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In Germania dopo il primo assaggio di calcio giocato con l’avvio della DFB Pokal è finalmente giunto il momento anche della Bundesliga che vedrà il proprio start questo venerdì 14 agosto alle 20.30 con l’anticipo della prima giornata che vedrà impegnati all’Allianz Arena i campioni in carica del Bayern e l’Amburgo. Nel primo turno interessante anche il confronto diretto tra i due Borussia e la partenza delle neo promosse Ingolstadt e Darmstadt. Come sempre nel campionato tedesco la griglia di partenza vede i bavaresi a fare l’andatura, con le altre grandi di Germania pronte all’eventuale sgambetto qualora i cannibali di Guardiola lasciassero qualche punto per strada. Ecco la lista completa delle 18 squadre che si contenderanno la Bundesliga: Amburgo, Augsburg, Bayer Leverkusen, Bayern Monaco, Borussia Dortmund, Borussia M’bach , Colonia, Darmstadt, E. Francoforte, Hannover 96, Hertha Berlino, Hoffenheim, Ingolstadt 04, Mainz, Schalke 04, Stoccarda, Werder Brema, Wolfsburg.

BAYERN MONACO – Partiamo ovviamente dai 25 volte campioni di Germania nonché detentori del titolo: il Bayern Monaco. Gli uomini di Guardiola sono ancora una volta la squadra da battere e si presentano ai nastri di partenza leggermente mutati rispetto allo scorso anno ma probabilmente migliorati. Dura, durissima è stata la cessione di uno dei ‘capitani’ della squadra, Bastian Schweinsteiger che dopo un’annata non troppo felice tra infortuni e un rapporto con Guardiola non idilliaco, ha deciso di fare le valigie in direzione Manchester. Ruolo scoperto? Neanche per sogno, i bavaresi non si sono fatti trovare impreparati ed ecco dalla Juventus Arturo Vidal, già molto integrato in squadra a giudicare dalle prime uscite amichevoli. Con l’ex bianconero, il calciomercato ha portato in casa Bayern anche i giovani Hojbjerg e Kimmich che con la voglia di sperimentare del tecnico catalano troveranno sicuramente il loro spazio. Oltre all’arrivo di Ulreich per sostituire Reina, ecco anche il calciatore in grado di sopperire ai continui stop fisici del dinamico duo Robben-Ribery: Douglas Costa arrivato per circa 30 milioni dallo Shakhtar e subito titolare nelle prime gare dei bavaresi. Con Mueller, Lewandowski, Goetze e i già citati Robben e Ribery ecco servito un reparto offensivo da paura in grado di risolvere anche le gare più complicate. A chiudere il cerchio ci sono anche le buone notizie dall’infermeria con il rientro in pianta stabile di Javi Martinez che potrà dare quel qualcosa che è mancato tra centrocampo e difesa nella fase topica della scorsa annata. Cambiamenti dunque in casa Bayern che se dovessero rispondere come da copione non lascerebbero scampo alle dirette concorrenti.

WOLFBURG – Cominciamo la nostra analisi delle compagini più vicine al Bayern, almeno sulla carta, i vice-campioni dello scorso anno: il Wolfsburg. Difficilissimo mantenere l’incredibile passo del Bayern, ma la scorsa stagione seppur solo fino a marzo i ‘Lupi’ sono riusciti nell’impresa di mettere un pizzico di pressione sull’armata di Guardiola, battuta per giunta nettamente nella prima giornata di ritorno. Tutto questo però non bastò e il Wolfsburg complice anche la fase calda dell’Europa League, ha mollato pericolosamente nella parte finale rischiando addirittura l’aggancio del Gladbach. Ai blocchi di partenza i ragazzi di Hecking si presentano quasi immutati, dal punto di vista numerico. Uno solo infatti l’acquisto ma di quelli che portano un importante upgrade alla squadra: Max Kruse che va a completare il reparto d’attacco offrendo una nuova soluzione al tecnico tedesco ora in possesso di un centravanti duttile, decisamente più rapido e migliore tecnicamente del legnoso Dost, per giunta strappato alla concorrenza. Da aggiungere al bomber tedesco anche il ritorno dal prestito al Werder del portiere Koen Casteels che cercherà di dare del filo da torcere a Benaglio. Per il resto qualche giovane scommessa che si potrà integrare in rosa e soprattutto la consapevolezza nei propri mezzi di una squadra che ha sapientemente cambiato poco andando a toccare i tasselli giusti per migliorare la qualità complessiva senza snaturare la macchina costruita con fatica la scorsa stagione. Vitale comunque per il mantenimento degli standard elevati, la conferma dell’asso Kevin De Bruyne, MVP della Bundesliga 2014/15 e primo sulla lista dei desideri di Pellegrini per il Manchester City.

