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Novak Djokovic si vendica della sconfitta di Parigi e conquista il terzo titolo di Wimbledon superando Roger Federer con il punteggio di 7-6(1) 6-7(10) 6-4 6-3. I sogni dello svizzero si infrangono contro la granitica solidità del serbo che ha dimostrato la sua superiorità contro un Roger non così ispirato come due giorni fa contro Murray. 

LA PARTITA L’inizio del primo set vede il giocatore alla battuta dominare i primi turni di servizio fino al 3-2 quando un black out del serbo regalava il break a zero a Federer. Lo svizzero però non riesce a confermare il break e consegna immediatamente il controbreak al suo avversario. La partita torna sui binari più consoni e il tiebreak è la naturale conclusione di un set molto lottato. Da segnalare però i due set point annullati da Nole, con due prime vincenti, sul 5-6. AL tiebreak Djokovic riesce a fare la differenza, soprattutto in risposta, e si aggiudica la prima frazione per sette punti a uno. Emblematico il doppio fallo di Federer sul set point, a conferma di quanto la risposta del serbo intimorisse il campione svizzero.

Il secondo set si rivelerà il più appassionante della finale: entrambi i giocatori si dimostrano ancora una volta solidissimi al servizio ed ancora una volta sarà il tiebreak a decretare il vincitore della frazione. Il serbo si issa sul 6-3 con tre set point ma Federer annulla con classe tutti i set point e si gira sul sei pari. Alla fine, dopo aver annullato ben 7 set point, Roger si aggiudica il secondo set per 12 punti a 10 con una volee vincente. Nel terzo set lo svizzero è costretto ad annullare subito due palle break nel primo gioco e successivamente è lui a procurarsene una sul servizio di Nole. Anche qui però il serbo rimedia tutto grazie ad un ottima prima di servizio. Il terzo gioco invece si rivelerà fatale per Roger, che prima si issa sul 40-15, ma dopo con distrazione finisce per concedere quattro punti consecutivi, e quindi il break, a Djokovic.  Dopo un turno di servizi a testa, sul 3-2 e servizio Nole, la partita viene sospesa per pioggia. Gli organizzatori, trattandosi solo di una nuvola passeggera, decidono di non chiudere il tetto ed aspettare il passaggio dell’acquazzone. Passano appena 25 minuti ed il gioco riprende. Niente da fare però per Roger Federer: Nole forte del break già conquistato conquista con facilità i propri turni di servizio e di conseguenza si prende il terzo set per sei giochi a quattro.

Il quarto set si apre all’insegna dell’equilibrio almeno fino al due pari. Qui il serbo decide che è il momento di affondare la zampata decisiva e conquista il break nel quinto gioco della quarta frazione. Nole conferma il break salendo 4-2 e nel settimo game torna ancora una volta a mettere pressione sul servizio dello svizzero che resiste annullando una palla break e rifacendosi sotto 3-4. Federer sembra provare il tutto per tutto quando sale 0-30 sul servizio del serbo ma Djokovic, da vero campione, infila quattro punti consecutivi che gli regalano il 5-3. Ci troviamo all’epilogo del match: Nole sale 15-40, con due risposte vincenti su due prime di servizio dello svizzero, ed al primo match point chiude i conti con un diritto vincente.

Djokovic può così festeggiare il nono titolo Slam, il terzo ai Championships, e confermarsi come il giocatore più forte in assoluto dopo la delusione parigina. Qualitativamente ed emozionalmente parlando la partita non è stata all’altezza delle elevatissime aspettative ma si è trattato comunque di un gran match. Forse ci aspettavamo qualcosa in più dallo svizzero dopo la prestazione pressoché perfetta di venerdì ma chiudere ancora di più ad un campione come Federer, che a 34 anni è ancora qui a farci emozionare, è decisamente troppo. Difficile dire se questa potesse essere o meno la sua ultima chance per incrementare il bottino di titoli Slam, ma in ogni caso non si può fare altro che ringraziare un fuoriclasse del genere. Secondo Slam dell’anno invece per Novak Djokovic che agli US Open andrà a caccia della tripletta che gli manca da quell’irripetibile 2011.