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Una promessa mancata, una scelta avventata che ha forse pregiudicato un futuro radioso: fino a qualche anno fa Konstantin Rausch era uno dei baby campioni di una nidiata eccezionale, ma pian piano il suo nome è finito sempre più nel dimenticatoio. Adesso, dopo due anni di purgatorio in quel di Stoccarda, la nuova chance arriva dal Darmstadt, dove il cavallo pazzo dal piede mancino potrà ricominciare a cavalcare a briglia sciolta. Sarà la stagione del rilancio?

DALLA RUSSIA CON…HANNOVER – Tenacia, forza di volontà, stringere i denti di fronte agli ostacoli. D’altronde cos’altro si potrebbe chiedere ad un ragazzo nato nel cuore della Siberia? Trasferitosi in Germania a soli cinque anni, Kocka (chiamato cosi dal suo primo amico tedesco che non riusciva a pronunciare il suo nome) inizia da subito a giocare a calcio, stupendo tutti per le sue incredibili doti atletiche. La sua vera qualità non è tanto la velocità, ma il passo imperioso che lo porta a strappi ed accelerazioni difficilmente arginabili dai difensori, specialmente nel periodo delle giovanili. Inquadrato come terzino, le sue sgroppate lo rendono un giocatore efficace specialmente in zona offensiva, sfruttando alla perfezione anche il sinistro potente ed il destro piuttosto educato per essere il piede debole. Qualche difetto di troppo in fase di non possesso fanno storcere il naso ai puristi della tattica, ma un giocatore con questa esplosività non può che arrivare velocemente in alto, in particolar modo in un campionato come quello tedesco. A puntare su di lui è l’Hannover, che lo fa esordire nel 2008 a soli 18 anni rendendolo il più giovane giocatore a debuttare in prima squadra fino a quel momento. Da quel magico esordio, le sue presenze aumentano e, quando iniziano ad arrivare anche i gol, le orecchie delle big di Bundes iniziano ad attivarsi. Nel mentre, arrivano le prime convocazioni nella nazionale tedesca, in cui riuscirà a percorrere tutta la trafila dall’Under 16 fino all’Under 21. Arrivati al 2013, dopo una stagione da 30 presenze, 3 gol e 5 assist, è lo Stoccarda a compiere il passo decisivo, acquisendone il cartellino per soli 5 milioni. L’Hannover non è certo famoso per le sue plusvalenze, ma Rausch, nonostante lo Stoccarda sembrasse in quel momento un’ottima scelta per la sua carriera, si renderà conto di aver commesso un terribile errore.

NEL DIMENTICATOIO – Una squadra costruita per ambire all’Europa, preliminari di Europa League ed una piazza calda ed importante: tutte le basi per la definitiva consacrazione. Konstantin si ritrova invece nel peggior Stoccarda degli ultimi anni, una squadra demotivata, molle e costretta inaspettatamente a lottare addirittura per non retrocedere. La sua prima in maglia bianco-rossa è una stagione in cui le presenze scemano e, nonostante le due reti messe a segno, la luce negli occhi del siberiano inizia a spegnersi. La seconda, che doveva essere quella del riscatto, è addirittura peggiore, con sole quattro partite giocate e la “retrocessione” nella seconda squadra, dove ovviamente riesce a fare la differenza. Proprio in questa fase triste, però, emerge una soluzione tattica per il suo impiego: se da terzino non assicurava un rendimento costante nelle due fasi, ecco che da esterno di centrocampo nel 4-4-2 i risultati sono più soddisfacenti. Qualche convocazione in prima squadra, qualche minuto in più, ma con la consapevolezza di dover cambiare aria per rigenerarsi ed avere una nuova possibilità.

UNA NUOVA ALBA – La possibilità ha il nome del Darmstadt, squadra neo promossa con le ambizioni di mantenere sin da subito la serie grazie a giocatori di categoria in grado di trascinare il blocco autore della marcia trionfale verso la Bundes. Tra i tanti nomi spunta quello di Kocka, che il tecnico Schuster vuole impiegare in pianta stabile da centrocampista esterno. Il progetto convince, lo Stoccarda accetta il milione di Euro offerto dai Lilien e Rausch ritrova il campo, la felicità ed anche il gol. Già, perchè nella prima partita ufficiale in Coppa di Germania, l’ex gioiellino dell’Hannover mostra da subito a tutti che non ha dimenticato come si gioca.

https://www.youtube.com/watch?v=xzwGCt5EQiI

Barba ispida, pochi capelli, ma ancora 25 anni per Konstantin Rausch, che con il suo Darmstadt può tornare a brillare come un tempo e recuperare i bui anni di Stoccarda in cui la sua ascesa nel palcoscenico tedesco si è fermata forse troppo bruscamente. In bocca al lupo Kocka, cavallo selvaggio!

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