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Il Catania ripartirà dalla Lego Pro dopo il verdetto della giustizia sportiva: ripercorriamo insieme gli anni felici dell’era Pulvirenti, tra i vari Mihajlovic, Simeone, Montella e Maran.

 

Di nero vestita per testimoniare il lutto, la Catania calcistica si risveglia con il più amaro ma preventivato dei verdetti: addio Serie B, il prossimo anno Lega Pro con una penalizzazione di 12 punti. Una punizione pesante quanto immeritata per i tifosi, le vere vittime dell’assurdo meccanismo targato Pulvirenti. Il presidente etneo, ormai pronto a vendere baracca e burattini per dire definitivamente addio al mondo del calcio, ha rappresentato comunque un pezzo di storia del club siciliano che sotto la sua egida ha attraversato un periodo di discreto splendore, prima del crollo nel baratro.

Pulvirenti acquista il Calcio Catania al termine della stagione 2003-2004 dai Gaucci, promettendo la massima serie nell’arco di tre anni. Male la prima (squadra che terminerà all’11° posto in Serie B), buonissima la seconda: grazie agli acquisti di calciatori come Baiocco, Spinesi, De Zerbi e Sottil e al ritorno di Mascara il Catania torna in Serie A dopo ben 23 anni, guidato sapientemente da Pasquale Marino, tecnico dal gioco offensivo e persino spettacolare in alcuni frangenti. La permanenza tra i grandi è dura ma all’ultima giornata arriva la salvezza contro il Chievo nello scontro diretto, al termine di una stagione travagliata e che resta nella mente per il 7-0 subito a Roma dai giallorossi di Spalletti ma, soprattutto, per le drammatiche circostanze che portarono alla morte l’ispettore di polizia Filippo Raciti. Nel 2007 cambiano allenatore (Baldini) e squadra (Terlizzi, Llama, Martinez, Bizzarri) ma i risultati non sembrano esaltanti. Ad aprile Baldini viene mandato via in luogo del debuttante Walter Zenga, il quale riesce nell’impresa di salvare per il secondo anno di fila il Catania all’ultima giornata. In Coppa Italia le cose erano andate decisamente meglio, con gli etnei fermati in semifinale e a fatica dalla Roma. La stagione seguente sarà molto più tranquilla: arriveranno la salvezza anticipata di tre turni e il record di punti in Serie A, 43. Da ricordare specialmente la vittoria nel Derby a Palermo per 0-4, con rete fantascientifica di Mascara da centrocampo.

Altra piccola rivoluzione nel 2009-2010: in panchina è il turno di Gianluca Atzori, mentre a difendere i colori catanesi sul campo arrivano, tra gli altri, Andujar, Barrientos, Marchese, Ricchiuti, Bellusci e Delvecchio. La partenza tremenda costerà la panchina ad Atzori, sostituito da Sinisa Mihajlovic: il serbo si prende la briga di vincere da penultimo in classifica in casa della Juventus e, con l’arrivo decisivo di Maxi Lopez nel mercato di gennaio (11 gol in pochi mesi), salva la squadra e batte il record di punti dell’anno precedente, totalizzandone 45. Mihajlovic va subito via e al suo posto arriva Giampaolo, il quale però verrà esonerato a metà campionato. A salvare di nuovo il Catania ci penserà Diego Pablo Simeone: l’attuale tecnico dell’Atletico Madrid conquista l’ennesima permanenza in Serie A, stabilendo il nuovo record di punti degli etnei (stavolta 46). Anche Simeone però lascia immediatamente, aprendo la strada all’approdo di Vincenzo Montella. Il tecnico campano porta bel gioco e risultati a Catania, regalando un campionato da sogno ai tifosi con l’11° posto a quota 48 punti, battendo così il record precedente di Simeone. Ma la tendenza al Massimino è quella di sperimentare, così anche Montella dice addio per far spazio a Maran. Ed è proprio nella stagione 2012-2013 che il Catania di Pulvirenti tocca il suo picco massimo: 8° posto con Europa League sfiorata, record di vittorie casalinghe stagionali (12) e di punti in Serie A in una singola stagione (56).

Come in tutte le cose della vita, però, il momento della freschezza lascia campo a quello del declino: nella stagione successiva il Catania retrocede in Serie B dopo un campionato di bassissimo profilo. L’idea è quella di ripartire subito ma il campionato cadetto mette in difficoltà gli etnei. Il resto è storia moderna, con gli arresti di Pulvirenti, Cosentino e Delli Carri e il culmine giudiziario della vicenda che rovina anni di gioie e soddisfazioni sportive per gli amanti del calcio a Catania. Mai come in questo momento per gli etnei sarà importante non arrendersi e risalire, per ritornare di nuovo tra le più luccicanti stelle italiane.

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