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della valle

Un occhio al passato recente e turbolento e uno sguardo ampio e speranzoso sul futuro che, da ieri, è molto più roseo di quanto ci si aspettasse. Andrea Della Valle, patron della Fiorentina, dimostra di non aver ancora digerito alcune delle situazioni che hanno movimentato non poco l’estate del club viola, come la vicenda (ancora aperta) legata a Mohamed Salah e il doloroso divorzio da Vincenzo Montella.

Alla proprietà gigliata non è piaciuta l’intromissione di altri club italiani (Inter e Roma) nella trattativa per l’esterno egiziano di proprietà del Chelsea per il quale la Fiorentina sostiene da tempo di avere un accordo ancora in essere (il prestito dei Blues sarebbe dovuto durare due stagioni). “Non è stata una bella cosa veder arrivare a Roma Salah, non so se è stato presentato, anche se di fatto lo è stato ufficiosamente. Forse tutto questo la Roma se lo poteva risparmiare. Ci sono di mezzo gli avvocati su questa vicenda: i nostri, i loro e quelli del Chelsea. Noi cercheremo di far rispettare certi contratti e poi vedremo. Non ci piace litigare con nessuno”. Ma intanto la situazione resta tesa, soprattutto con l’entourage dell’ex idolo della curva Fiesole, da pochi giorni sbarcato nella Capitale ma ancora impossibilitato ad allenarsi con i nuovi compagni.

Non c’è né un sì, né un no su Salah alla Roma; è una materia molta delicata, non posso dire mezza parola di troppo. Tutto quello che potevamo fare, l’abbiamo fatto. Se gli altri sono tranquilli in altre città, noi diciamo che abbiamo un contratto in mano. Contenti loro… Il giocatore se ne è andato convinto dal suo procuratore e sono il primo ad essere amareggiato per come si è evoluta questa vicenda. Quando è arrivato qui Salah era quasi sconosciuto. Io però adesso devo pensare al futuro e a riaprire un nuovo ciclo”. Quello che non comprende più Vincenzo Montella, tecnico che Della Valle si dice esser stato costretto a esonerare, dopo aver tentato invano di convincere a restare a Firenze (“il mio errore, è stato provare a convincerlo a rimanere quando invece nella sua testa l’esperienza a Firenze era già terminata. Sono stato costretto ad esonerarlo. È una ferita ancora aperta”).

Parole d’elogio e soddisfazione per il lavoro intrapreso da Paulo Sousa, soprattutto dopo il successo di ieri in amichevole sul Barcellona campione d’Europa. “Paulo Sousa è un buon tecnico, le impressioni su di lui sono buone, parla molto coi giocatori, è una persona molto seria, poi sarà il campo a parlare”. Chiusura dedicata al mercato e alla suggestione Balotelli (“Non c’è niente di vero, il ragazzo non lo stiamo trattando. Non è nei nostri progetti anche se non è discutibile nelle sue caratteristiche”) e ai due ex gemelli del gol, in realtà mai davvero protagonisti assieme in maglia viola: Giuseppe Rossi e Mario Gomez.Giuseppe Rossi sta bene, gli mancano ancora dei minuti sul campo, però il ragazzo sono convinto che tornerà quello che era. Abbiamo i rimpianti per non averlo avuto negli anni passati perché da certe giocate capisci davvero che è un fuoriclasse. A Mario Gomez faccio il mio in bocca al lupo. La sua avventura a Firenze non ha funzionato. È un grande giocatore, ne siamo ancora convinti, magari il prossimo anno tornerà visto che è in prestito”.