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CHIAVE TATTICA- Per buona parte del primo tempo la Lazio si difende molto bene dagli attacchi dei tedeschi ovviamente molto più propensi alla fase offensiva. A parte qualche lampo di Çalhanoğlu la retroguardia a 3 scelta da Pioli resiste egregiamente, specialmente con l’ottima prestazione di Stefan De Vrij (fino al momento del gol subito) e con Onazi molto sostanzioso a centrocampo che interrompe molte azioni dei padroni di casa. In fase di contropiede inoltre la squadra di Pioli riesce ad essere piuttosto pericolosa evidenziando così come all’andata la fragilità della retroguardia di Schmidt. Le azioni laziali non risultano però essere abbastanza incisive e mancano tiri concreti nello specchio della porta, così col passare dei minuti i tedeschi acquistano autostima e aumentano esponenzialmente la pressione nella metà campo biancoceleste. Risulta così sempre più difficile per Keita, comunque bravissimo nel creare spazi, e compagni ripartire e controllare palla, perdendola infatti spesso. Nella ripresa invece il gol di Mehemedi stende psicologicamente la Lazio che trova ancor più difficoltà nel cercare spazi in avanti e gli esterni vengono ben neutralizzati dai tedeschi, in modo che la maggior parte del potenziale offensivo biancoceleste venga annullato. Onazi cala evidentemente così come Lulic e il centrocampo va in panne, inoltre Mauricio rende ancor più fragile la retroguardia sia in occasione del raddoppio delle aspirine che nell’azione della seconda ammonizione (seppur entrambe piuttosto dubbie). In dieci quindi diventa praticamente impossibile giocare e Morrison e Kishna non riescono a cambiare il match, nemmeno in occasione di due preziose palle inattive ben difese dai tedeschi.
PROTAGONISTI-Çalhanoğlu spicca in quanto a giocate e propensione all’attacco risultando il più pericoloso di entrambe le squadre. Mette spessissimo in difficoltà i tre centrali laziali e crea numerosi spazi sulla fascia di competenza. Oltre a lui anche Mehemedi e Bellarabi giocano in maniera meravigliosa, dimostrando quanto sia di qualità il pacchetto di esterni del Bayer Leverkusen e vincendo quasi facilmente il confronto con Candreva e Anderson a tratti invece invisibili sul terreno di gioco. Per gli ospiti Onazi e Keita nel primo tempo giocano veramente molto bene, il primo sfruttando la sua fisicità recuperando una buona mole di pallone a centrocampo, il secondo invece creando molti spazi e ripartendo in velocità. Nel secondo tempo invece calano praticamente tutti gli 11-10 laziali in campo.LA GIOCATA- 48esimo minuto, pallone in direzione di Mehemedi, errore di Mauricio che spiana la strada all’ex Friburgo che si invola verso la rete ed è bravo prima a difendere il pallone e poi a scaraventarlo sotto la traversa. Il gol cambia e quasi chiude il match, nonostante gran parte del “merito” in negativo sia di Mauricio, ma l’esterno dei tedeschi è abile ad attaccare e ad inseguire il pallore mettendo in difficoltà il centrale ex Sporting Lisbona.

IL MOMENTO- Reduce dalla vittoria dell’andata la Lazio fin dal primo tempo tendeva a difendere il risultato sperando in ripartenze poi non così pericolose, ma l’azione del vantaggio tedesco, firmato da Çalhanoğlu che seppur “rocambolesco” cambia decisamente il match. La chiamata errata di De Vrij che non si intende con Berisha provoca praticamente la rete dello svantaggio.

Tabellino e pagelle:

Bayer Leverkusen-Lazio 1-0 (40′ Çalhanoğlu, 48′ Mehemedi, 89′ Bellarabi)

Bayer Leverkusen (4-2-3-1): Leno 6,5; Hilbert 6, Papadopoulos 6, Tah 6,5, Wendell 6; Kramer 6,5, Bender 6,5; Bellarabi 7 (89′ Ramalho sv), Çalhanoğlu 7,5 (80′ Kruse 6), Mehemedi 7 (76′ Brandt 6); Kiessling 6,5.

A disp: Kresic, Donati, Stafylidis, André Ramalho, Yelldell, Boenisch, Kruse, Jurcenko, Seung-Woo, Brandt. All. Schmidt.

Lazio (3-4-3): Berisha 5,5; Mauricio 4, de Vrij 6, Radu 5 (56′ Kishna 6); Basta 6, Onazi 6, Parolo 5,5, Lulic 5,5; Candreva 6, Keita 6,5, Felipe Anderson 5 (70′ Gentiletti 6).

A disp. Guerrieri, Braafheid, Patric, Hoedt, Konko, Gentiletti, Cataldi, Milinkovic-Savic, Morrison, Oikonomidis, Kishna. All. Pioli.

 

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