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vidal bayern

Sono ormai circa tre settimane che Arturo Vidal ha lasciato la Juventus per approdare al Bayern Monaco di Pep Guardiola con un esborso di quasi 40 milioni di euro da parte del club tedesco pur di assicurarsi le prestazioni del jolly cileno. Per Vidal in quattro anni passati in bianconero 4 scudetti, 2 supercoppe italiane e una Coppa Italia, oltre alla finale di Champions League persa lo scorso anno contro il Barcellona dei marziani. Dal punto di vista realizzativo l’ex Leverkusen ha contribuito in modo massiccio ai successi juventini delle ultime stagioni, con 48 reti in 171 apparizioni con la maglia della Juventus in tutte le competizioni che hanno contribuito ad accrescere pesantemente anche il suo valore di mercato attirando così le attenzioni appunto dei maggiori club europei. Tutto questo non è però bastato a Vidal, che dopo la finale persa col Barça ha preferito andare in cerca di una nuova avventura pur di raggiungere il suo scopo primario: vincere la coppa dalle grandi orecchie. Proprio della sua partenza per Monaco di Baviera ha parlato in un’intervista al settimanale sportivo SportBild: “La sconfitta in finale di Champions contro il Barcellona mi ha fatto pensare alla partenza. É stata importante per decidere di lasciare la Juventus. Ho fatto questa scelta perché sono sicuro che con il mio nuovo club avrò la possibilità di raggiungere il mio principale obiettivo: vincere la Champions League”.

PARAGONI ILLUSTRI – VIdal ha poi proseguito parlando della splendida accoglienza riservatagli dal pubblico dell’Allianz Arena, spendendo due parole anche sull’illustre paragone con Lothar Matthaus: “Penso sia un grandissimo complimento, spero di fare bene qui e di onorare il suo apprezzamento. So che non sarà facile visto anche quello che lui ha fatto per il Bayern, ma se non avessi avuto l’intenzione di dare il massimo non sarei venuto al Bayern. Io gioco a calcio con molta passione e per la squadra metto tutto il mio cuore, e così farò anche per il mio nuovo club per il quale darà tutto per portarlo a vincere. Tra i soprannomi che ho, c’è anche “il Guerriero”, quindi…”

 

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