BORUSSIA M’GLADBACH – Era dai tempi dei gloriosi anni ’70 che il Borussia Moenchengladbach non partiva tra le pretendenti alla vittoria finale o comunque tra le prime quattro del lotto. Quello della scorsa stagione è stato infatti quasi un miracolo dei ragazzi terribili di Favre che hanno espresso a tratti forse il miglior calcio di Germania ottenendo una qualificazione alla Champions League che mancava da tre anni, quando i ‘Folhen’ però dovettero cedere il passo alla Dinamo Kiev già nei playoff. Il Gladbach riparte dunque dal terzo posto dell’anno scorso, miglior piazzamento in campionato dalla metà degli anni 80, con pochi acquisti e qualche certezza. Al contrario di quanto si potesse pensare il Borussia infatti eccezion fatta per Kruse e l’inevitabile ritorno al Bayer Leverkusen di Kramer, è riuscito a non farsi ingolosire dalla possibilità di far cassa con gli eroi dello scorso anno, Herrmann e Xhaka su tutti. Il mercato ha regalato a Favre Josip Drmic per sostituire il bomber ora al Wolfsburg, mentre per quanto riguarda la mediana le cose non sono così semplici, infatti, Kramer non è stato ancora degnamente sostituito. Il riscatto di Hazard e gli arrivi dell’ottimo Stindl dal Friburgo per la trequarti, e dello svizzero Elvedi accompagnato da Christensen in prestito dal Chelsea per la difesa completano la squadra nei restanti reparti. Difficile ipotizzare una lotta al titolo per i ‘puledri’ che hanno deciso di puntare come spesso capitato negli ultimi anni su delle giovani promesse, rischiando soprattutto se alla logorante stagione di Bundes si aggiunge la fase a gironi di Champions, di rimanere con un pugno di mosche tra le mani. Sarà dura quindi per il Gladbach già solamente confermare la posizione della scorsa stagione, a causa come detto delle tante scommesse e dell’agguerrita concorrenza.

BAYER LEVERKUSEN – Il Bayer Leverkusen è ormai un habituè delle zone nobili della classifica stando alle ultime stagioni. Gli uomini di Roger Schmidt lo scorso anno hanno ottenuto la quarta piazza, offrendo un ottimo calcio e mantenendo comunque alta l’asticella del rendimento anche oltre confine, uscendo solamente ai calci di rigore contro l’Atletico Madrid in Champions League. Il vantaggio delle ‘Aspirine’ rispetto alla concorrenza potrebbe essere proprio quello di avere una maggiore abitudine a lottare sul doppio fronte, combinata alle cessioni praticamente nulle del club che anzi ha puntellato i reparti che necessitavano. Via Drmic e Castro e dentro Mehmedi, il rientro dal prestito di Kramer e l’ultimo arrivo del cileno Arànguiz, ecco le mosse abbastanza economiche ma potenzialmente efficaci dei rossoneri che si affidando ad un giovane di conclamato talento ed esperienza per la mediana, accompagnato dalla sorpresa del Cile in Copa America e da un ragazzo tutto da verificare ad alti livelli ma con ampi margini di miglioramento all’ombra dell’esperto Kiessling come lo svizzero ex Friburgo. Se aggiungiamo anche il prezioso riscatto del greco Papadopoulos e l’arrivo del giovanissimo centrale Jonathan Tah la difesa diventa piuttosto intrigante, il tutto senza dimenticare che qualora dovessero superare il playoff di Champions con la Lazio, i tedeschi avrebbero a disposizione un’ulteriore tesoretto da investire sul mercato nell’ultima settimana. La forza del Leverkusen non è però da ricercare solamente negli acquisti oculati, bensì anche e soprattutto nell’ossatura collaudata della squadra, che si affiderà come sempre alla crescita dei giovani: i predestinati Julian Brandt e Tin Jedvaj sono attesi all’esplosione e se uniti al salto di qualità definitivo dell’accoppiata Son-Bellarabi ci sarà da divertirsi alla BayArena.

