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ANALISI TATTICA- I padroni di casa non hanno intenzione di fare le barricate e la volontà di giocare a viso aperto paga in meno di un minuto: Alaba e Boateng peccano di sufficienza sul pressing che Gisdol chiama dopo il calcio d’inizio, con Volland che intercetta e batte Neuer senza problemi. Il 4-3-1-2 dell’Hoffenheim è molto compatto centralmente, ma barcolla inevitabilmente sulle fasce dove Costa da un lato e Robben dall’altro hanno quasi sempre la possibilità di puntare il diretto avversario. La squadra di Guardiola è schierata in campo con il solito modulo “mutante”, che parte come 3-4-3 ma può facilmente trasformarsi in 4-1-4-1 a seconda delle situazioni di gioco. Mueller, pur non essendo una reale prima punta, riesce bene a liberarsi e ad innescare gli inserimenti dei compagni, rendendosi pericoloso nonostante una partita super del duo Schaer/Sule. Dopo un tempo con il coltello tra i denti, il fortino  dell’Hoffenheim cede all’ennesima scorribanda di Costa, concretizzata dal fiuto del gol del solito Mueller.

Si riparte con un Benatia in meno, infortunatosi nel primo tempo, ma con un Hoffenheim che non arretra di un centimetro, pur pagando il gap tecnico con gli avversari. Costa è letteralmente incontenibile, ma i suoi assist verso il centro vengono puntualmente respinti in un modo o nell’altro dagli avversari: urge Lewandowski, ma Guardiola temporeggia inserendo prima il pupillo Thiago Alcantara. L’attaccante polacco è la mossa disperata per il catalano, ma sul miglior momento dei bavaresi (anche una traversa colpita da Vidal), Boateng intercetta di mano una punizione di Rudy e l’arbitro indica il rigore espellendo il difensore. Sembra il tracollo per gli ospiti, ma la fortuna aiuta gli audaci e Polanski colpisce il palo. Come rinfrancati per l’essere stati graziati, Mueller e compagni attaccano a testa bassa pur con l’uomo in meno, ma impattano contro il muro Baumann, davvero miracoloso al netto dell’errore sulla rete del pareggio. Pali, salvataggi epici e mischie furibonde, ma alla fine è proprio Lewandowski a risolverla: sull’ennesima sgroppata di Costa, il polacco mette la zampata vincente, regalando a Guardiola una vittoria sudatissima e, viste le premesse, quanto mai insperata.

I PROTAGONISTI-Douglas Costa è davvero una furia, imprendibile dall’inizio alla fine del match. Quello visto in Copa America era un manichino con una maglia verdeoro a confronto: il brasiliano si è inserito alla grande negli schemi di Guardiola e sembra fare tutta la differenza del mondo nel campionato tedesco. Tra i padroni di casa i due centrali sono autori di una partita eccezionale, ma a strappare gli applausi è il portiere Baumann: di piede, di mano, di braccio e di petto, respinge in ogni modo gli attacchi dei bavaresi. Deve però soccombere due volte, con qualche colpa in occasione della prima rete. In ogni caso ha una firma bella grossa su questo risultato di misura, meritandosi un otto pieno. Voto negativo per Boateng, colpevole sia in occasione dello svarione iniziale che sul rigore regalato ai padroni di casa.

LA GIOCATA- Passano 6 secondi ed il pressing dell’Hoffenheim basta per mandare in bambola la difesa bavarese. Alaba è superficiale nel passaggio, Boateng distratto e Volland ne approfitta. Probabilmente un approccio troppo presuntuoso che, con un avversario così determinato, non può essere tollerato. Guardiola si sarà fatto sentire, eccome.

IL MOMENTO- Mano, cartellino rosso, rigore: la sconfitta è ormai alle porte. I giornali sono pronti a scatenarsi, le critiche a Guardiola già serpeggiano, ma questa squadra è baciata dalla fortuna ed ha una personalità fuori da comune.  Polanski colpisce il palo e la furia dei bavaresi travolge lo stadio dell’Hoffenheim, divorando i tre punti con la foga di chi sa che un qualsiasi altro risultato sarebbe stato inconcepibile. Forse non tutti i mali vengono per nuocere: magari senza questo rigore il Bayern non avrebbe mai tirato fuori gli artigli.

IL TABELLINO- 

Hoffenheim-Bayern Monaco 1-2 (1′ Volland, 41′ Mueller, 90′ Lewandowski)

Hoffenheim (4-3-1-2) Baumann, Kaderabek, Schaer (92′ Ochs), Sule, Kim, Schwegler, Schmid (64′ Rudy), Polanski, Zuber, Volland, Kuranyi (69′ Uth)

Bayern Monaco (3-4-3) Neuer, , Boateng, Benatia (37′ Rafinha), Alaba, Alonso, Lahm (67′ Lewandowski), Vidal, Costa Goetze, Robben (59′ Thiago), Mueller