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keita

ANALISI TATTICA- Sulla carta il 4-3-3 di Pioli dovrebbe conferire alla Lazio il predominio territoriale a centrocampo visto il 4-2-3-1 degli avversari, ma in realtà questa zona del campo viene completamente bypassata in seguito all’atteggiamento delle due compagini. Sia padroni di casa che ospiti si lanciano sin dai primi minuti in un pressing a dir poco selvaggio, aggredendo i portatori di palla e forzandoli a giocate obbligate. Il gioco ha pero sbocco sulle fasce, dove avvengono i duelli più interessanti: da un lato Felipe Anderson viene inizialmente imbrigliato da Hilbert sulla sinistra, mentre a destra mette maggiormente in difficoltà meno “tosto” Wendell. Allo stesso modo gli esterni del Bayer inizialmente sembrano bloccati, ma non appena Schmidt inverte gli interpreti Bellarabi inizia a far venire il mal di testa a Basta, con Son che invece attacca lo spazio alle spalle della linea biancoceleste. Parentesi centravanti: se Kiessling rimane a fare il centroboa combattendo con i centrali laziali, Klose svaria molto lungo tutto il fronte dell’attacco, chiedendo la palla sui piedi e talvolta partendo in accelerazione. Se il pressing tedesco annulla completamente la regia di Biglia, dall’altro lato quello della Lazio sembra essere aggirato dall’abilità dei rossoneri nel palleggiare nello stretto, riuscendo così a venire fuori nonostante l’assenza di un vero uomo dai piedi buoni sulla metà campo. C’è da dire, però, che al netto di alcune giocate di pura tecnica, Calhanoglu (forse il giocatore più temuto alla vigilia) corre spesso a vuoto, pagando più di tutti la concentrazione del gioco sulle corsie laterali.

Nella ripresa Pioli e Schmidt cambiano le carte: fuori l’acciaccato Klose per Keita, mentre tra gli ospiti entra Mehmedi per Son, con Bellarabi che torna a destra. Il tema del match rimane lo stesso, con la differenza che la tenuta atletica dei padroni di casa cala paurosamente. I centrocampisti praticamente non si vedono più e anche l’ingresso di Milinkovic-Savic non serve rialzare il baricentro dei biancocelesti. La squadra di Pioli ha però la forza (e la fortuna) di resistere agli assalti teutonici, con gli ospiti che dribblano, duettano, calciano e attaccano senza però trovare la via del gol. La Lazio attende ed è brava a sfruttare i diversi errori della coppia centrale del Bayer, stasera di certo non perfetta, per portarsi davanti a Leno. Dopo un paio di occasioni sciupate, Keita sfrutta al massimo le sue caratteristiche bruciando i due marcatori e regalando alla Lazio il gol vittoria. Sul finale Schmidt si gioca, forse in ritardo, la carta Brandt, ma è ormai tardi per recuperare il risultato.

I PROTAGONISTI- Tra le fila della Lazio da applaudire la prova di Lulic, alle prese con un cliente scomodissimo come Bellarabi. Concede il giusto, spesso lasciato solo dalle mezzali, ma riesce sempre a mettere la zampata puntuale per fermare il diretto avversario. Lo stesso Bellarabi è autore di un’ottima prova, insieme al centrocampista Kramer ed il terzino Hilbert, che annulla alternativamente Candreva e Felipe Anderson. Nota di merito a Keita, che risolleva con il gol una prestazione da 5 dovuta alle tante occasioni (decisive) sprecate.

LA GIOCATA- Calhanoglu non si vede molto, non è certo la sua partita, ma quando tocca palla fa capire a tutti di che pasta è fatto. A metà del primo tempo riceve palla poco prima della metà campo e, dopo aver dato un’occhiata a Berisha, prova a trafiggerlo da distanza siderale. Il tiro è calibrato alla perfezione, e manca il bersaglio soltanto di poco. Avrà anche giocato un match insufficiente, ma per pochi secondi l’Olimpico ha rischiato di sprofondare negli abissi.

IL MOMENTO- Senza dubbio l’ingresso di Keita. Se Klose ha portato a spasso il duo difensivo pagando però dal punto di vista fisico, il più brevilineo spagnolo è difficilissimo da marcare per i titanici tedeschi, che non solo non lo anticipano ma non riescono neanche a spostarlo. Due occasioni clamorose e l’invenzione per il gol sono la dimostrazione che Pioli avrà anche dovuto scegliere per mancanza di alternative, ma con il giovane classe ’95 ha pescato il jolly.

IL TABELLINO-

Lazio-Bayer Leverkusen 1-0 (77′ Keita)

LAZIO (4-3-3) – Berisha 6; Basta 5.5, de Vrij 6 (89′ Gentiletti sv), Mauricio 5.5, Lulic 7; Onazi 5.5 (52′ Milinkovic-Savic 5.5), Biglia 5, Parolo 5; Candreva 5.5, Klose 6 (46′ Keita 7), Felipe Anderson 5.

BAYER LEVERKUSEN (4-2-3-1) – Leno 6.5; Hilbert 7, Papadopoulos 5, Tah 5.5, Wendell 5.5; Kramer 6.5, Bender 6; Bellarabi 6.5, Çalhanoğlu 5 (84′ Brandt sv), Son 5 (46′ Mehmedi 5.5); Kiessling 6 (94′ Kruse sv).

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