LOTTA EUROPEA – Scorrendo la classifica della scorsa Bundesliga andiamo ora a puntare la lente di ingrandimento sulle principali candidate alla volata europea, tra Champions ed Europa League. Partiamo dalla vera rivelazione del 2014/15, l’Augsburg di Markus Weinzierl che ha chiuso con uno splendido quinto posto utile alla qualificazione europea relegando alle proprie spalle club decisamente più blasonati come Schalke e Borussia Dortmund. Sarà estremamente difficile per il club di Augusta ripetere un’annata simile considerando il triplo impegno, inedito assoluto per la squadra, che in sede di calciomercato non si è mossa moltissimo e ha perso elementi come il giovane Hojbjerg, integrando la rosa solamente con gli arrivi del terzino Max e dell’esperto Trochowski. Forse troppo poco per una compagine che si accinge a dire addio anche al giovane terzino rivelazione Baba, destinato al Chelsea e che dovrà confrontarsi con una concorrenza eccessiva. Ambizioni europee accertate invece per lo Schalke 04 che dopo un anno quanto meno particolare sotto la guida dell’italiano Roberto Di Matteo, è pronto a ripartire con Andrè Breitenreiter che avrà il duro compito di portare i ‘Minatori’ nuovamente in Champions League. La rosa è come spesso capita ottima: salutati gli esperti Fuchs e Barnetta, ed incassati soldi freschi per la cessione di Farfan e il riscatto di Papadopoulos da parte del Bayer, ecco le forze fresche a disposizione del nuovo tecnico. Ai giovani rampanti in cerca di gloria come Meyer, Goretzka e Sanè si sono aggiunti il riscatto dell’ex viola Matja Nastasic dal City e gli arrivi eccellenti di Johannes Geis e Franco Di Santo rispettivamente da Mainz e Werder. Sulla fascia ecco invece Junior Caicara sulla destra che potrebbe far coppia con il recuperato Kolasinac dall’altro lato. Se Breitenreiter riuscirà a mettere insieme tutti gli ottimi ingredienti che ha a disposizione, lo Schalke potrebbe accaparrarsi uno dei piazzamenti Champions. Arriviamo ora alla delusione della passata stagione, quel Borussia Dortmund che dopo anni di successi e stabili piazzamenti nell’Europa che conta, ha fallito all’ultimo atto di Klopp, patendo più del dovuto l’addio del bomber Lewandowski e mostrando troppo spesso l’ombra di se stesso nei match di Bundesliga. Quest’anno sarà Thomas Tuchel a provare a cambiare lo spartito, riportando il BVB a lottare per il titolo come nella prima parte dell’era Klopp. I presupposti per arrivare quanto meno ad una qualificazione Champions ci sono tutti, la rosa così come lo scorso anno è di altissimo livello, probabilmente la prima dopo il Bayern, e la conferma della spina dorsale composta da Hummels, Gundogan e Reus è il primo tassello per la ricostruzione. Aggiungiamoci un paio di elementi provenienti da un calciomercato attento, come l’esperto Gonzalo Castro a rimpolpare la mediana, il portiere Burki dal Friburgo che insidierà prepotentemente un non sempre impeccabile Weidenfeller e i ritorni di un paio di giovani accompagnati dal 19enne ex Monaco 1860, Julian Weigl fanno il resto. La partenza in direzione Siviglia dell’italiano Immobile, il ritiro dello storico Kehl e le cessioni di elementi marginali della rosa rappresentano le uniche uscite di un club pronto a tornare ai fasti di un tempo. Chiude il quadro delle pretendenti ad un posto in Europa, l’Hoffenheim rivoluzionato in gran parte da un calciomercato ricchissimo di movimenti sia in entrata che in uscita. Gli ambiziosi bianco azzurri hanno ceduto per una cifra monstre l’asso Firmino, ma in compenso hanno mantenuto in rosa, almeno per un’altra annata, il giovane attaccante tedesco Kevin Volland, a caccia dell’esplosione definitiva. La bassa età media e la solita voglia di puntare sui giovani sono gli ingredienti primari dell’Hoffenheim che ha ingaggiato sul mercato anche elementi di sicuro valore come il centrale Fabian Shar o l’esperto bomber tedesco Kevin Kuranyi i quali insieme a Schmid, Joelinton, Uth, Maric e Kaderábek rappresentano il mix giusto che il tecnico Gisdol avrà il compito di far fruttare cercando soprattutto una continuità di rendimento fondamentale per chi ambisce all’Europa.

