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balotelli

Quante volte vi è capitato di affrontare un argomento calcistico e trovare davanti a voi qualcuno che la pensasse all’opposto? Come se un calciatore avesse due personalità distinte, da una parte fenomeno, dall’altra bidone. Anche nella redazione di MaiDireCalcio accade ciò e così, un po’ per diletto un po’ per conoscere le idee dei nostri utenti, abbiamo deciso di lanciare la rubrica “Dr Jekyll e Mr Hyde”, uno spazio a quattro mani dove si analizzerà l’argomento principe degli ultimi giorni e si cercherà di valutarne i pro e i contro, il buono e il cattivo, lo yin e lo yang, il giusto o lo sbagliato, il bello o il brutto, insomma un’analisi a 360 gradi.

DOTTOR JEKYLL Tutti la aspettavano, alla fine è arrivata: la Gallianata dell’estate 2015 è Mario Balotelli al Milan. Un anno dopo averlo venduto al Liverpool, a titolo gratuito e con mezzo ingaggio pagato dai Reds. A leggerla così, la bontà dell’operazione si spiega da sola, ma gli scettici restano e sono numerosi: l’accusa si snoda su tre binari. Punto primo, dubbi di natura comportamentale sul rapporto col sergente di ferro Sinisa Mihajlovic. Punto secondo, dubbi di natura tecnica dopo un anno tutt’altro che esaltante nella patria dei Beatles. Punto terzo, dubbi di natura tattica sul collocamento nello scacchiere rossonero.

Partiamo dal punto di vista comportamentale, notoriamente il punto debole del bresciano: non scriviamo di gossip ma di calcio, quindi la vita privata la tagliamo fuori con un paio di cesoie. Il momento migliore della sua carriera Mario l’ha vissuto nei primi sei mesi di Milan, dove ha realizzato 12 gol in 13 partite (!), con in panchina Max Allegri, uomo ed allenatore agli antipodi rispetto a Mihajlovic. Sinisa ha però mostrato di sapersi piegare all’occorrenza al valore tecnico, in quanto persona intelligente ed ex calciatore dal carattere fumantino: basti pensare, nella scorsa stagione, al rapporto con Samuel Eto’o, non esuberante come Balotelli ma comunque uno difficile da trattare quando è in giornata. Ed è proprio il valore tecnico il punto focale della difesa di Mario Balotelli: si può contestarne l’attitudine poco battagliera (quella inaccettabile laziness che lo rende incompatibile con la Premier), l’intermittenza (ma solo quando non è stato messo nelle giuste condizioni) nelle giocate, ma dal punto di vista tecnico il talento del giocatore è vitreo e cristallino. In un campionato equilibrato come si prospetta essere il 2015/2016, un calciatore come Balotelli può portare a casa 6 punti da solo, giocando ad intermittenza, fra una lite e l’altra. In pochi come lui sanno scardinare l’ordine delle cose, e quando tutto è in bilico un giocatore così è tutto quello che serve.

Preso in esame lo scenario peggiore, quello fra liti ed incomprensioni, si capisce come ogni sensibile miglioramento possa portare il Milan un passo più avanti: dal punto di vista tattico Bacca e Luiz Adriano sono due prime punte, quindi la loro coesistenza, si è visto nel precampionato, è dovuta ad un maggior sacrificio di Bacca in fase di dialogo con i compagni. Vedere il colombiano fare quello per cui è nato, con Balotelli che potrebbe finalmente non essere più l’uomo vitruviano al centro dell’attacco (ruolo in cui ha mostrato di non disimpegnarsi al massimo) ma quello delegato ad inventare, non l’imprescindibile ma il valore aggiunto, potrebbe essere la manna dal cielo che in pochi, al momento, si aspettano.

Dottor Jekyll, Andrea Martelli

MISTER HYDE Trasferimento che vai paese che trovi, o ritrovi nel caso di Super Mario Balotelli. Molto Mario e troppo poco Super, se vogliamo essere più precisi, al netto che il tanto decantato soprannome sia stato rispettato solo e soltanto in quella parentesi europea lontana, al tempo in cui Montolivo, un altro desaparecido, lanciava proprio l’allora puntero del Manchester City in pieno contropiede “galattico”, destro teso sotto la traversa a freddare la Germania intera condito da esultanza tutta muscoli, roba da far invidia a Goku e Vegeta. Per il resto non pervenuto, tanti schiamazzi ma poco o nulla dal punto di vista sportivo al di là di un incredibile feeling con i tiri dagli undici metri, sbugiardato anche quello da un Super, lui si, Pepe Reina in una notte milanese.

Eppure il mantra Super Mario Balotelli era, ed evidentemente è, forte nel bel paese, tant’è che fino al Mondiale del 2014 in Brasile coloro che provano a mettere in dubbio le sue qualità venivano messi al bando, vuoto pneumatico sportivo. Nasce uno strano teorema agli albori della kermesse intercontinentale: non si può non parlare di Balotelli ma non lo si può fare male perché altrimenti si danneggia la selezione azzurra; infatti ne parlano tutti e bene. Niente contraddittorio, per la gioia di Ciro Immobile (bomber italiano della stagione) che scalda la panchina per ben due match, il tempo di vedere l’Italia annaspare contro l’Inghilterra, finire schiaffeggiata dal Costa Rica ed infine colare a picco definitivamente davanti un rimaneggiatissimo Uruguay. Di lì in poi l’Italia tutta sgranò gli occhi, dimissioni di Prandelli, Balotelli si rifugia in Premier League con i tifosi dei Reds che, inizialmente, lo osannano salvo poi riconsegnare la sua divisa appena tre mesi dopo (iniziativa dello stesso Liverpool).

Premesso che tutti, ma proprio tutti, farebbero la firma sulla sua esplosione, la vera domanda che ci si pone è: che utilità ha l’acquisto di Balotelli da parte del Milan quando appena lo scorso anno si è fatto carte false per sbolognarlo? Non sarebbe stato meglio investire in difesa e/o a centrocampo? Magari con un profilo low cost, low media addicted? Solito colpo ad effetto Diavolo Style, tristezza a più non posso con tanto di silenzio assordante da parte di Mihajlovic, il contrappeso di Galliani ai vari Romagnoli, Bertolacci e compagnia, loro costano ma non fanno vendere, Balotelli si che fa parlare. Dopo aver rivoluzionato l’attacco con Luiz Adriano e Bacca, spendendo cifre astronomiche, aver creato il “sogno Ibra” (che tanti ancora sperano si realizzi), relegato in panchina i vari Cerci, Matri e Menez, l’idea di riprendersi un pezzo dato via a caro prezzo spendendo zero ci può anche stare, ma perchè proprio adesso, e soprattutto, perché proprio Balotelli? Come se calarlo a Milanello fosse poi cosa da poco e indolore, eppure Mihajlovic sembra tutt’altro che un allenatore transigente e permissivo. Sicuramente ci stupirà, in campo o fuori, la speranza è che non sia solo un ritorno al passato.

Mr. Hyde, Stefano Mastini

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