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Rafa Benitez e Diego Forlan. Un allenatore pluridecorato e un formidabile attaccante, passati entrambi per Milano, sponda Inter. Lo spagnolo raccolse la pesante eredità per Mourinho e finì presto per rimetterci le penne mentre “El Cacha”, sbarcato l’anno successivo,  non riuscì ad imporsi, trovando poco spazio e pochissimi gol. Il centravanti uruguaiano è tornato sulla sua esperienza italiana, soffermandosi su particolari curiosi, legati alla gestione tecnica antecedente al suo arrivo:

“Ho firmato per l’Inter nell’estate del 2011, ad un solo anno di distanza dal triplete vinto con Jose con Mourinho. Il club, dopo quella grandissima annata, aveva attuato grandi cambiamenti ed al posto del portoghese era stato chiamato Benitez ma le cose con lui non andarono molto bene. L’Inter era sesta in Serie A, lontana tredici punti dalla vetta della classifica e inoltre  venne sconfitto per ben due volte dal Milan e non riuscì a preservare il record di imbattibilità interna che durava ormai da quarantasei partite. Anche in Europa le cose non andarono per il verso giusto, ci fu infatti una clamorosa sconfitta con il Tottenham. Al mio arrivo mi feci raccontare dai miei nuovi compagni di squadra il perché di quella clamorosa debacle che portò all’esonero di Benitez nel giro di pochi mesi, nonostante la conquista del Mondiale per club. Non riuscivo a spiegarmi i motivi che portarono ad un allontanamento così precoce”, ha confidato a “La Nacion”. E la risposta dei “leader” del gruppo nerazzurro non si fece attendere: ”i miei compagni mi spiegarono che Benitez era un buon allenatore, molto esigente e preparato ma aveva litigato con il medico sociale del club. È uno a cui piace avere il controllo di tutto: è ossessionato dal calcio, meticoloso nella preparazione ma all’Inter il suo credo si scontrò con quello del medico che ha un ruolo piuttosto importante all’interno della società. Benitez pensava che certi suoi giocatori infortunati potessero tornare a giocare dopo due settimane di recupero, mentre i medici pensavano sarebbero state tre o quattro. C’era una netta differenza di vedute, la situazione era tesa: Benitez non era timido e chiese a Moratti rinforzi per gennaio perché la squadra non girava. Il Presidente non lo accontentò e decise di esonerarlo dopo il Mondiale per club”.

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