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FLORENCE, ITALY - AUGUST 23: Josip Ilicic of Fiorentina celebrates with team-mates after scoring the goal 2-0 during the Serie A match between ACF Fiorentina and AC Milan at Stadio Artemio Franchi on August 23, 2015 in Florence, Italy. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

FLORENCE, ITALY - AUGUST 23:  Josip Ilicic of Fiorentina celebrates with team-mates after scoring the goal 2-0 during the Serie A match between ACF Fiorentina and AC Milan at Stadio Artemio Franchi on August 23, 2015 in Florence, Italy.  (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

Non comincia bene il campionato per il Milan, battuto giustamente per 2-0 dalla bella Fiorentina di Paulo Sousa, nuovo idolo del Franchi. La gara dei rossoneri è stata condizionata dall’espulsione per doppia ammonizione dell’ingenuo Rodrigo Ely, al quale vanno comunque concesse delle attenuanti come quella della giovane età e di aver ricevuto responsabilità grandi, forse un pò troppo per chi fino a pochi mesi fa giocava ad Avellino, con tutto il rispetto. Forse servirà del tempo in più per assistere ad un processo di maturazione vero e proprio di un ragazzo al quale non bastano le cose buone fatte vedere in precampionato. E c’è chi potrebbe obiettare che il Milan abbia comunque rischiato il tutto per tutto nel tentativo di lanciare un giovane, in questa Serie A che è diventata un cimitero per elefanti e che di ragazzi, specialmente italiani, non ne conosce poi tanti.

Sinisa Mihajlovic è stato onesto e sincero nell’affermare che la sconfitta dei suoi è stata meritata, aggravata dal fatto che sia giunta su due palle inattive e che comunque anche in parità numerica stava vedendo gli uomini del tecnico serbo arrancare. Il gioco milanista non è quello che i proclami di luglio facevano intendere, magari in troppi si sono lasciati fuorviare dal derby vinto nella tournée asiatica con l’Inter o dal facile turno preliminare di Coppa Italia contro il Perugia a San Siro. Perché se questo è il Milan c’è da essere preoccupati…ma la buona notizia per i supporters rossoneri è che siamo alla prima giornata, che le sorprese ad inizio campionato non sono certo cosa rara (ricordate il Cesena di Giaccherini?), la forma è sempre quella che è a fine agosto ed in più parecchie dirette concorrenti hanno perso o pareggiato, oppure hanno vinto senza convincere. Tornando a Mihajlovic, non c’è nessuno che abbia i piedi ben piantati a terra più del serbo, nemmeno nonostante i voli pindarici di una dirigenza alla quale piace troppo ingraziarsi i tifosi con i titoli dei giornali, vedesi gli accostamenti ad Ibrahimovic e Balotelli, operazioni senza logica e senza senso, prive di qualsiasi parvenza di progettualità.

Dove sono i difensori che servono? Dove sono i centrocampisti che occorrono per puntellare una rosa decisamente troppo simile a quella della sciagurata gestione Inzaghi, nonostante gli ottimi (sulla carta) Bacca e Luiz Adriano? Perché senza gli uomini giusti neanche Sinisa con la sua salutare concretezza potrà portare a molto. L’ex allenatore della Sampdoria dice che chi gestisce il Milan sa in quale reparto bisogna intervenire, ad oggi però, 24 agosto 2015, dopo settimane e settimane di calciomercato a chi vi scrive pare che le cose non stiano così e che l’anima fantacalcistica di Galliani prenda ancora una volta il sopravvento. E’ ancora presto per essere catastrofisti, e ripetiamo: le attenuanti ci sono, così come i punti dai quali bisogna ripartire. Ma la non voglia di lottare dei primi 35 minuti del Franchi, quella non ha spiegazioni. E’ un Milan che ancora sembra non saper bene quale dimensioni abbia sia in campo che fuori, ed il rischio che Mihajlovic si trovi a lottare da solo (come altri prima di lui) c’è, eccome…

 

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