SHARE

joaquin

“Voglio tornare al Betis, non posso più giocare alla Fiorentina”. Joaquin vuole tornare a casa.  Il giocatore spagnolo ha chiamato Firenzeviola.it, dalla sua casa affacciata su Ponte Vecchio, per cercare di spiegare quello che sta vivendo:

Joaquin perché ci ha chiamato?
“Perché volevo raccontare la mia verità e voi siete uno dei pochi organi a cui posso raccontare questa verità…”

Come sta vivendo questo momento?
“Male, molto male. non avrei mai pensato di vivere un momento così alla fine della mia carriera. Non capisco perché mi stanno facendo questo. Si sta parlando molto di me, ma non ci sono verità in quello che scrivono”.

Qual è la verità?
“Io sono sul mercato dall’anno scorso, da quando mi allenavo a parte. Non capisco perchè adesso hanno cambiato idea. Non capisco perché stanno facendo questo a me, alla squadra, ai miei compagni. Anche ai tifosi viola che mi stanno appoggiando”.

Perché i tifosi le stanno vicini in questo momento?
“Sì, tutti quelli che mi fermano mi dicono: ‘Ti capiamo, è normale che tu voglia tornare a casa’. Io non capisco perché anche la Fiorentina non capisce questo”.

Cosa cambia andare via adesso o tra un anno?
“Io ho preso una decisione, il momento è adesso. Io ero sul mercato, quindi è normale che abbia fatto questa scelta. Nessuno può decidere per me e io ho deciso di tornare a casa. Io voglio essere felice, tornare a Siviglia, dove sto bene, dove sono felice”.

Se le avessero detto prima che volevano trattenerla, sarebbe cambiato qualcosa?
“Può darsi, il problema è che nessuno me lo ha chiesto. Mi hanno comunicato che ero sul mercato e io ho deciso di tornare al Betis. Il dado è tratto, non posso tornare indietro. Il mio cuore sta a Siviglia, non posso giocare con questo sentimento, non posso trascinare i miei compagni con questo stato d’animo. Mi volevano mandare via a gennaio e io sono rimasto perché sapevo di poter essere importante”.

A gennaio ha deciso lei o Montella?
“Sapevo che era un momento importante per me e per dimostrare la mia forza e quindi ho deciso io di restare. Volevo trascinare la squadra in un momento importante. Adesso il momento è il contrario, mi manca la mia famiglia, mi manca il Betis e la mia città”.

Si è fatto un’idea del motivo per il quale è stato trattato così?
“Perché il mister mi vorrebbe trattenere. Io lo capisco, ma la situazione è arrivata a un punto che non c’è logica. Nel senso che lui da giocatore dovrebbe capire che non posso giocare altro che nel Betis Siviglia”.

E la reazione dei tifosi cosa ha provocato nel tuo cuore?
“Tutti mi hanno detto che posso andare via tranquillo perché sono entrato nel loro cuore con le mie prestazioni e con la mia professionalità. E’ una cosa che mi rende molto felice, che mi emoziona, che mi fa venire la pelle d’oca. Io voglio andarmente con questa situazione bellissima, non con il broncio, non con la rabbia”.

Pensa che la Fiorentina alla fine la lascerà partire?
“Se sono intelligenti sì. Se sono persone buone sì. Devono capire che io sono un calciatore che ha fatto 16 anni di carriera e che ora merito di tornare a casa. In due anni ho dato tutto per questa squadra. Ho fatto vedere a tutti la mia voglia, la mia professionalità. Ho dato tutto per la maglia viola”.

Ma è stato Macia a convincerla?
“E’ da cinque anni che voglio tornare al Betis. Non c’entra niente Macia. Sono anni che voglio tornare, sin da quando sono andato via. Non è per lui che ho voglia di tornare. Macia c’è oggi, ma domani potrebbe esserci un altro dirigente. A settembre ci sarà un consiglio d’amministrazione e potrebbe cambiare tutto. L’importante è il Betis, non chi dirige”.

È un giocatore che vive diversamente la professione rispetto a tanti altri…
“Io voglio tornare per una questione di cuore, perché lì mi aspettano la mia famiglia di sangue e la mia famiglia calcistica. Non pensavo che si sarebbe creato questo casino, mi hanno messo sul mercato. In due mesi che ho lavorato a parte nessuno mi è venuto a parlare. Io ho dimostrato che volevo questa maglia e ora sto dimostrando di voler tornare a casa. Perché mi devono togliere la mia felicità?”.

SHARE