomma, se DeAndre chiamasse suoi due figli Chris e Paul, non ci sarebbe da meravigliarsi…

ALTRI MOVIMENTI – Gli Spurs dopo aver perso la corsa a Mo Williams, finito ai Cavs, chiudono per Ray McCallum, prelevato dai Kings in cambio di una seconda scelta futura. Luis Scola, ex Indiana oltre che Rockets e Suns, si accorda con i Toronto Raptors per un annuale da 3 milioni di euro. Bel colpo per i canadesi. Jeremy Lin lascia i Lakers, dove non è riuscito a portare in alto Los Angeles con la sua Linsanity e si accorda con gli Hornets di M. J.. Per il ragazzo uscito da Harvard un biennale da 4 milioni, che dimostra come il suo valore si sia sensibilmente ridimensionato. Justin Holiday, fresco campione con gli Warriors (ma quasi mai sceso in campo) si accorda con gli Hawks. Non sono ancora noti i termini del contratto che il fratello di Jrue firmerà ad Atlanta. Due colpi a basso costo per i Suns: il primo è Ronnie Price, già in maglia Suns 3 stagioni fa. L’ex Lakers firma un annuale al minimo salariale. Il secondo colpo invece arriva direttamente dall’Europa: Sonny Weems, che in Nba ha vestito la maglia dei Toronto Raptors, lascia il Cska per firmare un biennale da 5.8 milioni. In casa Detroit, l’ex campione Nba con gli Heat Joel Anthony, rinnova per due anni a 5 milioni. Gli stessi Heat stanno parlando con Amar’e Stoudemire, svincolato dopo gli anni a Ny e Dallas. Stat passerebbe dai 20 milioni che guadagnava fino ad un anno fa, ad una sempice mid level. Con il dietrofront di DeAndre comunque, Amar’e potrebbe tornare ai Mavs.