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visto

Paese che vai, usanza che trovi. Il detto popolare non sbaglia mai e si lega in questo caso a un tema intricato e delicato come quello della libera circolazione di cittadini stranieri in giro per il mondo. Il particolare momento storico che viviamo, quello in cui la questione dell’immigrazione ha assunto un’importanza assai rilevante, senza che vengano adottate le necessarie e giuste misure di prevenzione, rischia di coinvolgere (con i dovuti paragoni) anche il calcio. Sempre più spesso negli ultimi anni, i maggiori club italiani ed europei, organizzano amichevoli e tournèe  internazionali nel corso della preparazione estiva, attratti dai soldi dei tanti sponsor e dalla prospettiva di espandere il proprio brand anche a migliaia di chilometri di distanza.

Qualcuno preferisce gli Stati Uniti, ma ad attirare sono soprattutto i paesi orientali, con la Cina a fare da capofila di un mercato in forte espansione. Le regole del marketing e della comunicazione, impongono nuove strategie, volte a sfruttare al meglio il volto dei tanti campioni a disposizione, veri e propri idoli da quelle parti. E pazienza se, tra viaggi lunghissimi e clima tutt’altro che agevole, non tutti siano felici di sobbarcarsi questo genere di trasferte, soprattutto quando occorrerebbe mettere benzina nella gambe e nella testa per affrontare al meglio la nuova stagione; la spesa vale l’impresa, nonostante l’imprevisto sia spesso dietro l’angolo. Il carrozzone calcistico si muove verso Oriente, non senza aver fatto i conti con gli innumerevoli intoppi burocratici, che mettono a dura prova il lavoro dell’imponente macchina organizzativa, talvolta vanificato del tutto davanti a norme che impediscono ad alcuni tesserati di passare la dogana.

L’ultimo caso ha riguardato la Roma e cinque dei suoi giocatori (Gervinho, Doumbia, Sanabria, Ibarbo e Ljajic), non ammessi in Indonesia e rispediti immediatamente in Italia, perché sprovvisti del visto d’ingresso. Una situazione al limite del paradossale, che ha urtato non poco la società giallorossa, nonostante la tournèe indonesiana fosse stata organizzata da tempo; i problemi burocratici hanno causato ritardi e disagi a tutto il gruppo, privato inaspettatamente di alcuni pezzi pregiati da mettere in mostra nella fase calda del calciomercato. “Il visto di ingresso è l’atto con il quale uno stato dà a un individuo straniero il permesso di accedere nel proprio territorio, per un certo periodo di tempo e per determinati fini. Il visto può essere contenuto in un documento a sé o, più comunemente, stampato sul passaporto del richiedente o contenuto in foglio da allegare al medesimo, anche se non tutti gli stati  richiedono il visto per l’ingresso nel loro territorio, ritenendo in certi casi sufficiente il passaporto o la carta d’identità, in seguito ad accordi di libera circolazione.

Un regola chiara, che continua tuttavia a creare non pochi problemi anche a chi, esattamente l’ultimo arrivato non è. Eppure la stessa disavventura capitata alla Roma, è occorsa anche alla nazionale cubana impegnata nella Gold Cup negli Stati Uniti (che ha dovuto rinunciare al ct e a ben sette giocatori), e all’Inter che in previsione del viaggio in Cina, è stata costretta a fare a meno del nuovo acquisto Miranda e del giovane Puscas, sempre per problemi legati al visto internazionale. Ma era almeno riuscita a saperlo prima…