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LE ALTRE – Andiamo ora a spendere due parole per i club della parte centrale della classifica che oscillano tra una salvezza tranquilla ed eventualmente con un pizzico di fortuna ad un preliminare di Europa League, qualora le big dovessero fallire. Prima candidata, insieme al già citato Hoffenheim, per raggiungere il posto europeo che sembra ancora vacante, è sicuramente l’Eintracht Francoforte che presenta ai nastri di partenza una formazione giovane e con una buona dose di talento, non molto distante da quella dello scorso anno. Bene in attacco dove i giovani Stendera, Seferovic e il nuovo arrivato Castaignos potranno fare molto bene sotto la guida dell’esperto Alex Meier capocannoniere uscente. Novità in casa Eintracht anche sulla panchina dove ritorna in sostituzione di Thomas Schaaf il tedesco Armin Veh chiamato al duro compito di far dare il salto di qualità alle ‘Aquile’. Qualche problema in più in porta dove l’ottimo Kevin Trapp ha fatto le valigie in direzione Parigi. Difficile ipotizzare qualcosa in più di una tranquilla salvezza per il Werder Brema che dopo aver rischiato nella prima parte della scorsa Bundesliga, ha cambiato marcia con l’arrivo dell’inverno piazzandosi a metà classifica. Addii pesanti in attacco dove vanno via i due titolari, Selkie già destinato al Lipsia e Di Santo, rimpiazzati per ora da Ujah e Johannsson, che dovranno far dimenticare una delle coppie-gol migliori tra le squadre di fascia media del campionato. Per il resto via anche Caldirola e Prodl e dentro qualche giovane low cost. Cessioni pesanti ma estremamente remunerative anche per il Mainz che ha salutato Geis, Okazaki e Kapino, dei quali soprattutto i primi due erano tra i migliori calciatori della squadra. Difficile però resistere a certe offerte e quindi ecco Fabian Frei e Yoshinori Muto per rimpiazzare il duo. Compito non semplicissimo per il tecnico Schmidt che difficilmente potrà ottenere risultati migliori dello scorso anno. Obiettivo entrare nelle prime dieci in classifica anche per il Colonia, squadra che ha fatto delle tenuta difensiva la sua arma vincente (non a caso ben nove 0-0), ma poco accompagnata da una fase offensiva all’altezza. Ecco quindi che il mercato offre in avanti Modeste e il giovane Bittencourt per tentare di sopperire al problema. Non c’è però da stare tranquillissimi in difesa dove il club perde la colonna Kevin Wimmer approdato al Tottenham, affidandosi all’ex juventino Frederik Sorensen per la sua sostituzione. Sull’altro lato della medaglia però c’è la possibile esplosione di un paio di giovani che fanno del Colonia una possibile sorpresa così come un non impossibile flop.

