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Il Palermo ha il suo nuovo attaccante, giovane e promettente, così come quello che è appena partito: esce Andrea Belotti, entra Uros Djurdjevic. Zamparini non ha lasciato vacante il buco che si era venuto a creare in attacco dopo la cessione del “Gallo” al Torino, regalando subito al suo Palermo e a mister Iachini l’attaccante serbo, dopo aver lavorato per giorni sottotraccia. Arriva Djurdjevic, dunque, un elemento non dissimile da Belotti: giovani entrambi, elementi di prospettiva da lanciare nel calcio che conta per poi, magari, rivendere e ottenere una buona plusvalenza. Sono, però, proprio le caratteristiche fisiche e tecniche dei due attaccanti ad essere molto simili. Scopriamo chi è Uros Djurdjevic.

LA CARRIERA- Djurdjevic  nasce a Belgrado il 2 marzo 1994 ed inizia a tirare i primi calci al pallone nelle giovanili della Stella Rossa, nel 2002. Con il club di Belgrado gioca sei stagioni ma, non trovando molto spazio, decide di trasferirsi nel 2008 al Rad di Belgrado. La sua nuova avventura comincia nelle giovanili, per poi passare in prima squadra nell’annata 2011. Esordisce in maglia blucerulea e da quel giorno scenderà in campo in altre 41 occasioni fino al 2014, segnando in totale 11 reti. Si trasferisce al Vitesse nella scorsa estate, nella massima serie olandese: per lui solo una rete nelle 23 partite disputate in Eredivisie, quasi tutte da subentrato. Con la squadra olandese ha anche disputato i preliminari di Europa League contro il Southampton nello scorso luglio. L’Eredivisie doveva essere l’ambiente adatto alla crescita di Djurdjevic, dietro al cui  trasferimento si pensava ci fosse il Chelsea che l’aveva “parcheggiato” in Olanda con l’intento di favorirne la maturazione, ma così non è stato. L’attaccante aveva anche vinto gli Europei under 19, giocando tutte le partite e segnando una rete in semifinale. Inoltre ha disputato 15 partite con la nazionale serba Under 21, segnando 5 gol dal 2013 ad oggi. Arrivata la rescissione con il Vitesse, Djurdjevic  firma con il Palermo un contratto di quattro anni.

CARATTERISTICHE – Djurdjevic è alto 181 centimetri per 82 kg circa, un colosso che però non è solo un semplice centravanti di peso. Infatti il giovane attaccante ama svariare su tutto il fronte d’attacco, ricordando appunto Andrea Belotti, oltre che per movenze e stazza. Djurdjevic nasce come punta centrale, ma è in grado di giocare come esterno d’attacco sia sulla destra che sulla sinistra, affiancando una punta di peso. Il serbo è il tipico attaccante moderno. E’ un gran lottatore, grosso ma molto rapido e scattante. E’ bravo a sfruttare gli spazi in campo aperto, nei quali ama lanciarsi con e senza palla, oltre ad essere deciso nell’uno contro uno, dal quale esce spesso vincitore lottando corpo a corpo con difensori fisici come lui. Infatti è dotato di una grande accelerazione e una buona tecnica in corsa. Destro naturale, non disdegna le conclusioni con il mancino oltre a sfornare deliziosi cross per i propri compagni di reparto, soprattutto quando gioca più defilato.

COME NEL PALERMO DI IACHINI – Il modulo di Iachini sarà sempre quello dello scorso anno, cioè il 3-5-2, marchio di fabbrica dell’allenatore rosanero. Il tecnico ama attaccare sfruttando diverse situazioni, dal gioco sugli esterni, alle imbucate centrali, agli inserimenti dei centrocampisti. Di certo sarà Vazquez il riferimento principale dell’attacco rosanero ed è vicino a El Mudo che Djurdjevic dovrà giocare, sfruttando la tecnica del suo compagno per arrivare con maggiore facilità alla rete. Vazquez ama svariare su tutto il fronte offensivo e arretra spesso al centro del campo per impostare l’azione, caratteristiche che si sposano alla perfezione con il tipo di gioco del giovane ex Vitesse, il quale ama lanciarsi negli spazi senza palla e fare tanto movimento. Allo stesso tempo, però, Djurdjevic sa fare anche il centravanti vero, pronto a giocare di sponda proprio con El Mudo o con Rigoni, bravissimo ad inserirsi senza palla, oltre ad andare a raccogliere al centro dell’area i cross provenienti dagli esterni palermitani Rispoli e Lazaar, bravi a macinare chilometri sulle fasce di competenza e mettere buoni traversoni dal fondo. Per la squadra non sarà un problema inglobare nei suoi schemi un calciatore come Djurdjevic, proprio perché molto simile all’ormai ex Belotti. Al contempo per il serbo non sarà difficile adattarsi ad un gioco che è molto adatto alle sue caratteristiche, sia nel caso dovesse disimpegnarsi da prima punta, sia da attaccante esterno. Elemento di grande prospettiva Djurdjevic, la nuova scommessa del presidente Zamparini. Scommessa che Iachini dovrà trasformare in realtà e certezza, un altro giovane da plasmare insieme a Trajkovski e Cassini. Le speranze dei tifosi palermitani sono tutte nei loro piedi.

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