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Foto di rito per Alex Sandro prima della visite mediche alla clinica Fornaca di Sessant
Foto di rito per Alex Sandro prima della visite mediche alla clinica Fornaca di Sessant
Foto di rito per Alex Sandro prima della visite mediche alla clinica Fornaca di Sessant

La tradizione di terzini brasiliani ha una storia di tutto rispetto: basti pensare a due fenomeni che hanno dominato il mondo fra fine anni ’90 e inizio 2000, cioè Marcos Cafu e Roberto Carlos, fra i migliori interpreti del ruolo che la storia del calcio ricordi. In tempi più moderni terzini brasiliani hanno fatto la storia dei top club: basti pensare a Maicon, colosso interista nella stagione del triplete, Dani Alves, pendolino del Barcellona campione di tutto, Marcelo, eclettico mancino del Real della decima. A continuare la tradizione due gemelli che hanno proseguito la carriera praticamente assieme: Danilo ed Alex Sandro, esterni destro e sinistro prima del Santos e poi del Porto. Il club lusitano, come sempre lungimirante quando si parla di mercato sudamericano, si è assicurato le prestazioni dei due, rivendendoli per una somma superiore ai 50 milioni di euro. Danilo, terzino destro, è stato ceduto al Real Madrid nella scorsa annata per una cifra superiore ai 30 milioni, mentre Alex Sandro è ormai un giocatore della Juventus con il Porto che ha incassato la bellezza di 20 milioni di euro più bonus per un giocatore in scadenza il prossimo giugno.

PROPENSIONE ALL’ATTACCO Come ogni brasiliano che si rispetti Alex Sandro è un giocatore dalla cifra tecnica di molto superiore alla media: la sua precisione nei passaggi è notevole (80,9% nella scorsa edizione della Champions League) e, sebbene crossi poco in quantità, la qualità nei traversoni è di quelle importanti, servendo i compagni con impressionante precisione. Le scorribande in fase offensiva ne fanno uno dei difensori più pericolosi in attacco reperibili sul mercato, ed è questo l’obiettivo principe di Marotta e Paratici: garantire imprevedibilità alla manovra in una squadra dove nella scorsa stagione si è cercata la profondità solo a destra, sulla monorotaia Lichtsteiner. Evra, al netto di una stagione comunque ottima, non garantisce per motivi anagrafici una spinta costante nel corso dei 90 minuti, rendendo la manovra più prevedibile. Le doti offensive del giocatore sono innate e, nonostante siano state limate nel tempo, erano già presenti in Brasile ai tempi del Santos, dove ha condiviso la casacca con Neymar e Felipe Anderson:

Fisicamente straripante, questa sua dote lo rende temibile non solo in fase offensiva, dove può sfruttare la sua prestanza per sfondare in campo aperto, ma anche in fase difensiva, dove è in grado di mettere a tacere anche esterni molto veloci ed imprevedibili con un mix di grinta e rapidità.

FASE DIFENSIVA IMPRESSIONANTE Quello che sorprende del giocatore, dati alla mano, non è infatti la comunque ottima fase offensiva: difensivamente Alex Sandro è fra i migliori terzini del mondo per valore assoluto. Tanto per fare qualche esempio, nonostante il Porto abbia salutato la competizione ai quarti di finale, è stato il giocatore che ha recuperato più palloni del corso dell’ultima edizione della Champions League, ben 39, ed è anche un buon colpitore di testa (70% di duelli aerei vinti). A questo si aggiunge la mostruosa mole di palloni recuperati, più di 8 a partita fra tackle e intercetti: paradossalmente, rispetto a quanto si racconta, il brasiliano ex Porto si distingue più per la fase difensiva, dove ha veramente pochissimi rivali, che per quella offensiva, in cui è comunque presente con regolarità ma non incisivo ai livelli di un top player come in difesa.

COME NELLA JUVENTUS Queste sue caratteristiche, grande resistenza ed integrità fisica (raramente infortunato), unite ad un grande senso della posizione e ad una spiccata propensione per entrambe le fasi lo rendono un terzino perfetto per giocare in una difesa a quattro. Appena sei i gol messi a segno i carriera, mai più di uno a stagione: non è certo un goleador, e per questo potrebbe faticare più del previsto in caso di passaggio al 3-5-2, che la lascerebbe più libero di esprimersi in fase offensiva. E’ dunque lui l’uomo giusto per il definitivo passaggio di modulo tanto voluto da Max Allegri, che ha comunque spesso fatto di necessità virtù e non si è fatto remore a passare alla vecchia e oleata difesa a tre in caso di burrasca.

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