ZONA SALVEZZA E NEOPROMOSSE – Lanciamoci ora nella parte più calda della classifica che nella Bundesliga 2014/15 ha regalato grandi emozioni e un finale avvincente con ben 6 squadre a giocarsi il tutto per tutto nelle ultime 2 giornate e uno spareggio salvezza al cardiopalma. Ripartiamo proprio dalle ultime 4 della classifica senza dimenticare le 2 neopromosse: via elementi importanti come Joselu, Stindl e Bittencourt e dentro Sorg, Erdinc, Klaus, Bech e Saint-Maxim per un Hannover che rivoluziona gran parte della rosa, ma che probabilmente tirando le somme potrebbe pagare qualcosina sotto il punto di vista della qualità a lungo andare. Ha le carte per giocarsi la salvezza con le dirette concorrenti ma potrebbe non essere così semplice. Proverà ad evitare il finale thriller della scorsa stagione anche lo Stoccarda che però saluta Kimmich, Ulreich e Sakai per accogliere tra gli altri l’ex secondo del BVB Langerak e una serie di calciatori a costi contenuti. Forse leggermente poco in sede di mercato ma c’è ancora tempo, per il momento la squadra sembra incompleta e rischia di giocarsi il posto fino all’ultimo. Mercato oculato ed efficace in casa Hertha Berlino, dove l’unica pecca potrebbe essere la cessione dell’esperto Heitinga. In mediana però ecco due calciatori di livello per le ambizioni del club: Mitchell Weiser, un autentico affare considerando il fatto che è stato prelevato a parametro zero dal Bayern, e Vladimir Darida, tra i pochi a salvarsi nel disastro Friburgo e calciatore in grado di dare quel qualcosa in più in termini di qualità a chi come obiettivo ha la salvezza. Eccoci giunti alla nota dolente delle ultime due Bundesliga: l’Amburgo, che vive il peggior momento della propria storia si è salvato due volte per il rotto della cuffia con il prezioso aiuto del Relegationspiel. Quest’anno le cose non sembrano affatto migliorate e la precoce eliminazione dalla DFB Pokal è solo il primo campanello d’allarme di una stagione che si annuncia più che complicata. I ‘Dinos’ che hanno perso a parametro zero calciatori esperti e di categoria come Jansen, Westermann, Rajkovic e Van der Vaart, oltre a Tah e Behrami non possono affidarsi ai soli arrivi del buon Ekdal e di Sakai. L’HSV rischia seriamente di far fermare il famoso orologio che campeggia fiero all’interno dell’Imtech Arena e per chi non lo sapesse che segna il tempo della loro permanenza in Bundesliga. Chiudiamo il quadro con le due neopromosse: Ingolstadt e Darmstadt. La prima è una squadra economicamente solida con la potenza del’Audi alle spalle ma che al contrario di quanto ci si potesse immaginare ha effettuato un calciomercato piuttosto misero puntando a valorizzare il blocco di calciatori che ha portato la squadra dalla Zweite alla Bundes. Solamente quattro infatti i ritocchi, con l’ex Paderborn Kachunga, destinato a prendere per mano l’attacco come unico rinforzo di categoria. Strategia singolare quella di non mettere troppo mano al portafoglio, evitando anche di andare a caccia di giovani dalle big del campionato. Ad ogni modo la strategia avrebbe anche un senso, ma come dimostra l’eliminazione contro una squadra di quarta serie in coppa di Germania, è quanto meno rischiosa e comunque necessita di tempo per l’adattamento al salto di categoria. Potrebbe essere la prima ed anche l’ultima volta per il momento in Bundesliga per il piccolo Ingolstadt. Diversa invece la situazione per il Darmstadt, società decisamente più ‘vecchia’ ma spesso costretta a lottare per la sopravvivenza in tutte le leghe, che risulta essere alla terza partecipazione al massimo campionato teutonico. Rivoluzionata in gran parte la rosa della promozione con arrivi del calibro di Caldirola, Junior Diaz, Wagner o Vrancic che sono a caccia di minuti preziosi dopo stagioni passate in panchina.

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Ecco il quadro della prima giornata della Bundesliga 2015/16:

Bayern – Amburgo
Magonza – Ingolstadt
Darmstadt – Hannover
Augusta – Hertha
Werder – Schalke
Bayer – Hoffenheim
Bor Dortmund – M’Gladbach
Wolfsburg – Eintracht
Stoccarda – Colonia

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